On. Giammanco su "internet e anoressia"

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Nel mondo moderno la superficialità e l’indifferenza sono, purtroppo, atteggiamenti diffusi. Anche delle paure, certi disturbi, spesso alcune nevrosi, rischiano d'essere risucchiate in un vortice oscuro di silenzio, incomprensione e banalizzazione,

o, che è ancora peggio, possono esplodere esattamente nell'atteggiamento opposto: eccessivamente apprensivo, di una curiosità morbosa che difficilmente allontanerà gli sfortunati protagonisti dalla paranoia.

Parlando di "anoressia", una fra le patologie che rosicchiano più dall'interno il precario equilibrio psichico dell'uomo contemporaneo, e stando a ciò che è venuto fuori dai lavori di una conferenza svoltasi a Roma proprio su questo difficile tema, sono oltre 2 milioni, in Italia, i ragazzi tra i 12 e 25 anni che soffrono di disturbi del comportamento alimentare. La giovanissima media d'età calcolata lascia di stucco, e probabilmente ci dà anche il senso dell'intrinseca osticità del problema.

Per contrastare questa emergenza sociale, la Fondazione IARD (ente di ricerca sociale nell’ambito scolastico e giovanile) ha condotto un progetto di ricerca intervento, i cui risultati sono stati presentati appena due giorni fa, lo scorso 16 luglio. La ricerca, effettuata su un campione di circa 600 studenti della Provincia di Roma, ha consentito di sperimentare un modello educativo di prevenzione dei comportamenti alimentari a rischio tra gli adolescenti, basato sulla comunicazione paritaria di gruppo.

L'On. Gabriella Giammanco (PdL), fra i relatori presenti alla conferenza, ha detto: "È necessario tenere sotto controllo la diffusione di siti internet che favoriscono la cultura dell’anoressia, dispensando consigli su come dimagrire ed esaltando l’esperienza del non nutrirsi. Altri Paesi, come la Francia, hanno già approvato provvedimenti per contrastare questo preoccupante fenomeno."

Dicevamo un male complesso da interpretare, da svelare, prigioniero della sua "vergognosa" incomunicabilità ed ossessivo spirito autodistruttivo. C'è ormai comunione fra gli studi clinici effettuati a riguardo nel considerare, tra i fattori scatenanti (oltre il più noto, sottoporsi a diete ferree) la difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e agli eventi stressanti che la vita impone.

Fallimenti amorosi, una bocciatura a scuola, un licenziamento dal lavoro, la perdita di un caro, sono emozioni complesse da metabolizzare, specie senza la minima traccia di una guida da seguire, o tutt'al più da cui lasciarsi ispirare.
Non è di poco conto poi l’aspetto relazionale, a partire dalle relazioni parentali fondanti (papà e mamma). Ed è in questo caso che i medici notano come il cibo venga assimilato all’amore: un amore controverso, che invece di orientarsi verso relazioni piene, chiare e gratificanti, si esprime in maniera conflittuale, con il più tipico dei rapporti basati sull'amore-odio.

Il punto toccato dalla Giammanco nel suo discorso suscita riflessioni importanti sull'argomento, poichè tira in causa gran parte dell'odierno sistema di comunicazione e trasmissione di valori e principi; la globalizzazione, per esempio, esportando, intensificando e accelerando il modello sociale urbano-occidentale provoca una manipolazione sempre più forte delle soggettività e propaganda come positivi, attraverso mezzi di velocissima e semplice diffusione come internet, quei modelli che portano le ragazzine (e non solo, in realtà) alla passione per il niente, al vizio per il vuoto. Il web è sempre stata un'arma a doppio taglio: senza le giuste misure di prevenzione e preparazione, culturale, sociale e didattica, l'innovazione si riduce spesso al solo fantasma di se stessa.