Nel Corso lavori a rilento e mugugni

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I commercianti, a dire il vero, questa storia della riqualificazione di Corso Umberto, l’hanno vissuta (secondo noi sbagliando) con perplessità, se non addirittura con diffidenza e pregiudizio.

Probabilmente perché come categoria, intesa complessivamente, sono restii alle novità e ai cambiamenti. Però alla fine si erano convinti: in fondo lo “stratonello” rinnovato avrebbe giovato anche a loro.

Quello che sta accadendo li sta parecchio innervosendo.
Stavolta va riconosciuto che hanno in larga parte ragione: a partire dai tempi, dalle modalità, dalla (dis)organizzazione, e in parte anche per la qualità dei materiali impiegati sollevano problemi veri.

Siamo stati i primi ironizzare sul fatto che il Corso Umberto temporaneamente chiuso, non ha ancora mietuto alcuna vittima; ma questo naturalmente non vuol dire, che si debba tollerare un certo modo di procedere.
A cominciare dai tempi e dai modi della realizzazione dei lavori: si era detto che i lavori sarebbero stati “parcellizzati” in nove “lotti”; e tutti avevamo capito che via via che le varie “frazioni” sarebbero state completate si sarebbe andato avanti.

Ma quando mai! ci ritroviamo con le varie fasi di intervento, dismissione vecchio selciato, sistemazione nuova pavimentazione, rifacimento manto stradale, contemporaneamente presenti in tutto il Corso, che, visto come stanno andando le cose, verrà (forse) riaperto a settembre.
Un esempio per tutti: circa quattro, cinque giorni fa è stata fatta una colata di cemento dall’incrocio con Corso Butera sino all’edificio ex-Poste.

Dopodichè non si è più visto nessuno. In realtà gli operai sono in numero insufficiente a potere intervenire contemporaneamente sui vari tratti, e questo sta provocando ritardi, malumore e mugugni.
Forse quando il nuovo Corso sarà riaperto, magari dimenticheremo tutto, ma intanto ci pesa.

Un discorso a parte merita quello che sta accadendo in Piazza Madrice: “smattonata” ormai da quasi tre settimane, non vede da allora la presenza di operai. Cosa è successo? Semplice: è stata “scoperta” una cosa nota da decenni, e cioè che la fontana ha una “perdita”.

Relativo incarico ad un esperto e intervento della Sovrintendenza che naturalmente, trattandosi di un manufatto di valore artistico (la statuetta al centro è infatti del Marabitti), ci vuole mettere becco con i tempi suoi. Quindi tutto fermo, perché l’esperto deve concordare con la Sovrintendenza la tipologia dell’intervento.

Tra l’altro questa storia della Piazza Madrice, oltre a rendere di fatto impossibile l’uscita della “vara” di S.Giuseppe per la processione, sta facendo disperare molte coppie che avevano scelto la Madrice quale chiesa per il loro matrimonio.
Con la Piazza in queste condizioni vanno a farsi benedire foto e riprese video con lo sfondo della facciata della Madrice e della fontana del Marabitti. E la cerimonia non si può certo replicare.

L’ultima considerazione sui materiali: tutti concordano sul fatto che la vecchia orlatura dei marciapiedi, pietra di Billiemi, era di gran lunga di maggior pregio rispetto al materiale che si sta impiegando.
Ma a questo punto non serve a gran che recriminare.
Piuttosto far sì che i blocchi di pietra di Billiemi rimossi, che ci è stato detto che sono stati sistemati presso il magazzino del ferro (l’immobile confiscato a Leonardo Greco), venga adeguatamente custodito, perché dovrà essere riutilizzato.

Un autorevole rappresentante dell’amministrazione ci ha detto che ne sono “scomparsi” sinora solo trenta metri, e che ne è stata fatta regolare denuncia. Per favore occhio al Billiemi!