Un Flagello chiamato corruzione- di Movimento Senza Potere

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La corruzione, insieme al fattore criminalità organizzata, rappresenta sicuramente uno dei problemi più gravi che affliggono il nostro sistema economico, e che bisognerà affrontare in modo molto più deciso, perché da mani pulite ad oggi ben poco è cambiato.

Nell’anno 2014 viene costituita l’ANAC, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione con il compito di prevenire la corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, e in particolare in tutti quei settori dove possano svilupparsi potenziali fenomeni corruttivi. Nonostante qualche positivo risultato, non si riesce comunque ad arginare questo fenomeno.

Quindi l’azione preventiva dell’ANAC è sicuramente importante, ma non sufficiente. Allora sarebbe opportuno affrontare il problema alla radice, rivedendo sia il sistema normativo che l’organizzazione della Pubblica Amministrazione. Infatti uno dei problemi che rende difficile il rapporto tra il cittadino e le imprese da un lato e la Pubblica Amministrazione dall’altro è l’incertezza normativa, dovuta sia a un crogiuolo di norme, regolamenti, circolari, direttive, dove è quasi impossibile raccapezzarsi, sia alla loro non chiarezza, e tutto questo racchiuso in un labirinto di Uffici. Il risultato è che il cittadino e le imprese diventano preda del sistema. Siamo in presenza di un meccanismo infernale.

Più norme si hanno, più centri di potere si creano. Ed è in questo caos amministrativo che si annida e si alimenta la corruzione. Un vero e proprio flagello.

Sì, un flagello, perché la corruzione ha la stessa forza distruttiva di uno sciame di locuste, che distruggono interi raccolti, provocando carestia, fame e povertà.

Pensiamo a tutti coloro che vogliono fare impresa, piccola o grande che sia, agli investitori esteri, che portano capitali, o al semplice cittadino che presenta una pratica: si trovano di fronte un muro, che è spesso difficile da superare, perché si sa quando si inizia ma non si sa quando avrà fine l’iter burocratico. E quindi molte risorse, che potrebbero essere investite, muovendo l’economia, creando lavoro e ricchezza, svaniscono nel nulla, si perdono.

E allora di fronte a questo caos amministrativo alcuni soggetti, agendo illecitamente, tendono ad “oliare” il sistema: alcuni lo fanno solo per disperazione, perché non riescono ad uscire da questo labirinto, altri invece lo fanno per avvantaggiarsi a scapito di altri, falsando il principio di concorrenza. Molti invece preferiscono rinunciare. L’effetto locusta.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: abbiamo interi territori, che potrebbero essere ricchi, veramente ricchi, invece sono sottosviluppati. Il mezzogiorno ne è l’esempio lampante. Ovviamente citando il mezzogiorno non possiamo non far riferimento all’altro terribile flagello che è la criminalità organizzata, che opprime in modo devastante lo sviluppo economico di interi territori.

In tutto questo il legislatore dovrebbe fare una seria riflessione. Abbiamo la necessita di sfoltire le norme. Meno norme significa semplificare il sistema e renderlo adeguato allo sviluppo. Di conseguenza riorganizzare l’apparato burocratico della Pubblica Amministrazione con meno uffici, e quindi meno centri di potere, ma allo stesso tempo con un personale più responsabilizzato e preparato, ma soprattutto incentivato. In questo caso basterebbe far riferimento all’art. 97 della Costituzione, che cita testualmente “ I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.”

Questo modello avrebbe come risultato poche norme ma chiare, perché la chiarezza delle norme è un fattore determinante e imprescindibile, sia per i cittadini e le imprese, sia per gli uffici della P. A., in quanto si eviterebbero gli innumerevoli contenziosi, e il lavoro degli uffici sarebbe facilitato.

Inoltre i controlli da parte degli organi preposti sarebbero più mirati e più efficaci.
In questo contesto le nuove tecnologie informatiche sono di grande aiuto e quindi dobbiamo semplicemente avere una nuova idea di Pubblica Amministrazione, soprattutto adeguata alla nuove sfide del futuro.

Movimento Senza Potere