5 bisogni primari da soddisfare per il benessere psicologico - di Francesco Greco

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Spesso riteniamo che ciò che interferisce con il nostro benessere riguardi cose o persone, cioè cosa ci accade nella vita, ciò che gli altri ci fanno, le offese ricevute ecc. In realtà, come abbiamo più volte sottolineato il malessere si attiva e si rinforza a partire dalla nostra personale interpretazione degli eventi, delle situazioni e delle persone che fanno parte del mondo attorno a noi.


Pertanto è in parte il nostro modo di “vedere le cose”, i nostri pensieri che determinano vissuti e sentimenti. E’ chiaro che gli eventi esterni impattano e che la vita ci chiede spesso resilienza e capacità adattive a fronte di avvenimenti stressanti e difficili da gestire. Tuttavia molto dipende anche dal nostro atteggiamento, dalle credenze e dalle convinzioni personali.
I pensieri dunque sono un punto centrale da attenzionare e, ancora più in profondità, le strutture che sottendono ai pensieri.
Possiamo definire queste strutture schemi, cioè parti che governano in qualche modo i pensieri, e si presentano a un livello gerarchico più profondo. Solitamente si formano durante l’infanzia e tendono poi a riattivarsi e a ripresentarsi durante le esperienze vissute in età adulta.
Normalmente quando gli schemi funzionano perfettamente ci aiutano e ci permettono di interpretare le informazioni provenienti dal mondo esterno e di risolvere i problemi, hanno pertanto una funzione adattiva. Alle volte però gli schemi possono essere maladattivi, cioè inadeguati ed essere fonte di disagio psicologico e sofferenza.
Alcuni schemi infatti, in particolare quelli che si sviluppano in seguito a un esperienza negativa vissuta nell’infanzia, possono determinare tratti di personalità patologica o veri e propri disturbi di personalità.
La formazione degli schemi può essere favorita da traumi o maltrattamenti durante l’infanzia o al contrario da situazioni in cui il bambino riceve troppe attenzioni o elevate aspettative. Ma la maggior parte degli schemi maladattivi si originano dalla frustrazione durante l’infanzia di 5 bisogni primari dell’essere umano: 1) legami stabili con gli altri. Questi comprendono il bisogni di protezione, stabilità, cura e accettazione; 2) autonomia, senso di competenza e di identità; 3) libertà di esprimere le emozioni e i bisogni fondamentali; 4) spontaneità e gioco; 5) limiti realistici e autocontrollo.
Gli schemi maladattivi sono formati da ricordi, emozioni, pensieri. Sono utilizzati (sempre in termini non adattivi) per comprendere se stessi e il rapporto con gli altri e nonostante si sviluppino nell’infanzia o nell’adolescenza sono presenti in tutte le fasi della vita, determinando vissuti disfunzionali.
Una persona ad esempio potrebbe aver sviluppato uno schema di “dipendenza/incapacità” senza aver vissuto necessariamente una esperienza traumatica, ma al contrario essendo cresciuto in una famiglia iperprotettiva. In altri casi si potrebbe aver sviluppato lo schema “deprivazione emotiva” vivendo in una famiglia distaccata, fredda o rifiutante con la conseguenza di credere che i propri bisogni emotivi non verranno adeguatamente soddisfatti nelle relazioni con gli altri.

Dott. Francesco Greco
Tel. 3922965686
http://www.consulenzapsicologicaonline.blogspot.it
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Il Dott. Francesco Greco, Psicologo e Psicoterapeuta, è specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Svolge attività clinica per i disturbi d'ansia, depressione, crisi, stress, insicurezza, disturbi emotivi e dello spettro ossessivo. Utilizza la Terapia Cognitiva, la SCHEMA THERAPY, la Acceptance and Commitment Therapy (ACT), Mindfulness e le terapie di terza generazione. Specializzato nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione attraverso la tecnica della CBT-E, disturbi sessuali e consulenza di coppia. Riceve a Bagheria e a Palermo.