Come difendersi dalle Fake news? - di Stefania Morreale

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Domenica 13 maggio è stata la Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II, celebrata dal 7 maggio 1967. Quest’anno Papa Francesco ha voluto focalizzare l’attenzione sul problema delle fake news e sul loro effetto nocivo per la pace mondiale.

Che sia la più alta carica religiosa del mondo cattolico a sostenerlo o il nostro vicino di casa, è innegabile che le fake news arrecano un consistente danno alla nostra società. Si tratta infatti di notizie redatte con informazioni ingannevoli o distorte, atte a disinformare deliberatamente i fruitori, in modo da manipolarli per scopi pubblicitari e/o politici. Insomma una vera e propria presa in giro per milioni di cittadini che, ignari della truffa architettata alle loro spalle, credono di informarsi sulla realtà dei fatti, rimanendone invece del tutto ignari.
La diffusione di notizie false è un problema che è esistito da sempre; basti ricordare il panico che bloccò la borsa valori inglese nel 1814, in pieno periodo napoleonico, a causa della diffusione della notizia (naturalmente del tutto fallace) della disfatta francese e della morte di Napoleone. Quando si scoprì che era stato tutto frutto di una menzogna elaborata presumibilmente per ragioni politiche, ormai diversi azionisti avevano venduto i propri titoli governativi per più di un milione di sterline. Oppure come non citare il caso de ‘La guerra dei mondi’, programma radiofonico trasmesso il 30 ottobre del 1938 negli Stati Uniti, rimasto famoso per aver scatenato una isteria di massa descrivendo un’invasione aliena? O il caso dell’uomo di Piltdown, ominide identificato per molto tempo come l’anello di congiunzione mancante dell’evoluzione umana, rivelatosi poi un totale falso?
Oggi però, le bufale ricoprono un ruolo sempre più importante a causa della velocità con la quale vengono condivise e trasmesse; internet e i social network infatti amplificano di milioni di volte la loro capacità di raggiungere le persone e quindi la loro potenza. Adan White, direttore dell’Ethical Journalism Network, ha recentemente dichiarato per PrixItalia69: “Quello che è cambiato è che adesso la tecnologia e la comunicazione digitale permettono a queste notizie di diffondersi più velocemente e di prendere di mira mercati o gruppi di persone specifici. La disinformazione digitale è molto pericolosa per la democrazia. Alcuni governi lo hanno capito e stanno cercando soluzioni. Dovremmo però chiederci quanto le persone oggi abbiano gli strumenti giusti per distinguere le notizie vere da quelle false. Dobbiamo tutti imparare di nuovo come interpretare le notizie, altrimenti rischiamo di alimentare una polarizzazione della società che è già in corso, in un momento in cui sempre più persone perdono fiducia nelle istituzioni e nelle strutture politiche tradizionali”.
Cosa fare, quindi per difendersi dalle notizie false? Esiste un antidoto che possa proteggerci dalle fake news? Oltre a confidare nella buona fede e nell’etica professionale dei giornalisti, ogni lettore potrebbe proteggersi effettuando dei controlli sul web per verificare se la notizia appena letta o ascoltata è riportata in altre testate. Si potrebbe procedere con la verifica delle immagini presenti nel testo, molte volte del tutto fuori luogo. Infine è possibile utilizzare siti specializzati contro le notizie false, come per esempio Butac – Bufale un tanto al chilo, attivo già dal 2013.

Stefania Morreale