La barbarie della Guerra nel ricordo dell'eroe bagherese Ciro Scianna- di Lorenzo Gargano

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«La guerra per porre fine a tutte le guerre», «Una guerra per la democrazia e la libertà dei popoli», con simile enfasi e retorica la propaganda degli stati Nazionali tentava di giustificare agli occhi di un'opinione pubblica attonita, ma per lo più ignara, la terribile carneficina che cambiò per sempre il mondo «La Grande Guerra», che lasciò sul campo 15 milioni di morti, 30 milioni di feriti e i cui effetti collaterali furono devastanti nei decenni successivi.

 Nel centenario dalla fine della grande guerra e dalla morte dell'eroe bagherese medaglia d'oro al valore militare Ciro Scianna, soldato degli Arditi, i corpi speciali del Regio Esercito, caduto il 24 giugno del 1918 in azione sul  monte grappa; alla Scuola media di Bagheria a Lui intitolata, guidata da 4 anni dalla Dirigente Scolastica Carmen Tripoli, si è svolta una significativa cerimonia commemorativa, alla presenza di molte autorità civili e militari come il Giudice Leonardo Guarnotta. già componente del pool antimafia con Giovanni Falcone.

E' stata occasione per ricordare, anche in prossimità della Festa della Repubblica, il prezzo di sangue pagato da milioni di soldati, ma anche più recentemente da tanti uomini delle Istituzioni repubblicane, per l'Italia. Eroi ma sopratutto vittime, come è stato giustamente sottolineato, vittime delll'assurdità e della barbarie della guerra, di qualunque guerra.

Un superbo lavoro di ricostruzione storica per la produzione di elaborati originali è stato effettuato dagli studenti con il coordinamento dalla Prof.ssa Clementina Castrone, Loredana Gennaro e Piera Carollo., che si sono avvalse della preziosa collaborazione di Lorenzo Rizzo, grande appassionato e cultore di storia di Bagheria.

Il lavoro dei ragazzi era volto a restituire la dimensione umana di questi soldati, che erano prima di tutto figli, mariti, padri, in una parola uomini; con le loro vite e sentimenti. Gli elaborati dei ragazzi si sono basati anche su fonti primarie come lettere e cartoline del tempo, e su testimonianze orali dei parenti dei reduci di guerra.

Tra gli applausi è stato poi scoperto nel giardino della scuola un pannello di maiolica raffigurante Ciro Scianna, realizzato dal ceramista bagherese Maurizio Scianna. La fanfara dell'associazione bersaglieri di Casteldaccia ha accompagnato con la musica tutta la cerimona e solenne è stata l'esecuzione dell'Inno di Mameli cantato all'unisono da tutti i presenti.

Molto toccante durante la commemorazione è stato il momento dedicato alla lettura di una poesia di Ignazio Buttitta, nostro illustre concittadino come Ciro Scianna  «Lettera ad una madre tedesca», di seguito ne riportiamo le prime significative strofe.

Littra a una mamma tedesca

da “Lu pani si chiama pani” di Ignazio Buttitta

Mamma tedesca,

ti scrivi ddu surdatu talianu

chi t’ammazzò lu figghiu.

Mmaliditta dda notti

e l’acqui di lu Piavi

e li cannuna e li bummi

e li luci chi c’eranu;

mmaliditti li stiddi

e li prigheri e li vuci

e lu chiantu e li lamenti

e l’odiu, mmaliditti!

Era accussì beddu tò figghiu,

mamma tedesca,

lu vitti all’alba

cu la facci bianca

di picciriddu ancora ddummisciutu.

Ch’era beddu tò figghiu:

paria ca supra dd’erba

l’avissuru pusatu li tò manu.

Mamma tedesca,

iu, l’assassinu

ca t’ammazai lu figghiu:

comu pozzu dòrmiri suonni sereni

comu pozzu abbrazzari li me figghi

comu pozzu passari

mmezzu a l’omini boni

senz’essiri assicutatu,

e crucifissu a lu muru?

Mamma tedesca,

matri di tuttu lu munnu,

vi chiamu!

Ognuna,

la petra cchiù grossa

vinissi a ghittalla

supra di mia:

muntagni di petra,

muntagni di petra,

scacciati la guerra.