Ansia: prova a farci la pace-di Francesco Greco

attualita
Typography

Una delle domande più frequenti che mi viene fatta è se esistono elementi comuni tra i vari tipi di ansia, per esempio cosa lega l'ansia sociale all'ipocondria piuttosto che a una fobia specifica. In generale posso affermare che la risposta è nella natura stessa dell'ansia, che in quanto emozione è intrinsecamente connaturata alla nostra dimensione di esseri umani. Provare ansia è normale. Questo è per me un concetto base che tengo sempre a sottolineare già all'inizio del percorso terapeutico e che non è così automatico.

"Guarire" dall'ansia passa inevitabilmente dalla sua accettazione. 

Tornando alla domanda iniziale ciò che lega i vari tipi di ansia è una preoccupazione di base: prima dell'ansia infatti c'è sempre un pensiero di preoccupazione. Se sei ipocondriaco sei preoccupato per la tua salute, se hai una fobia specifica o ansia sociale ciò che ti preoccupa riguarda ora il confronto con ciò che temi, ora con gli altri e la relazione sociale. Qui la differenza la gioca l’intensità. La domanda fondamentale che dobbiamo farci è: "ma questa cosa che mi preoccupa è veramente così pericolosa? E' così tanto importante?
Quando le persone iniziano a dare tutto questo peso a certe loro preoccupazioni avviene la prima forte escalation dell'ansia e ciò che ne consegue sono i noti circoli viziosi, fatti di pensieri, ansia, evitamenti, pensieri e così via.
In queste circostanze capita che gli individui reagiscano parlando continuamente della loro ansia, quasi per chiedere il sostegno continuo di amici e familiari.
Tuttavia parlare dell’ansia è come mettere del fertilizzante su una pianta: la fa crescere forte e robusta. Più parli della tua ansia, più contribuirai ad aumentarla. Più ne parli, più modificherai anche il comportamento degli altri, che da un lato tenderanno a proteggerti chiedendoti della tua ansia ma dall’altro contribuiranno a rafforzare l’idea che in te ci sia un problema.
Così permettiamo a certi pensieri di interferire pesantemente sulla nostra vita e sui nostri progetti. Quando qualche preoccupazione gira e rigira nella nostra mente, ci sentiamo quasi paralizzati: abbiamo la sensazione di non riuscire a portare a termine nulla perché il nostro pensiero è sempre focalizzato su quel punto. Sian Beilock, psicologa dell'università di Chicago ha spiegato al Wall Street Journal perché le persone tendono a fallire quando sono sotto pressione: "Quando abbiamo delle preoccupazioni, queste catturano la nostra attenzione. È come se facessimo due cose contemporaneamente".
Un'ottima strategia sarebbe quella di appuntarsi qualsiasi pensiero carico di ansia: in questo modo le preoccupazioni diventano concrete e smettono di distrarci e di infastidirci all'improvviso perché, di fatto, sono già state messe nero su bianco.
Allo stesso tempo però i problemi di ansia non vanno tenuti nascosti perchè anche questa è una forma di evitamento, come a voler sottolineare un problema. Condividere in modo funzionale ci aiuta a ridimensionare, a normalizzare e ad accettare. I disturbi d'ansia colpiscono circa 40 milioni di adulti americani ogni anno, pari a circa il 18% della popolazione. Secondo Baker, l'ansia è anche uno dei più abbondanti disturbi psicologici in pediatria.
Quale è allora il giusto atteggiamento mentale? E' quello dell'opportunità, non quello della minaccia.
Vedere quel malessere come una opportunità di svolta della propria vita è ciò che ti consente di prendere atto della situazione che si sta vivendo, accettando l’ansia e usandola come strumento per giungere ad una nuova consapevolezza di sé. Più si rifiuta il senso profondo del malessere, più i sintomi aumentano di intensità e frequenza proprio per richiamare la nostra attenzione.
Imparare ad osservare e diventare sempre più consapevoli è già il primo passo.

Dott. Francesco Greco
Tel. 3922965686
http://www.consulenzapsicologicaonline.blogspot.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Dott. Francesco Greco, Psicologo e Psicoterapeuta, è specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Svolge attività clinica per i disturbi d'ansia, depressione, crisi, stress, insicurezza, disturbi emotivi e dello spettro ossessivo. Utilizza la Terapia Cognitiva, la Acceptance and Commitment Therapy (ACT), Mindfulness e la SCHEMA THERAPY. Specializzato nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione attraverso la tecnica della CBT-E, disturbi sessuali e consulenza di coppia. Riceve a Palermo e Bagheria.