Un bilancio della rubrica sui giovani bagheresi- di Pietro Canzoneri

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Dopo una decina di pubblicazioni penso sia tempo di un bilancio.

Innanzitutto, non posso non ringraziare quanti hanno seguito settimanalmente la rubrica inaugurata nel mese di gennaio e quanti, con commenti e suggerimenti, anche privati, hanno indicato possibili miglioramenti ed altre idee.
Questa rubrica nasce dalla volontà di fare qualcosa di diverso, di “ascoltare” un altro punto di vista, di dare spazio a chi vive lontano da qua ma rimane legato alla propria terra. Il punto di vista esterno è sempre utile.
Forse la rubrica poteva essere perfezionata ed arricchita ma dopo alcuni tentennamenti, si è deciso di non temporeggiare, cogliere l’occasione, quindi pubblicare i vari contributi e dare spazio ai tanti amici ed amiche che hanno ritagliato il loro tempo per raccontarci un po’ di loro.
Ho ritenuto ogni contributo interessante, ogni storia diversa e appassionata, ogni risposta data, ponderata e spassionata, inoltre (elemento da non trascurare), tutti i contributi sono stati scritti senza conoscere le risposte degli altri intervistati, circostanza che rende più genuina la partecipazione di ognuno.
Devo dire subito che la rubrica non ha lo scopo di esaltare chi lavora fuori (sminuendo chi è rimasto), chi scrive sa bene che il tessuto socio economico del nord Italia e di alcuni Paesi della UE offre, da sempre, maggiori opportunità e sbocchi lavorativi, che purtroppo qua mancano o difficilmente si individuano.
Gli obiettivi posti erano tanti: creare una piccola discussione (non solo sui social), individuare le criticità di Bagheria, cercandone le soluzioni ed accettando i consigli ricevuti, creare collegamenti tra lettori e intervistati ma anche sottolineare le nostre grandi potenzialità ed i nostri punti di forza.
Su quest’ultimo punto, vorrei osservare, invitandovi ad una riflessione, come tutti (o quasi) gli intervistati abbiano studiato e si siano formati presso i nostri Licei e Università, dato che certifica come i nostri insegnanti, le nostre strutture scolastiche e universitarie non siano “minori” rispetto a quelle del nord Italia.
Chi scrive ha scelto convintamente di rimanere a Bagheria, investendo in questo territorio il proprio futuro, senza farne mai una questione di coraggio. Rimango legato alle mie radici ed auspico per la mia Città un futuro brillante, ritornando ad essere centro culturale ed economico.
In molti mi hanno chiesto di rivolgere l’intervista a chi ha deciso di rimanere qua, investendo in questa terra le proprie risorse; dico subito che non sono un giornalista e non vorrei spingermi oltre ma trovo il suggerimento stimolante e, sicuramente, da approfondire.
Magari, se Lorenzo vorrà, inizieremo anche quest’altro progetto, infatti, ritengo siano molti i giovani che in Città stanno raggiungendo tanti traguardi, divenendo punto di riferimento nei propri ambiti professionali/lavorativi.
Alcune interviste devono essere ancora pubblicate, ciò verrà fatto nelle prossime settimane (non so se vi sarà un ulteriore e diverso seguito) spero, infine, che i futuri amministratori sapranno fare tesoro di queste poche testimonianze di giovani trentenni che portano ovunque con sé le radici della Nostra Comunità.
Infine, un grazie sincero a tutti gli intervistati che hanno saputo interpretare al meglio il senso di questa rubrica, contribuendo al sano confronto e stimolando la crescita della nostra Città.

Pietro Filippo Canzoneri