Intervista al bagherese Paolo Tomasello- di Pietro Canzoneri

attualita
Typography

Pietro Canzoneri ha intervistato per la rubrica sui giovani bagheresi che vivono e lavorano fuori dalla Sicilia l'Igegnere Paolo Tomasello.

Da quanto tempo ti trovi fuori da Bagheria e dove vivi attualmente ?

Vivo stabilmente fuori da Bagheria da 8 anni. Subito dopo aver conseguito la laurea specialistica in Ingegneria Gestionale a Palermo mi sono trasferito per lavoro direttamente a Milano, dove attualmente risiedo.

Di cosa ti occupi in questo momento e quali progetti hai già realizzato nell'ambito professionale ?

Lavoro attualmente presso Arexons spa, un’azienda appartenente al gruppo petrolifero Petronas, specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti per il settore automobilistico, industriale e del fai da te .In particolare il mio ruolo all’interno dell’azienda è quello di Business Integration & Strategy Development Manager, ossia mi occupo della definizione della strategia aziendale, delle sviluppo di nuove opportunità di business e della gestione di operazioni straordinarie quali fusioni, acquisizioni e stesura di nuove partnership. In passato ho lavorato in Saipem spa, una società del gruppo ENI, specializzata nella progettazione e costruzione di impianti petroliferi. Ho trascorso buona parte della mia carriera all’estero, principalmente in Turchia (dove ho vissuto circa due anni e mezzo) ricoprendo ruoli all’interno del Project Management. Durante la mia esperienza lavorativa in Saipem, mi sono occupato di tutti quelli che sono gli aspetti di gestione progettuale mirati alla realizzazione di impianti petroliferi di notevoli dimensioni. Inoltre, in questi anni trascorsi fuori dalla Sicilia, ho avuto modo di approfondire le mie conoscenze accademiche attraverso il conseguimento di due master. In particolare, ho conseguito il primo master specialistico subito dopo la laurea, in management nel settore energetico presso la Scuola Enrico Mattei - ENI Corporate University, e il secondo dei quali, di recente conseguimento è un MBA - Master in Business Administration presso lo SDA Bocconi School of Management.

Le tue radici “baariote” sono state un valore aggiunto, o sono state ininfluenti nel tuo percorso umano e professionale ?

Certamente penso che le mie radici baariote e siciliane in generale siano state importanti per lo sviluppo della mia carriera professionale e personale. In generale ritengo che il contesto sociale, personale nel quale ognuno di noi cresce e si sviluppa, influenzi la vita della persona.
In primo luogo l’educazione familiare è stata per me la base di tutto, fondamentale per la mia crescita, ma penso altresì che in generale l’essere siciliano ti aiuti nello sviluppare una capacità di adattamento a contesti nuovi, a dare il meglio di se e a non abbattersi mai anche in situazioni difficili. Confrontandomi spesso per lavoro con persone appartenenti a culture molto diverse dalla nostra, ho sempre percepito che il “siciliano” riusce facilmente a interagire bene con le altre persone, a ritagliarsi i propri spazi, a creare forti relazioni umane fin da subito, ed è dotato in generale di una spiccata intelligenza emotiva.

Come appare oggi bagheria dall'esterno, con lo sguardo di chi non ci vive più ma vi torna saltuariamente; e cosa ritieni vada fatto prioritariamente in questa cittadina?

Ogni volta che ritorno a Bagheria, mi rendo sempre più conto che è una città dalle enormi potenzialità, spesso inespresse. Si tratta di una città con un bagaglio storico, culturale, paesaggistico non indifferente, ma allo stesso tempo tutto ciò non viene sfruttato appieno. Ho notato con piacere, soprattutto tra i giovani della mia generazione, che c’è tanta voglia di fare, sfociata per esempio nell’apertura di nuove attività imprenditoriali. Penso che bisogna incentivare sempre di più i giovani che vogliono investire nel nostro territorio, perché da loro passa il futuro del nostro sviluppo economico e sociale. Ritengo però che si possa e si debba fare di più in tutti gli ambiti, e in tal senso mi viene in mente l’enorme potenziale turistico che possediamo. Si potrebbe per esempio far leva molto di più sul boom turistico che Palermo e la Sicilia stanno vivendo in questi ultimi anni. Bisognerebbe migliorare i servizi basilari, quali la pulizia delle strade e dei marciapiedi, o per esempio istituire un servizio di trasporto urbano che permetta al turista privo di automobile di poter visitare il nostro paese. Ho menzionato soltanto due esempi che mi vengono in mente adesso, di facile implementazione ma che al tempo stesso darebbero un’immagine agli occhi del turista di un paese diverso, in primo luogo pulito e in secondo luogo di facile accesso. C’è tanto ancora da fare in molteplici ambiti, quali per esempio il miglioramento del verde urbano, alla realizzazione di parchi per i bambini, alla viabilità o ancora alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culinario e culturale che possediamo.
Penso che Bagheria sia ricca di capitale umano, che se associata ad una programmazione, progettualità potrebbe migliorare di gran lunga la vivibilità e l’economia del nostro territorio.

 Se dovessi immaginare il tuo futuro tra qualche anno, lo vedi a Bagheria o ritieni che 'ritornare' equivalga ad una sorta di passo indietro?

Se dovessi immaginare il mio futuro lo vedo molto probabilmente fuori da Bagheria e dalla Sicilia in generale, ma assolutamente non perché vorrebbe dire fare un passo indietro, sarebbe assurdo pensarla così, ma più che altro per le scelte professionali che durante la mia vita ho intrapreso.
Bagheria e in generale la Sicilia purtroppo stanno vivendo da un punto di vista di tessuto aziendale, un periodo estremamente negativo. Basti vedere i numeri, dal quale si evince il continuo impoverimento di aziende nelle nostre città associato a una conseguente perdita di capitale umano.

Sempre più giovani lasciano la Sicilia per cercare fortune altrove, tu cosa ne pensi di questo fenomeno ?

Penso che sia un fenomeno ormai cronico che va avanti da diverse generazioni, soprattutto perché molti giovani crescono, studiano in Sicilia e successivamente devono lasciare la propria terra per trovare un lavoro.
Il problema però a mio avviso non sta tanto nel fare esperienze fuori dalla Sicilia, ma piuttosto nel non avere la possibilità, soprattutto per chi ne abbia voglia, di ritornare nella propria terra.

Il mio punto di vista è che andare fuori dalla Sicilia, sia una tappa fondamentale oggi per un giovane, sia per una crescita umana che professionale, soprattutto in ottica di apertura al confronto. Penso che grazie al confronto con diverse culture (per chi va a lavorare fuori dall’Italia) o anche semplicemente muovendosi all’interno del territorio italiano, abbia la possibilità di conoscere realtà imprenditoriali, culturali ed economiche nuove e diverse dalle nostre. In ottica di maturazione personale, penso che il confronto con un punto di vista differente sia in generale arricchente per la persona.

Ritengo quindi che il punto sul quale bisogna lavorare consista piuttosto nel costruire le condizioni per far ritornare i giovani che ne abbiano voglia, dando loro la possibilità di “applicare” tutto quello che hanno imparato vivendo fuori.

Forse è soltanto orgoglio o spirito di appartenenza ad una comunità, ma sembra quasi che i bagheresi fuori dai propri contesti di nascita riescano a tirare fuori capacità insospettabili e a competere ai massimi livelli nei rispettivi campi di conoscenza, ritieni vi sia un fondamento in questa considerazione?

Penso che Bagheria sia un’ottima scuola di vita, e il bagherese in generale, sia che risieda ancora a Bagheria sia che risieda fuori, possiede delle qualità umane e professionali non indifferenti. Penso che il problema non sia la mancanza di qualità degli individui, bensì il contesto e il terreno in cui il bagherese si muove che fa la differenza. Inserito in un terreno più fertile, dove ci sono condizioni più favorevoli per la crescita, è indubbio che il bagherese riesce a crescere e valorizzare di più le proprie competenze.