La politica che non vogliamo- di Movimento Senza Potere

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Ci sono frasi che ti colpiscono, e ti fanno pensare e riflettere.

Il consenso elettorale sta diventando il solo ed unico elemento che ti permetta di esternare il tuo pensiero. Se non hai il consenso elettorale, sei il nulla. Candidati!!

Tutti coloro, che vengono eletti democraticamente, saranno sempre rispettati, perché rispettando loro si difendono i principi fondamentali della nostra democrazia, scolpiti nella Costituzione.
Questo è il valore assoluto di una sana democrazia. Ma, allo stesso modo, una sana democrazia si base sul dissenso, sulla critica all'azione politica di chi ha vinto le elezioni, e deve governare.
Si chiama dialettica politica. Si chiama confronto di opinioni. Si chiama democrazia. Tutto scritto nella Costituzione.
Dopo la rimozione degli striscioni, passeremo alla rimozione delle opinioni? Ci auguriamo che questo non avvenga mai. A limite ci candidiamo! Riteniamo che nessuno abbia il know how della politica. Non è un brevetto. Ognuno la fa come crede opportuno: con le sue idee, con la sua visione della vita, delle relazioni umane. È il fascino della politica. Noi abbiamo messo al primo posto le idee, l'uomo, l'umanità, con uno sguardo sempre rivolto, e attento, alla dura realtà che ci circonda. Non viviamo in un altro pianeta. Il potere fine a se stesso non ci interessa.
Gesù Cristo era un senza potere. Francesco di Assisi era un senza potere. Gandhi era un senza potere. Madre Teresa da Calcutta era una senza potere. E ai giorni nostri Malala, Yunus, Satyarthi.
Cosa è rimasto e cosa rimarrà di queste particolari personalità? Il loro pensiero! Si, il loro pensiero. Un pensiero carico di umanità, di uguaglianza, di giustizia, di amore. E tutto questo dovrebbe illuminare le menti e il cammino, in questo breve percorso che è la nostra esistenza.
Ma permetteteci un piccolo excursus nella dura realtà.
In questi mesi ci hanno detto che i porti sono chiusi agli immigrati clandestini. Come mai ne stanno arrivando tanti a Lampedusa con piccole imbarcazioni? Mentre il salvataggio di 42 immigrati da parte della nave Sea Watch diventa oggetto di una propaganda vergognosa e indegna di un paese civile, quale dovrebbe essere la nostra bella Italia. E dei 500.000 immigrati clandestini da rimandare nei loro paesi d'origine? Comunicato Ministero degli Interni: sono 96.000. Propaganda politica? O si ha qualche problema con i numeri? Perché sulle ultime aggressioni, soprattutto dei ragazzi del Cinema America in Trastevere, ad opera di esponenti dell'estrema destra, non si è avuta una durissima reazione del Ministro competete, ma solo una semplice condanna? Forse, perché gli aggressori erano solo neri dentro e non fuori. Perché le accise sui carburanti e i mancati introiti sui pedaggi non sono stati inseriti nei costi benefici dei lavori del terzo valico, mentre sono stati determinanti per bocciare la TAV? Il Ministro Toninelli dovrebbe darci spiegazioni, dopo averci bombardato il cervello per mesi sui costi benefici della Tav. E il Tesoro che sta attingendo 1 miliardo dalle riserve di Cassa depositi e prestiti, per cercare di placare UE? Cassa depositi e prestiti è Poste italiane, cioè i risparmi di milioni di italiani, pensionati e piccoli risparmiatori. Sarebbe opportuno non sottovalutare queste operazioni. Teniamo gli occhi ben aperti!! Dulcis in fundo: pagare i debiti della Pubblica Amministrazione con i minibot. Gli imprenditori non sono molto d'accordo. Perché i Ministri e i Parlamentari non si fanno pagare i loro stipendi con i minibot? Forse, perché sono carta straccia. Gli investitori internazionali, che comprano il nostro debito, sono un po' preoccupati. Speriamo bene!
L'autunno non è così lontano. I conti sono numeri, e i numeri sono impietosi.
Questo modo di far politica la lasceremo, sicuramente, fare a voi.
E concludiamo con una triste annotazione.
Il Sindaco di Trieste e il Governatore del Friuli hanno rimosso dalle loro sedi istituzionali, con motivazioni veramente ridicole, gli striscioni con la scritta “VERITÀ PER GIULIO REGENI”.
Riteniamo che sia un gesto ignobile, offensivo, non solo nei confronti degli italiani, ma soprattutto nei confronti dei genitori di Giulio. Rimuovere quello striscione, è come rimuovere un sentimento di giustizia. Per ripristinare quel senso di giustizia e di vicinanza ai genitori di Giulio, che quei rappresentanti delle Istituzioni hanno mortificato, proponiamo che il nostro Sindaco, Filippo Tripoli, esponga dal balcone della casa comunale lo striscione “VERITÀ PER GIULIO REGENI”.
È un piccolo gesto, ma dal grande significato.
Anche questo è fare politica. Buona politica!

verita per regeni

MOVIMENTO SENZA POTERE