Misilmeri: escono dal canile di Benny gli ultimi tre cani

attualita
Typography

I cani sono il nostro tramite con il paradiso… sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all’Eden, dove non fare nulla non era noioso – era la pace. (Milan Kundera).

 

Era il 6 aprile di quest'anno quando i cani rinchiusi in quello che poi è stato chiamato il canile di Benni, hanno visto per la prima volta il volto di chi, nei tre mesi successivi si sarebbe occupato di loro per tirarli fuori da quel lager. Dopo un ictus, della persona che li accudiva, i cani erano rimasti soli, senza cibo e senza acqua; e a questo punto che sono intervenuti i volontari Lara La Pera, autrice del libro Gigante : amore randagio, Maria Grazia D’Amato, Giuseppe Gargano, Salvatore Libero Barone, Massimiliano Squatrito, Calogero Oliveri E Marianna Vitale. Grazie al loro impegno giornaliero, i cani hanno ricevuto le cure necessarie. Nel frattempo è partita la macchina organizzatrice per le adozioni e per le cure di base, molti dei cani avevano diverse patologie alcune anche gravi che hanno richiesto un intervento chirurgico. Molti di loro adesso vivono felici a Caserta, Bologna, Mantova e sopratutto nell’oasi di Mazara del Vallo che ha ospitato la maggior parte dei cani. Stamattina quanto gli ultimi tre sono partiti proprio alla volta di Mazara; il pensiero dei volontari è andato ai tre che non c’è l’hanno fatta, per loro che non sono riusciti a varcare quel cancello che doveva costituire un luogo sicuro mentre è stato un luogo di morte. Tutte le cure e le spese sono state coperte con autotassazione da parte dei volontari e grazie all’impegno di Salvo Libero Barone. Tre purtroppo non ce l'hanno fatta, sono forse la delusione maggiore per i volontari che si sono occupati di loro , proprio pensando a loro viene in mente una frase di Miguel de Unamuno, “Io ero la tua religione, ero la tua gloria… Se tu potessi sapere, o mio caro cane, quanto il tuo dio è triste per la tua morte… Gli dei piangono quando muore il cane che gli leccò la mano.”
Rimangono ancora delle spese da coprire, per questo i volontari vi invitano a visitare la pagina Facebook dell’associazione ”Gli amici di Mafena” per poter donare qualcosa e mettere fine a questa vicenda che ha segnato la vita di molte persone.