Santa Flavia: la potatura "ad muzzum" degli alberi in Corso Filangeri

Santa Flavia: la potatura "ad muzzum" degli alberi in Corso Filangeri

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In questi giorni sul corso Filangeri a Santa Flavia è in corso una radicale potatura degli alberi, sulle cui modalità sono stati sollevati pesanti dubbi e polemiche da parte di semplici cittadini e dai componenti del Comitato per la salvaguardia degli alberi, recentemente costituitosi nel comprensorio di Bagheria. Una questione, quella della salvaguardia degli alberi, che non è solo estetica ma che rappresenta una sfida culturale importantissima per la nostra qualità della vita,

"L’asse viario principale del paese di Santa Flavia è stato oggetto già di un radicale lavoro di "riqualificazione" solamente una decida di anni fa ed in questa occasione si è provveduto alla rimozione di tutte le piante di robinia pseudoacacia e brachychiton allora presenti. Inizialmente il progetto prevedeva la piantumazione di alberi di arancio amaro in sostituzione delle piante esistenti, perché specie alloctone, perchè considerate troppo “ingombranti” ,e infine, perché si trovavano in pessime condizioni fitosanitarie a seguito della errata gestione delle potature. Nel momento della piantumazione invece vennero messe a dimora delle belle piante di jacaranda mimosifolia. Belle fino al momento dei primi interventi di potatura che hanno irrimediabilmente compromesso lo sviluppo della pianta. Purtroppo gli interventi di potatura delle Jacarande di corso Filangeri rappresentano un manifesto di totale incompetenza e di mancata conoscenza della fisiologia vegetale e delle buone pratiche di manutenzione del verde in ambito urbano"- dichiarano dal comitato per la salvaguardia degli alberi.

"La Jacaranda mimosifolia è una pianta di origine subtropicale che è stata, e tuttora è molto utilizzata nel sud italia come alberatura stradale. E’ una pianta che come molte specie esotiche a rapido accrescimento non gradisce essere potata, soprattutto non tollera potature drastiche che danno origine a pochi ricacci estremamente allungati, decisamente poco armoniosi ed antiestetici ma soprattutto molto fragili e soggetti a spezzarsi ai primi venti. La potatura dovrebbe limitarsi a rimuovere i rami secchi ed eventuali rami pericolanti, in ogni caso lo scopo della potatura è quello di orientare e regolare la crescita dell'albero senza mortificarne la sua "natura".  Se la scelta al momento dell’impianto è ricaduta sulla jacaranda probabilmente è perche si voleva regale un maggio/giugno con un viale spettacolarmente fiorito. Bene, le piante così trattate difficilmente fiorisco. Allora mi chiedo che ruolo abbiano queste piante così selvaggiamente potate nelle nostre strade, se non quello di rendere totalmente sterile la via più importante del paese di Santa Flavia. La domanda ora sorge spontanea: se queste piante sono reputate di intralcio per via delle fronde che producono perché potarle? Non sarebbe più opportuno tagliarle alla base in modo da risolvere il “problema” una volta per tutte?" -si interrogano retoricamente dal comitato.

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Sulla vicenda potature abbiamo interrogato un esperto, il Dottore  in Scienze e Tecnologie Forestali e Ambientali, nonchè titolare di un'azienda di servizi per il verde, Alessandro Bongiovanni. 

"La potatura è sicuramente una delle operazioni colturali di maggiore importanza per la gestione del verde  in ambito urbano e non solo . La corretta esecuzione di questa pratica non può prescindere dalla  conoscenza della fisiologia della pianta oggetto d’intervento, nei confronti della quale nessuna operazione  colturale deve mai interferire in modo drastico". - dice il Dott. Bongiovanni.
"Nel caso della potatura a scopo ornamentale dell’ arancio amaro bisogna agire eseguendo degli interventi  di formazione della chioma in modo da favorire lo sviluppo di una ramificazione robusta e da sfoltire la
vegetazione per garantire la buona illuminazione della vegetazione , badando però a non esporre i tessuti  dei rami più interni ai raggi diretti del sole per scongiurare il pericolo di dannosissime scottature della  corteccia. Bisogna altresì assicurare una buona ventilazione all’interno della chioma per evitare lo sviluppo  di parassiti quali cocciniglie ed aleuroidi con conseguente successiva formazione di melate e fumaggini che  oltre ad indebolire la pianta determinano seccumi ed ingiallimenti nella parte bassa ed all’interno della  pianta. Leggeri interventi di diradamento pongono rimedio a tali inconvenienti. La scelta del periodo di intervento e di fondamentale importanza. Il periodo migliore per intervenire va  dalla primavera all’estate, sono da evitare potature in autunno ed in inverno, periodi in cui queste piante  sono in fase vegetativa. La prassi di ripetuti tagli di raccorciamento dei rami, adottando criteri meramente geometrici, non risponde  alle esigenze fisiologiche dell’albero, determina una scarsa qualità della pianta a causa di un accumulo di  vegetazione secca all’interno della chioma ed è causa del proliferare di fitopatologie che alla lunga possono portare a deperimento le piante stesse."- conclude Alessandro Bongiovanni.