Combag: a Bagheria la comunicazione è in festival

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Era  questo lo slogan di lancio della manifestazione, e così è stato: per tre giorni la grande kermesse sulla comunicazione e l'informazione organizzata dal Comune di Bagheria e coordinata dall'Ufficio stampa,

ha tenuto banco, occupando anche fisicamente il comune: assemblee plenarie, seminari, proiezioni, concerti, mostre, spazi per gli sponsor, la sede comunale è stata impegnata a regger e uno sforzo logistico e organizzativo formidabile, che ha pochi precedenti.

Un convegno sull'informazione a tutto tondo, con argomenti importanti, con ospiti illustri, con relazioni autorevoli, con audiovisivi efficaci.

Non solo la comunicazione istituzionale con le sue refluenze che sta diventando un argomento importante per la politica, perché può diventare sinonimo di trasparenza amministrativa, ma l'informazione nelle sue varie forme, assieme agli strumenti tradizionali e nuovi della comunicazione.

Nei tre giorni sono sfilati alla tribuna dei relatori da Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera a Giovanni Pepi, condirettore del "Giornale di Sicilia"; da Franco Nicastro, membro nazionale della F.N.S.I.ed Enrico Bellavia di "Repubblica" a mons. Salvatore Di Cristina, arcivescovo di Monreale; da Rosanna Raineri, bagherese, del Servizio Comunicazione della Presidenza del Consiglio, a Giovanni Minoli, " inventore" di programmi televisivi di straordinario successo, (ricordiamo solo Mixer, Quelli della notte e Un Posto al sole e Agrodolce), sino agli "accademici" esperti  comunicazione, i professori Mario Giacomarra e Renato Tomasino.

Dobbiamo riconoscere che COMBAG ha messo in campo e in vetrina, decine di personaggi e di realtà che ruotano attorno a questo mondo: dagli esperti di comunicazione aziendali, ai pubblicitari, all'uso delle nuove tecnologie, (la sessione plenaria veniva mandata in diretta sulla rete), aziende espressione della modernità e del futuro.
Nel giro di qualche ora c'erano in rete foto, interviste e resoconti congressuali: una novità per Bagheria.

Con la capacità di raccordarsi pur nella pluralità degli argomenti a due date chiave della "memoria" che ricorrevano proprio in questi giorni: il 26 gennaio, 32° anniversario dell'uccisione di Mario Francese, giornalista di cronaca del Giornale di Sicilia, ucciso per mano di mafia, nel cui nome il convegno è stato realizzato; anche perchè come si ricorderà  lo stesso Mario Francese e poi i suoi familiari hanno sempre mantenuto un solido rapporto con Bagheria, e il 27 gennaio la giornata della Shoah.

In entrambe le giornate sono state proiettate due slideshow realizzate appositamente per ricordare queste date.

E nella terza giornata quella dedicata a "Immagine e cinema" la proiezione di una terza slideshow frutto della passione dell'assessore Pietro Pagano, rappresentazione di una vittoria della legalità contro la speculazione e la mafia: e cioè l'abbattimento dello scheletro di cemento sull'Arco Azzurro con il pieno recupero dell'area.
Un convegno fatto con poche risorse, grazie al lavoro di volontariato di decine di giovani che si sono prodigati sino all'inverosimile, al contributo degli sponsor, che hanno consentito la riuscita della manifestazione.

Naturalmente la gran parte del merito va dato all'Ufficio Stampa del Comune , alla responsabile Marina Mancini, che questo Festival ha fortemente voluto, ai suoi collaboratori, e che certamente sarà ripetuto.

Certo aggiustando qualcosa, ma di questo ci sarà tempo per parlarne.

Intanto Bagheria e gli organizzatori possono andare fieri per la riuscita di un convegno che per la complessità degli argomenti trattati, per la qualità degli relatori e per la professionalità nell'organizzazione, è stato degno di una grande città.