Mercoledì, 23 Aprile 2014
   
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Due semplici domande ai sindacati dei lavoratori e al direttore generale del Coinres - di A. Gargano

Attualita

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Le abbiamo queste domande da tempo sulla punta della lingua ed oggi il comunicato dei sindacati dei dipendenti Coinres e l'addio del Direttore generale del Coinres, dott. Roberto Incagnone, ci offrono l'opportunità di rivolgerle pubblicamente.

Sono domande che ci poniamo, assieme a decine di migliaia di Bagheresi, esattamenti da quattro anni, e cioè da quell'agosto del 2008 in cui scoppiò la prima gravissima "emergenza rifiuti" targata Coinres, che in edizioni sempre rinnovate avremmo poi rivisto con una media di almeno tre , quattro l'anno sino a quella attuale.

Nel loro comunicato i sindacati fanno riferimento al fatto che ".....gli operai del Coinres per garantire comunque l'espletamento dei servizi di raccolta, sono costretti a subire quotidianamente condizioni di lavoro poco dignitose dovute alla costante mancanza dei dispositivi di protezione e delle attrezzature utilizzate, oramai logore da diverso tempo....."

Non abbiamo motivo di dubitare che quanto scritto dai sindacati nel loro comunicato sia vero, anche perchè lo stato dei cassonetti e dei mezzi è sotto gli occhi di tutti.

Peraltro in tante aziende pubbliche, private o consortili esistono tanti aspetti in cui non vengono rispettate., le condizioni ottimali di lavoro, le norme e le condizioni di sicurezza ecc....

Giusto che i lavoratori si battano per la tutella della loro salute e della loro incolumità.

Avviene quindi che ci si mobiliti, si proclami lo stato di agitazione che può culminare come "extrema ratio" nell'astensione dal lavoro, per un certo periodo di ore o giorni.

Quei lavoratori che si astengono dal lavoro troveranno il mese successivo in busta paga, se necessario diluite nel tempo, delle trattenute pari alle ore non lavorate.

La domanda che facciamo ai sindacati e al direttore generale è questa: "sono in grado d dirci quante ore di salario o di stipendio per lavoro non prestato, per proteste e agitazioni anche legittime, sono state trattenute in questi ultimi anni ai dipendenti del Coinres?"

Continuaimo: si parla sempre della indaguatezza o mancanza della D.P.S., acronimo di Dotazione Personale di Sicurezza, e, senza timore di incorrerre in errore, dobbiamo pensare che ci si riferisca all'abbigliamento soprattutto che deve essere giustamente fornito ai lavoratori per potere svolgere al meglio e in sicurezza la propria attività.

Si parla di scarponcini, guanti, tute da lavoro, mascherine e quant'altro. 

Un conto sommario potrebbe far ascendere questo onere per anno e per lavoratore a cinquecento euro: ma noi vogliamo abbondare. Facciamo che la D.P.S: per anno e per lavoratore ascenda a 1000 euro.

Fatto conto, e siamo come sempre generosi e di buon cuore, che gli "operativi" del Coinres a Bagheria siano un centinaio; parliamo di una spesa complessiva di 100.000 euro l'anno per un Consorzio  che solo su Bagheria è pesato per circa 7, dicesi sette milioni di euro.

Quindi per una mancata spesa di 100.000 euro, ma è in realtà il doppio se non il triplo di quella che sarebbe realmente necessaria, la collettività è stata costretta a sborsare centinaia di migliaia di euro per ogni emergenza, (ma negli ultimi quatttro anni sono stati milioni di euro), per poi ripulire la città, dopo i sistematici incendi di spazzatura e cassonetti, con mezzi straordinari: pale meccaniche, polpi, camion in affitto, ecc.. noleggiati di corsa, senza alcuna trasparenza,  perchè, come è noto,  l'emergenza fa a pugni  con la trasparenza.

E questa è invece la seconda domanda che rivolgiamo al Direttore generale dottor Roberto Incagnone, che in questi giorni, come abbiamo appreso da notizie di stampa, avrebbe lasciato definitivamente il proprio incarico al Coinres.

A proposito: non è inutile ricordare che il dottor Roberto Incagnone, prima presidente del consorzio dei comuni che diede vita al Coinres e poi direttore generale, non ha superato alcun concorso e alcuna selezione, che noi si sappia, per ricoprire l'inarico che ininterrottamente e in veste diversa da oltre dieci anni ricopre.

Molto semplicemente il dottore Incagnone era il sindaco di Bolognetta, nel cui territorio ricade una discarica consortile che non è mi stata attivata , nè mai crediamo, malgrado chiacchiere e promesse, sarà mai aperta.

In qualche modo il ruolo di primazia che è spettato all'ex sindaco di Bolognetta era una sorta di risarcimento, se non ricordimo male previsto nelle Statuto consortile, per il fatto di dovere ospitare con tutti i problemi conseguenti una discarica nel proprio territorio, che però non è mai nata.

Ma torniamo alla domanda: ha mai fatto un calcolo il dr. Roberto Incagnone ed i sindacati dei lavoratori  di quanto sia costata in termini economici s'intende,(perchè non possiamo monetizzare la dignità di un paese e dei suoi abitanti così violentemente mortificata dalle emergenze rifiuti), il mancato investimento di 100.000 euro annui (ma sono sicuramente molto meno) per la famigerata D.P.S., acronimo. lo ripetiamo, di Dotazione personale di sicurezza ?

Glielo diciamo noi:  a "occhio" le emergenze rifiuti, innescate  da un mancato investimento di qualche decina di migliia di euro è costata ai cittadini di Bagheria, che in questi giorni si scervellano per pagare una Tarsu raddoppiata, dai due ai tre milioni di euro milioni di euro.


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