Giovedì, 11 Marzo 2010
   
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Le Torri Costiere

Tema architettonico di grandissimo interesse, è quello delle torri sorte a difesa delle tonnare lungo tutta costa isolana, e di cui, per quanto riguarda il nostro territorio, non vi è più traccia. Sull’insieme del sistema che queste costituivano, il Villabianca così scriveva nel ‘700:
“Fu solo nel 1549, durante il viceregnato del De Vega, che si dette corso ad un primo piano di costruzioni lungo i litorali dell’isola. Le nuove torri sorsero in breve tempo e furono finite di fabbricare nel 1553-54; ad esse attesero Antonio Ferrandino, finché fu in Sicilia, l’ingegnere militare che sotto i precedenti viceré Pignatelli e Gonzaga, era stato adibito alle fortificazioni di Agrigento, Siracusa, Messina, Milazzo, Palermo, Trapani e di altre città, e con lui Domenico Giunti, venuto nell’isola verso il 1540 e altri. Sorsero in quei tempi, e comunque esistevano già quando il Fazello pubblicava la sua Storia di Sicilia nel 1558, le torri dell’Aspra, di Brucato presso Termini, quelle delle tonnare di Carini e di Scopello, la Torre di Falconara, Licata, la torre di S. Giorgio tra Capo Calavà e Patti, la torre fra Tusa e Caronia, quella di S. Giuliano nel litorale di Trapani e altre.
V la metà del XVI secolo, per iniziativa del Senato Civico, che le mantenne a proprie spese, vennero costruite lungo i litorali della costa palermitana diverse torri di guardia; assieme a quelle preesistenti di Mondello e Sferracavallo, risultarono in numero di dieci (le altre erano quelle di S. Elia, Capo Zafferano, di Mongerbino, di Monte Pellegrino, di Dammuso di Gallo, di Mazzone di Gallo, di Isola delle Femmine, di Capo Rama). Con la loro realizzazione venne a completarsi l’opera di fortificazione delle città e la custodia ne venne affidata ad un capo di trenta “tonnari” o tonnieri, inquadrati in una compagnia di fanteria urbana, a cui poi fu assegnata l’uniforme dei granatieri”.

Torre Sant’Elia
Nota anche con il nome di torre del “Lanciatore” o del “Lanzatore”, sorgeva all’estremo nord del borgo marinaro di Sant’Elia . A ricordo e testimonianza ciò, in sua prossimità esistono oggi la via ed il piano della “torre”. Corrispondeva con il castello di Solanto e con torre Zafferana.
Probabilmente sfornita di artiglieria, era munita di “tre soldati seu guardiani”, ed era la prima, dalla parte di levante, appartenente al senato di Palermo. Ne dà conferma ancora una volta il Villabianca, secondo cui:
“il Barone di Solanto Agliata ne fu un dì padrone, ma questo poi ne rinunziò al Senato di Palermo il dominio con l’obbligo però di farvi le spese della guardia”.
Della torre oggi non vi è ombra. Dallo schizzo di Tiburzio Spannocchi possiamo dedurre però che fosse piccola e di forma cilindrica. Serviva principalmente per la difesa dell’attivissima tonnara da cui prende nome.


Torre Zafferana
In documenti più antichi assumeva anche il nome di torre d’ “Afè”, mentre in quelli più recenti quello di torre di capo “Zafferano”.
“La torre di Zafarana siedeva su l’erta cima del promontorio conosciuto sotto tale nome”. Il luogo può essere raggiunto dopo una faticosa salita a piedi di circa mezz’ora, percorrendo la stradina dissestata ed in più punti erosa, che s’inerpica con percorso a zig-zag lungo i fianchi di quel piccolo “pan di zucchero” che è il monticello di capo Zafferano. Da lì, la vista spazia sul magnifico panorama principalmente marino e, per la parte di spalle, su uno dei più suggestivi tratti di costa siciliana; purtoppo la morsa di cementazione a tappeto ne ha, negli ultimi anni, stravolto l’aspetto originario.
Grazie alla sua posizione, la torre corrispondeva con tutte le torri comprese tra i capi Gallo e d’Orlando, ed era a totale carico del senato di Palermo. La sua funzione era di puro avvistamento, data la posizione in cui si trovava, ed era completamente sprovvista di artiglieria. In merito alla data della sua costruzione sappiamo da due lettere del vicerè Vega del 18 e 25 aprile 1550, che a quella data la torre era in fase di costruzione o in riparazione. Nel 1578 Spannocchi, parlando anche del difficile sentiero che bisognava percorrere, segnala la necessità di eseguire alla torre alcuni lavori di riparazione.
La torre esisteva sicuramente nel 1818 e ancora fino al 1826, giacché si trova citata in un decreto di quell’anno, mentre non la si ritrova più nel periodo successivo, e nella carta IGM aggiornata al 1900 è riportata già come rudere.
Oggi rimane il solo rudere di base, un piccolo quadrato in pietre informi miste a cotto; completamente separata si nota una cisterna di forma oblunga irregolare, simile ad un grosso sigaro, ancora munita della sua bocca di servizio.


Torre Mongerbino
Nei periodi più antichi la denominazione assunta era quella di “Bongerbino”. Si alzava al di sopra dell’omonimo capo, alla punta nord della costiera dell’Aspra, e dalla sua eminente posizione aveva buona corrispondenza con le torri Zafferana e Acqua dei Corsari. Anche quest’ultima torre senatoria palermitana, dovette avere vita parallela a torre Zaffarana, se nelle due lettere di Vega già citate si parla delle torri che “si fabricano in lo capo di Bongerbino et […] di Zafarano”.
Doveva però trattarsi (e questo vale anche per Zaffarana) di semplici riparazioni se la torre è già considerata in esercizio in un documento del 1549.
In un’altra lettera del gennaio 1550 lo stesso vicerè accenna a questa e ad altre torri senatorie, “havendosi per molte vie [saputo] del preparativo della armata che have fatto il Corsale Dragutte rays, sicché ordina di far la guardia, tanto de notte come de giorno […] che conviene con signale de foco la notte et de giorno di fumo quando se scuopessere vele de remo”.
Di essa il Villabianca scrive: “Torre di guardia sul capo alzata detto Mongerbino, che sporge nei mari del littorale della baronia di Solanto. Tiene ella di Mongerbino sua appellazione perchè edificata a piè del monte Gerbino e nel Capo di Marina di esso Monte, come sopra, tra le torri dell’Acqua dei Corsari del Capo di Zaffarana in distanza che più che otto miglia dalla città di Palermo. E’ una delle torri senatorie di detta città”.

Fino a pochi anni fa la torre era ancora al suo posto, secondo il ricordo di chi ne riferisce. Oggi è misteriosamente scomparsa nel vortice costruttivo di un ristorante.
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