Quella mostra di Guttuso del 1962 PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo Gargano   
Sunday 10 February 2008
 

Pagina vista : 6942    

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Nel 1962 si svolse alla Montagnola, a Villa Serradifalco, la prima grande mostra antologica di Renato Guttuso a Bagheria.
Guttuso era da tempo considerato in Italia, ma non solo, uno dei più grandi pittori contemporanei.

I bagheresi cominciavano ad avere coscienza ,conoscenza e consapevolezza dello dimensione artistica di questo grande pittore, loro concittadino.
Per cui l’allestimento di questa prima “antologica”, rappresentava il primo tributo della sua città natale alla sua arte.

L’organizzazione della mostra fu particolarmente laboriosa: Guttuso era già allora una figura “trasversale”: comunista sì, ma amico di preti e di sindaci democristiani ( nella fattispecie di Don Armando Trigona della Floresta , di Guglielmo Ingrassia, sindaco dell’epoca, e di Erasmo Lo Piparo, che sarà sindaco di Bagheria qualche mese dopo, oltre che di Enrico Carollo, bagherese trapiantato a Roma collezionista ed esperto d’arte, che era stato da tramite con gli amministratori di allora..
D’altro canto i comunisti “sentivano” Renato Guttuso come uno di loro: un artista, un intellettuale che con la forza della sua pittura poneva al centro i problemi della sofferenza e dello sfruttamento, e del riscatto delle classi più deboli.
Ragion per cui la sua mostra suscitò a Bagheria una attesa spasmodica , risultando quello che oggi verrebbe definito un “evento”.

Fu per questo che la sezione comunista di allora , segretario Antonio Martorana, preparò un manifesto, affisso nell’immediata vigilia della mostra, in cui si diceva più o meno “ La sezione comunista di Bagheria saluta il compagno Renato Guttuso"
Apriti cielo: non l’avessero mai fatto!
Telefonate concitate ; riunioni, conciliaboli, tentativi di mediazione a livello locale : quel manifesto non s’aveva da fare.
Iniziò un braccio di ferro che si protrasse per una intera giornata.
I comunisti non recedevano dal loro diritto sacrosanto di definire compagno un comunista, e di porgergli il benvenuto alla vigilia della inaugurazione della mostra.

La Democrazia Cristiana di quegli anni a vedere rosso diventava furiosa.
Bisogna pensare ai tempi che erano: eravamo in piena guerra fredda, lo scontro politico era durissimo, il partito comunista avanzava sempre nelle varie consultazioni elettorali; si era alla vigilia di mutamenti epocali nella politica; siamo nel periodo che precede il primo centro sinistra ; qualcuno temeva una concreta possibilità di una “presa del potere” da parte dei comunisti .
La Democrazia Cristiana di allora pronunciò pertanto il suo “non possumus”.
Ci dispiace tanto, disse il sindaco di allora , Guglielmo Ingrassia: o togliete quel manifesto o la mostra non si fa:
A quel punto con le autorità pronte a partecipare all’inaugurazione, con la mostra allestita , con la febbre dell’ evento che cresceva , sarebbe stata una soluzione disastrosa.
Fu allora che scese in campo quello che molti, molti anni dopo, verrà da qualcuno definito , il “cardinale rosso”, Paolo Bufalini, allora segretario regionale del Partito Comunista in Sicilia.

La sera che precedeva l’inaugurazione venne a Bagheria di gran carriera, incontrò il Direttivo della sezione comunista e “convinse” i compagni che quel manifesto, poco consono alla immagine ecumenica e universale di Renato Guttuso, e che invece con quell’appellativo “compagno” metteva su Guttuso una sorta di ipoteca di appartenenza, andava tolto.
E così fu: durante la notte precedente l’inaugurazione Antonio Martorana e i compagni attacchini in fretta e furia e con la rabbia in corpo coprirono con fogli bianchi i manifesti incriminati, e la mostra potè avere luogo e fu naturalmente un grande successo.

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1. 11-05-2008 14:28

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Il mio diritto
Io sono uno degl'attacchini del fatidico manifesto, che assieme a Silvestro li abbiamo attaccato. Ma siamo stati anche quelli che ci siamo rifiutati di coprirli, per un diritto di liberi cittadini che salutano un suo concittadino, che diventa un artista. 
Io la mostra non lo vista, perché noi Braccianti non eravamo in condizione sociale e culturale di andare ad una mostra. 
Oggi nello scoprire questa pagina mi ha portato indietro col mio passato di servitore del PCI a Bagheria, grazie tanto per quello che avete raccontato. Onofrio
Utente
Onnj

2. 24-02-2008 16:51

Ad Angelo Gargano
Non esistono foto mie.Se la redazione non avesse ritenuto OT,"e..io c'ero.2" si leggeva il motivo.E..io c'ero.2 diceva:-Soprattutto dovevo fare le foto per l'inaugurazione della serata,i brindisi principali,gli incontri con le autorità e avvenimenti degni di rilievo.Infine la serata si concluse.Alla mia eta’ era impensabile che potessi aver avuto sentore di tutte le beghe politiche da voi rimarcate. Io,poi ero il fotografo!Gia’ il fotografo che quando al ritorno va a sviluppare i rullini,li trova tutti molto scuri.Erano tutti sottoesposti,a causa dell'inesperienza o l’emozione del momento!
Utente
Papacola

3. 23-02-2008 15:00

@Papacola
Caro Papacola, c'eravamo veramente in tanti. In una Bagheria in cui i carretti erano forse ancora più delle macchine ed in cui l'agricoltura, allora ricca degli agrumi, quella mostra rappresentò una sorta di "biglietto da visita" per un paese che cominciava a realizzare trasformazioni profonde. Ho un album di belle foto, che mi ha messo a disposizione Gianfranco, figlio dell'allora sindaco Guglielmo Ingrassia,ne pubblicheremo qualcuna. Chissà che qualcuna non sia stata scattata da te! Angelo Gargano
Utente
leone

4. 21-02-2008 17:39

e.....io c'ero. 4
Qualcuno per far vedere che effettivamente lo conosceva da tempo, gli chiedeva:- 
Ti ricordi quando…………- 
Insomma fu una bella festa. 
Opere di grande valore artistico, signore ingioiellate, uomini eleganti, luci che abbagliavano. 
Dolci, spumante, vermout e tanta allegria. 
Era la festa per la ricorrenza del cinquantenario dalla nascita di Renato Guttuso e…io c'ero.- 
Quanto detto lo riporto anche alla pag. http://digilander.libero.it/ tinnirellon/ pensieri_parole....htm  
Scusate per la lunghezza ma mi sentivo di doverlo esternare.
Utente
Papacola

5. 21-02-2008 17:34

e.....io c'ero. 1
Nel 1962 , dovevo compiere ancora 16 (sedici) anni ed ero apprendista fotografo presso uno studio fotografico di Bagheria. 
Per quello che mi ricordo l’occasione della mostra fu per festeggiare il cinquantenario del Pittore Anche se con un anno di ritardo essendo nato nel 1911.  
Fui inviato, dal mio "principale", presso quell'Istituto per fare delle foto che sarebbero state esposte nella bacheca esterna per pubblicizzare lo Studio.  
Ricordo, di essere stato munito di macchina fotografica professionale Rolleicord e di un flash elettronico con batteria ricaricabile, il "Megablitz"
Utente
Papacola

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