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"I pruriti dell’Imperatore" - di Luigi Fabozzi |
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Scritto da Luigi Fabozzi
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Thursday 07 May 2009 |

Di cosa sia successo in questi giorni, della vicenda da commedia anni '70 che ha investito il nostro paese è inutile parlare o meglio dire riassumere.
I contendenti sono come sappiamo il Berlusconi e sua moglie.
O per meglio dire i Pruriti del Cavaliere.
Tra una battuta e un’altra accolta bonariamente dai politici azzurri e con un leggero borbottio dai democratici si è svolta la catarsi a Porta a Porta con giornalisti che circondavano l’unto del signore che sbandierava delle percentuali improbabili di popolarità.
Ma questo è infondo ormai un film già visto che ci scalfisce poco.
Forse ci colpisce di più come un italiano o per meglio dire un’italiana abbia avuto la possibilità e il coraggio di dire che il limite era stato raggiunto forse anche da molto tempo.
Che la ossessione sessuale di Silvio era un prurito boccaccesco e invasato che nulla aveva a che fare con la libertà di pensiero.
Sì, si è evocata anche questa, la libertà di pensiero e di azione.
Il premier in quanto tale non può andare alle feste di diciottenni scollacciate? Ma come femministe e cattolici si trovano unite? E le prime non si trovano in difficoltà?
Io credo proprio di no anche leggendo un bel corsivo nel Manifesto.
Sfido chiunque nel Partito Democratico a non aver sussultato quasi come se avesse trovato in Veronica il proprio leader, la propria voce spirituale.
Questo ci fa capire come i Democratici siano alla canna del gas.
Ma questa è un’altra storia.
Il mondo di plastica di Berlusconi fatto di nani e ballerine imbellettate di Gabriella Carlucci che a tutto primo piano difende durante l’Infedele il suo leader, il suo capo, il suo dio.
Perché questo è il modo di affrontare il tema Berlusconi dai suoi sudditi. Fatto di spirituale amore, carnale orgasmo. Se non si è così si è fuori dal circo plastificato.
Questo fa ben sperare che dopo la morte del leader, del cesare, tutto collasserà. Ma, come sappiamo il destino ha più umorismo di noi.
Intanto teniamoci questa macchietta che ahimé probabilmente ha la popolarità che si merita.
Forse è veramente lo specchio degli italiani. Gli italiani furbi, donnaioli, traditori.
Infondo, dai, chi non farebbe quello che fa e ha fatto lui?
C’è un machismo mussoliniano nelle sue avventure e anche nei suoi cappelli come quando il Duce trebbiava a petto nudo.
Ma il passato è passato, la storia è una cosa morta.
La tragedia è che la plastica, la faciloneria, il prurito del basso ventre contraddistingue a pieno il motivo di questo governo.
Di plastica le donne che piacciono al Cavaliere, di plastica i modellini delle New Town dell’Aquila, di plastica è il Leader stesso, femmineo nei suoi belletti e capelli anch’essi di plastica. Di plastica è fatta anche la politica degli annunci e di plastica è fatto anche l’inceneritore.
Tutto un apparire da reality, da teatro, dove l’importante è che anche se un comodino non è un comodino tale deve sembrare, dove quattro colonne sono Delfi e noi che siamo nel gioco ci crediamo.
A teatro, dunque, e il sipario sembra non calare mai.
Che fare se gli italiani rincoglioniti dalla televisione preferiscono un mondo defilippizzato ad un mondo meno plastificato? Forse crogiolarsi nelle tragedie e catastrofi naturali.
P.S. leggete, anche su Wikipedia il manifesto della P2 e vedrete come questo piano è nato molto ma molto tempo fa ed è stato messo in pratica da tanto tanto tempo. |