New York, ancora sotto assedio
Scritto da Marina Galioto   
Sunday 10 February 2008
New York è di nuovo sconvolta da una minaccia terribile. La città post 11 settembre sembra rivivere, ancora una volta, il dramma della sua estrema vulnerabilità.

Per fortuna si tratta solo dell’ultima trovata cinematografica a misura di plot invincibile.

Cloverfield, o meglio “il caso Cloverfield, è un film prezioso: sintomo e critica allegorica dell’immaginario collettivo, è l’ultimo lavoro del chiaccheratissimo J. J. Abrams (il produttore di serie televisive “di culto” quali Lost, Alias, Felicity), ed ha già sbancato ai botteghini americani. Tutta la vicenda è raccontata attraverso l'obiettivo di una videocamera che non si spegne mai, nemmeno nelle situazioni piu assurde e pericolose... fra la gente che grida in mezzo al panico e una lunga notte di paura.
Caratteristico esempio di “disaster movie”, Cloverfield è un film che ammicca spesso all’horror, salvo non lasciare il campo a indagini psicologiche più intime e toccanti che prendono spunto dalla vita così come accade: l'incontrollabile paranoia statunitense riguardo i piu disparati attacchi terroristici e l’ansia umana a fronteggiare le situazioni più d’emergenza; la seduzione contemporanea a filmare tutto e tutti con una camera a mano o un semplice telefono cellulare, per catturare la realtà che ci circonda, per fermare quell’attimo “sospeso” nell’incomprensione, per sempre.

Ma la tensione non nasce tanto dall’inseguire una trama avvincente (anzi il mistero che si cela dietro è subito svelato); semmai il bello sta nel fatto che lo spettatore vive in prima persona dal primo all'ultimo fotogramma l'incubo in cui è precipitata l'intera città, con fisico senso di soffocamento, ed anche un po’ di fastidio forse, per quello stimolo “artefatto” alla tensione emotiva.

Ottimi sono infatti gli effetti speciali, visivi e sonori, liberamente ispirati alle immagini di conturbante sfacelo delle Twin Towers: sincronizzati perfettamente con i piani sequenza della finta soggettiva amatoriale, riescono nell’intento di catapultare il pubblico nelle strade sventrate della metropoli, infuocata dalle armi di difesa dell'esercito statunitense che lotta contro la furia di un’incredibile creatura.
Mentre il finale si chiude in una paradossale-sconfitta-allucinata dichiarazione d’amore fra un uomo e una donna.

E voi, cosa ne pensate?

leggi le recensioni degli utenti
invia la tua recensione