Martedì, 02 Settembre 2014
   
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Cresce l'esasperazione dei dipendenti dell'Ati group che tentano di bloccare villa S.Teresa

Cronaca

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Cresce l'esasperazione dei lavoratori dell'Ati group e la vertenza si inasprisce nei toni e  nei contenuti: una intera giornata in cui si sono svolti  incontri interlocutori che non hanno consentito di fare un solo passo avanti, non hanno avuto altro effetto se non quello di far aumentare la rabbia di gente che da mesi non riceve uno stipendio e  che deve sfamare le famiglie.

Proteste sulle gru, cortei, sit in, assemblee e quant'altro non hanno smosso per nulla una situazione che si è impantanata nel rimpallo di responsabilità tra quanti avrebbero titolo per intervenire.

Stamane pertanto dopo avere sigillato gli ingressi del posteggio riservato ai visitatori, i protestatari hanno chiuso il cancello di ingresso alla Clinica lasciando passare solo gli ammalati ed il personale sanitario e parasanitario, mentre il personale amministrativo, e quello delle pulizie e generico è stato bloccato all'ingresso.

Si è creata una situazione di forte tensione, e c'è voluto intorno alle 8.30 l'intervento autorevole del dr. Francesco Fucarini, dirigente del Commissariato di P.S. di Bagheria, che assieme all'ispettore capo Filippo Cannizzaro ha consentito il ripristino del regolare deflusso del personale e dei parenti dei degenti; ma non sono mancati momenti di scontri, per fortuna solo verbali, che grazie anche al buonsenso di parecchi dei presenti  sono rientrati.

I lavoratori del ramo edile di Michele Aiello, oggi dell'Agenzia dei Beni confiscati, si sentono abbandonati da tutti, politici e sindacalisti compresi, e questo senso di isolamento li spinge a gesti incontrollabili.

Per fortuna è stato attraverso l'opera di mediazione del dr. Fucarini, reso possibile, un incontro che avverrà stamattina con la dr.ssa Manzo dell'Agenzia dei beni, mentre a nulla erano approdati ieri i colloqui con il dr. Dara e con il dr. Oteri.

In un comunicato fatto diffondere tramite i media l'on Piero Alongi dell'NCD sostiene che una soluzione di medio periodo,  patrocinata dalla Regione, è praticabile: in effetti quello che è sinora mancato è un'opera di mediazione della politica che riesca ad individuare una soluzione possibile per il dramma di queste 120 famiglie.

AGGIORNAMENTO

Alle 9.30 è arrivata a villa S.teresa la dr.ssa Manzo dell'Agenzia dei beni confiscati che si è subito apprestaat per incontrare i lavoratori; era presente  anche il sndacalista della Fillea CGIL Mario Ridulfo

 

   

On. Pietro Alongi (NCD): per i lavoratori dell' Ati-Group una soluzione positiva è possibile

Cronaca

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alt"Sono al fianco dei 115 operai di Ati Group, di Emar e di Edil Tecna, aziende confiscate ad Aiello, i quali, naturalmente, tornano a protestare davanti ai cancelli della clinica Santa Teresa di Bagheria" lo dice il deputato regionale Ncd Pietro Alongi, il quale sottolinea che "non si può vanificare quanto le leggi finalmente consentono di fare in tema di lotta alla mafia e di beni confiscati".

"Questa confisca ad Aiello - riprende - è la più importante che sia mai stata fatta in tutta la nazione; quindi, un fallimento, anche parziale, sarebbe un danno di immagine per la stessa lotta alla mafia oltre che una jattura per i lavoratori che, comunque, non possono e non devono pagare colpe che non sono loro".

"Ho parlato con il commissario liquidatore, dottor Dara, il quale mi ha comunicato di un prossimo incontro urgente con il nuovo direttore ai beni confiscati, Umberto Postiglione, finalizzato all'individuazione di un percorso celere nel solco della legge che oltretutto garantisca sei o sette mesi di tranquillità economica ai lavoratori, per mezzo della cassa integrazione straordinaria, mentre si procede verso una soluzione definitiva e positiva.

La norma - continua Alongi - prevede o la vendita del bene, o l'affitto del ramo d'azienda oppure la liquidazione dello stesso. Occorre scegliere la migliore tra queste vie, tenendo accesi i riflettori sul contrasto continuo a Cosa nostra e sulla salvaguardia dell'occupazione. Per questo, la politica deve fare la propria parte, rimanendo vigile e attiva e, su questo, il mio impegno e quello della mia formazione non verrà mai meno. Alla ripresa delle attività dell'Ars, chiederò al presidente Nello Musumeci una convocazione urgente della commissione Antimafia con l'audizione del dottor Dara e del direttore Postiglione".

   

L'avv. Fiasconaro interviene su via San Marco: inesattezze ed omissioni nella lettera del comandante

Cronaca

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Gentile Redazione di Bagherianews,

seppur non citato espressamente, vengo chiamato in causa in una lettera della Comandante di P.M. di Santa Flavia del 28 agosto scorso, relativa alla circolazione in via San Marco.
La lettera contiene molte inesattezze ed omissioni, che non consentono a chi legge di capire la situazione in modo completo.

Il senso unico in via San Marco era stato istituito con ordinanza n° 7 in data 28.1.2009 (sindaco dr. Antonio Napoli) , con le seguenti motivazioni: “… sicurezza della circolazione di mezzi e persone a causa della limitata larghezza della carreggiata (meno di 6 metri) e della incompatibilità con il parcheggio sul marciapiede degli autoveicoli che rende l’utilizzo pedonale di via San Marco molto pericoloso sopratutto per i bambini, i diversamente abili, gli anziani”.

L'ordinanza fu eseguita i primi di aprile 2009. Il 17.4.2009, a seguito di una petizione raccolta dal gestore di un distributore di carburanti (ai tempi anche consigliere comunale di maggioranza) è stato reintrodotto il doppio senso di marcia. Nessuna rivolta di commercianti: solo una letterina con diverse firme. Una cosa molto importante però é che in quel preciso periodo Corso Filangeri era chiuso al traffico per i lavori di rifacimento. Di conseguenza, se qualche riduzione negli affari si era verificata, la causa consisteva nella contemporaneità con la interruzione del Corso e non nel senso unico (che peraltro durò solo 15 giorni, tempo comunque insufficiente per verificare l'impatto della misura).

Al Sindaco dr. Antonio Napoli fu consegnata allora una petizione con più di cento firme di cittadini con la quale lo si invitava a ripristinare il senso unico, e questo per ragioni di sicurezza. Ciononostante, non volle agire in tal senso e decise, per mantenere il doppio senso, di obbligare i residenti in via San Marco a parcheggiare le autovetture sui marciapiedi, in deroga (e violazione) all’art 158 del codice della strada, a patto di lasciare un corridoio per il transito dei pedoni di almeno 90 cm.

La soluzione era però errata : i posti auto erano ricavati occupando metà del marciapiede, già stretto. Il transito dei pedoni era garantito da una fascia libera di 90 cm, ma il Comune non aveva considerato che in questa fascia insistevano numerosi gradini di accesso alle case. Così, in molti tratti, la fascia destinata al transito pedonale si riduceva a pochi centimetri.
Inoltre, sul marciapiede opposto, di 80 cm di larghezza, ci sono i pali dell’illuminazione e così mamme con passeggino o disabili in carrozzina, non potendo utilizzare nessuno dei due marciapiedi disponibili, si vedevano costretti a scendere dal marciapiede ed a transitare sulla sede stradale venendo letteralmente “sfiorati” dalle auto in transito a velocità sostenuta.

altI provvedimenti del Comune venivano impugnati con ricorso gerarchico al Ministero e anche al Tar.

Il Ministero inviava anche un'ispezione, dalla quale risultava che per le sue caratteristiche la via San Marco non poteva essere adibita a doppio senso. Veniva accolto anche il ricorso, e il Comune procedeva a smantellare i cartelli, ma lasciava la striscia bianca sul marciapiede (ormai però priva di significato).

Con ordinanza del gennaio 2012 il Comune decideva allora di vietare la sosta in tutta via San Marco, pur di mantenere il doppio senso di marcia. Questa decisione (che avrebbe gravemente danneggiato tutti gli abitanti di via San Marco) veniva contestata dal sottoscritto, che spiegava in un volantino le ragioni della sua erroneità, e chiedeva nuovamente il ripristino del senso unico. L'ordinanza non veniva mai applicata, e nel frattempo si insediava la nuova Amministrazione, con il dr. Salvatore Sanfilippo, il quale (e gliene dò atto) si muoveva correttamente per il ritorno del senso unico.

Così con Ordinanza n° 3 del 20.02.2013 veniva ripristinato il senso unico in via San Marco e rimosso l’obbligo alla sosta sul marciapiede al fine di consentire il regolare transito dei pedoni sul marciapiede e il regolare posteggio delle auto in sosta lungo il margine destro della carreggiata.
Il Comando (o chi per lui) non ha però mai dato attuazione a questa ordinanza, e non ne conosco le ragioni. Le auto continuano a sostare sul marciapiede e la via San Marco continua ad essere a doppio senso!

Oggi la situazione si è fatta ancora più grave. Il continuo salire e scendere delle autovetture sul marciapiede ed il sovraccarico delle auto in sosta sulla pavimentazione, lo ha danneggiato in più punti. Oltretutto, fatto ancor più grave, è che sotto il marciapiede in questione, ad una profondità di circa 20 cm, passa un antico canale di scolo delle acque fognarie ormai non più utilizzato, coperto da una vecchia soletta in calcestruzzo di pochi centimetri di spessore, non idonea a sopportare il carico delle autovetture.

Vediamo adesso quali sono i vantaggi del senso unico: 

Sarebbe facile e comodo rientrare a Bagheria da via Consolare (a sua volta a senso unico e sempre libera). Si potrebbe parcheggiare sulla carreggiata lato destro direzione Santa Flavia e le auto non danneggerebbero sospensioni e ammortizzatori stando tutto il giorno inclinate. Anche i copertoni non si usurerebbero nel salire sui marciapiedi. I pedoni potrebbero camminare comodamente e senza pericolo sui marciapiedi. Sarebbe necessario installare alcuni dossi per non far aumentare la velocità di percorrenza dei veicoli, in assenza del doppio senso di marcia.

altRiguardo ai commercianti, non si comprende perché dovrebbero avere un calo degli affari. Il flusso di auto da Bagheria sarebbe mantenuto ed anzi incrementato. Le auto scorrerebbero meglio e senza intralcio lungo l'anello Via San Marco, via Consolare, via Borsellino, via San Marco. La Comandante anticipa valutazioni senza avere elementi su cui basarle. 

E adesso mi sia consentito di replicare in ordine alla impostazione della lettera.

Non so chi abbia scritto l'esposto del primo luglio né conosco il suo contenuto. In questi anni ho sempre firmato tutti i miei atti e non ho certo bisogno di presentare lettere anonime. Ritenere dunque che io sia l'autore dell'esposto é affermazione falsa e priva di riscontro, e diffido espressamente la Comandante dal continuare a farlo.
In relazione all'articolo del 24 agosto 2014, non ho contattato in alcun modo Bagherianews né ho consegnato materiali né ero a conoscenza di tale iniziativa.

Non comprendo perché la Comandante (invece di affrontare e risolvere il problema, come é suo dovere) scarichi tutta la sua rabbia contro una sola persona. In questo modo svicola dai suoi compiti, e non dà conto del perché l'ordinanza del febbraio 2013 (emessa da Lei stessa) non é stata mai eseguita (unica ordinanza non attuata, rispetto a tutte le altre riguardanti circolazione e segnaletica). Come si può da un lato emettere un'ordinanza e dall'altro dichiarare di non eseguirla ? Si tratta di un evidente corto circuito.
Riguardo poi al tempo dedicato ad adempiere a sentenze, riscontrare ricorsi ed esposti, é sufficiente emanare atti legittimi per eliminare il "fastidio".

Infine spiace vedere come la Comandante riduca tutto a una questione di "tranquillità" per chi abita in via San Marco: tutte le lettere, i ricorsi e i volantini fatti hanno sempre messo al primo posto la "sicurezza" dei pedoni e soprattutto delle persone anziane, dei bambini, delle mamme con passeggini e dei disabili. Capisco che in effetti sono considerate categorie poco importanti, dato che per questi soggetti é lasciato oggi difficoltoso l'accesso agli Uffici del Comando P.M di Santa Flavia, al primo piano della Stazione.

Cordiali saluti Vittorio Fiasconaro
 

   

Bagheria: i CC arrestano finto turista che derubava i bagnanti della litoranea Aspra Mongerbino Foto

Cronaca

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Si fingeva un turista ed attendeva che i bagnanti entrassero in acqua, salvo poi derubarli di quanto avevano lasciato incustodito in spiaggia.

I Carabinieri di Bagheria, all’esito di un mirato servizio finalizzato al contrasto dei furti in spiaggia, nella giornata di ieri hanno tratto in arresto per furto aggravato, a Bagheria nei pressi della strada litoranea di Mongerbino, SAMPINO Casimiro, classe 1966, nato a Palermo ove è residente, volto noto alle forze dell’ordine.

I militari dell’Arma, erano stati  allertati da alcuni bagnanti della spiaggia denominata “Ippo Campo”, che lamentavano il furto di alcuni oggetti preziosi e denaro contante custoditi negli zaini sotto gli ombrelloni.

Dalle informazioni raccolte dalle vittime, dopo aver effettuato prolungate operazioni di ricerca dell’autore, già noto per il suo modus operandi, lo rintracciavano alcuni minuti dopo, in prossimità della via litoranea, ove presumibilmente si accingeva a mettere in l’attività di borseggio.

altLa refurtiva del giorno, interamente recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari dopo aver formalizzato la denuncia in caserma.

L’arrestato, su disposizione, dopo aver trascorso la notte presso le camere di sicurezza della Compagnia di Bagheria, nella giornata odierna è stato tradotto presso il Tribunale di Termini Imerese (PA) per la celebrazione del rito direttissimo, conclusosi con la convalida dell’arresto e la sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa di processo del prossimo 9 settembre 2014.

Sono ora in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire analoghi episodi criminosi, anche con la preziosa collaborazione delle vittime, la cui tempestività nell’attivare le Forze di Polizia si è rivelata decisiva per l’arresto dell’autore. 

 

nella foto  Sampino Casimiro

   

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