Sabato, 29 Novembre 2014
   
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Piano di prevenzione delle Forze di Polizia alle Poste per le tredicesime dei pensionati

Cronaca

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Dal 1 dicembre scatterà un articolato programma di controllo predisposto a livello provinciale da un Coordinamento delle forze dell'ordine che mira a prevenire gli scippi e le rapine ai pensionati che dal 1 all' 8 dicembre andranno a prelevare in denaro contante la pensione e la tredicesima mensilità.

Il piano di sicurezza discusso presso la Questura di Palermo, prevede a Bagheria un impegno sinergico tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza: nei dintorni di ciascuno dei quattro Uffici postali presenti nel nostro comune, Aspra compresa, ci sarà, ferma o in movimento nei paraggi una pattuglia di carabinieri , poliziotti o finanzieri, che cercheranno di individuare personaggi sospetti o situazioni a rischio;  a loro si affiancheranno anche uomini in borghese provenienti da Palermo.

L'anno scorso furono una mezza dozzina gli scippi o le rapine realizzata con una tecnica, se vogliamo, nuova, e cioè gli anziani venivano 'puntati' sin dal momento del prelievo dlle loro spettanze, e bloccati a pochi metri dall'uscio di casa.

Le forze di siucrezza raccomandano quindi di evitare di percorrere da soli lunghi tratti di strada a piedi e da soli con consistenti somme in tasca, e chiedono anche ai cittadini di segnalare essi stessi alle pattuglie che opereranno nei dintorni degli Uffici postali individui o situazioni sospette.

Naturalmente gli anziani che ritenessero di potere essere a rischio possono rivolgersi agli uomini delle pattuglie per chiedere aiuto o consiglio. 

Foto d'archivio

   

Ficarazzi: arrestato presunto mafioso per imposizione del pizzo a casa di riposo

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Taglieggiava una casa di riposo, ma il titolare ha deciso di denunciare il suo estorsore che è stato arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Palermo. 

Si tratta di Atanasio Ugo Leonforte di Ficarazzi, che è stato raggiunto stamani da una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo per tentata estorsione. Lo stesso è già detenuto per associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Rilevante è stato il sostegno fornito dall'associazione antiracket «Addiopizzo» all'imprenditore, minacciato dal racket delle estorsioni.

«L'arresto compiuto dalla Dia di Palermo con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia rappresenta la conferma di come nei paesi della provincia stia cambiando il clima», afferma una nota di Addipizzo. «Pochi mesi fa l'imprenditore è entrato in contatto con la nostra associazione - prosegue - che l'ha accompagnato a denunciare presso gli uffici della Dia di San Lorenzo. Un'importante e concreta sinergia tra la Direzione Investigativa Antimafia e l'associazione antiracket di Palermo». «Il percorso di denuncia ha visto coinvolto passo dopo passo l'associazione accanto alla vittima che oggi può proseguire, continua - come oramai tanti altri imprenditori e commercianti di Bagheria, Ficarazzi e Altavilla, la sua attività in condizioni di normalità e serenità. Un cammino difficile che trova il suo tanto atteso epilogo di liberazione che coincide con la nuova e importante stagione che stanno attraversando molti operatori economici della provincia di Palermo».

Addiopizzo ribadisce «l'appello a quanti vivono ancora oggi stretti dalle maglie del racket delle estorsioni affinchè decidano di collaborare e denunciare: siamo pronti e disponibili a sostenere tutti i commercianti e gli imprenditori che compiranno questa scelta».

Proprio oggi Addipizzo sarà a Bagheria per fare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e presso gli esercizi commerciali ed in serata al Bitta per un paeriticvo di 'consumo critico'
 

   

Il pentito bagherese Lo Piparo ed una misteriosa cassaforte

Cronaca

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Salvatore Lo Piparo è uno dei collaboratori di giustizia bagheresi, già arrestato nell'operazione Reset che hanno dato un contributo ad individuare i fiancheggiatori della primula rossa di catselvetrano Matteo Messina Denaro.

Lo Piparo che ha anche raccontato agli investigatori il dettaglio folcloristico che nella soap Agrodolce interpretava come comparsa un poliziotto, ha raccontato agli inquirenti di una misteriosa cassaforte custodita nella casa di un residente a S.Flavia, tale Ciro Carrello anche lui arrestato nell'ultima operazione (che mirava a fare il deserto intorno al superboss) come responsabile della rapina ai danni del deposito TNT  di Campobello di Mazara che sarebbe servita anche per finanziare la latitanza del padrino di Castelvetrano.

La frase di Lo Piparo, che mostra di conoscere bene la residenza del Carrello  in via Basilica a S.Flaviaa, così come la riporta in un articolo di oggi il sito livesicilia.it in un articolo a firma di Riccardo LO Verso  è estremamente sibillina:  andate a perquisirla che ci potrebbero essere tante cose”.

Peraltro sempre secondo il quotidiano on line, Lo Piparo ha raccontato che per il colpo furono utilizzate una serie di armi: un fucile calibro 12 Benelli, una Beretta calibro 9 parabellum e due calibro 7,65.

Le armi sarebbero state messe a disposizione da Carrello. “Abita Santa Flavia, di fronte alla basilica… - ha raccontato Lo Piparo - e vi dico pure una cosa, una confidenza che… perché siamo andati a provare anche delle pistole tra cui questa nuova parabellum che le cartucce gliele feci fare io… andiamo a provare queste armi e lui praticamente si comprò una cassaforte e si fece montare questa cassaforte a casa, nascosta bene, per evitare che qualcuno la trovasse… una classica cassaforte che si mette dietro un quadro, oppure dietro un mobile, e lui sta in via basilica, a Santa Flavia, almeno fino a quando mi hanno arrestato”. “E dentro questa cassaforte cosa ci tiene?”, chiedono i pubblici ministeri Carlo Marzella e Maurizio Agnello: “... ci potrebbero essere tante cose… si potrebbero trovare cose...”.

I carabinieri sono andati a perquisire l'abitazione di Carrello, ma nella cassaforte non è stato trovato nulla.
   

Sequestro di beni per un valore di 700.000 euro operato dalla GdF

Cronaca

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La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato cinque immobili in città, due magazzini, un’autovettura, due motoveicoli e disponibilità finanziarie, per un valore di oltre 700.000 euro, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica a STASSI GIORGIO

Interessato dal sequestro è un cinquantanovenne palermitano, gravato da numerosi precedenti penali, già ritenuto socialmente pericoloso dal Tribunale di Palermo - con sentenza del 2011 – e condannato in via definitiva nel 2012 dalla Corte di Appello di Palermo, per reati connessi al traffico di stupefacenti. Nell’ultima condanna, che riguarda fatti commessi fino al 2011, al soggetto veniva contestato di aver fatto parte di una consolidata consorteria criminale, dedita allo spaccio di droga nel quartiere “Zisa” di Palermo.

Il sequestro eseguito trae origine dalle indagini svolte dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Palermo, che hanno rilevato un’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dal complessivo nucleo familiare del soggetto e le numerose acquisizioni patrimoniali realizzate nel tempo.

Nello specifico, i riscontri effettuati dalle Fiamme Gialle hanno permesso di evidenziare come il nucleo familiare dell’interessato, composto da cinque persone, abbia fiscalmente dichiarato redditi irrisori e, comunque, appena sufficienti a soddisfare le primarie esigenze di sussistenza, ma non idonei a consentire l’accumulo di risparmi, l’acquisto di beni immobili, oltre che di due motoveicoli e di un’autovettura, tutte spese risultate incompatibili con la descritta situazione reddituale.

Le predette risultanze hanno consentito l’emissione del provvedimento di sequestro da parte della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo.
 

   

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