Martedì, 29 Luglio 2014
   
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La G. d. F. di Palermo sequestra beni per un valore di 100 milioni di euro a banca e consulenti

Cronaca

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Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Palermo per oltre 100 milioni di euro a carico di una importante banca di investimento. Indagati managers della banca e consulenti palermitani ai quali sono stati sequestrati beni immobili, titoli e disponibilita’ finanziarie in diverse Regioni d’Italia.

I dettagli dell’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa prevista per oggi, 28 luglio 2014, alle ore 10,30, presso la locale Procura della Repubblica alla quale parteciperà il Procuratore Capo della Repubblica di Palermo, dr. Francesco Messineo.

Secondo quanto riporta livesicilia.it sono stati colpiti anche i beni di Marcello Massinelli e Fulvio Reina, consulenti dell'ex governatore siciliano e menti di un'operazione finanziaria con la banca giapponese Nomura. Soldi trasferiti nei paradisi fiscali. La Procura di Palermo ipotizza che siano state pagate tangenti. 

Questo il comunicato integrale  dell'Ufficio Stampa della Guardia di Finanza firmato dal maggiore Matteo Giardina

Al termine di un’articolata indagine di polizia giudiziaria - delegata dalla Procura della Repubblica di Palermo, nelle persone dei Pubblici Ministeri Daniele Paci e Sergio Demontis, coordinati dal Procuratore Capo Francesco Messineo e dal Procuratore Aggiunto Leonardo Agueci - il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo per un importo complessivo di 104.534.414,01 di euro emesso dal GIP presso il Tribunale di Palermo, Dott. Piergiorgio Morosini, nei confronti della BANCA D’AFFARI INTERNAZIONALE NOMURA INTERNATIONAL PLC - segnalata per l’illecito amministrativo previsto dal decreto legislativo 231/2001 - e di 7 persone - 4 managers di NOMURA e 3 professionisti palermitani - indagati dei reati previsti e puniti dagli artt. 110 e 640, c. 2 del cp, aggravati dal carattere della transnazionalità di cui all’art. 4 della L. 146/2006.
Le indagini hanno accertato la responsabilità amministrativa della banca d’affari giapponese NOMURA PLC per per i reati di truffa posti in essere da propri funzionari e dirigenti, reato che ha cagionato alla Regione Siciliana un danno che può stimarsi intorno ai 175.000.000 di euro.

La truffa realizzata in danno della Regione Siciliana è stata realizzata ricorrendo ad artifici e raggiri posti in essere attraverso un’operazione di cartolarizzazione dei crediti sanitari e di tre complesse operazioni di finanza derivata.
L’inchiesta trae origine dall’operazione di cessione dei crediti sanitari per circa 630 milioni di euro vantati dalle strutture sanitarie siciliane nei confronti della Regione Siciliana.
Nella prima fase dell’inchiesta, le Fiamme Gialle palermitane hanno dapprima esaminato la vicenda della cartolarizzazione dei crediti vantati da diversi operatori sanitari (Asl e strutture ospedaliere siciliane) verso la Regione per forniture risalenti agli anni 1995, 1997 e 1998.
L’operazione, in concreto, si è realizzata, a partire dal 2002, attraverso la cessione dei crediti da parte dei creditori originari - confluiti nel “Consorzio Aziende Sanitarie Siciliane Srl” - in favore della società “Crediti Sanitari Regione Sicilia (C.S.R.S.) S.r.l.” di Milano (c.d. “società veicolo”), emanazione della banca avente sede legale a Londra.
Nell’ambito del contratto stipulato tra detti soggetti privati è stato stabilito un tasso di interesse, assai oneroso rispetto alle condizioni di mercato, che la Regione Siciliana si sarebbe impegnata a pagare alla società cessionaria del credito.
Le indagini tuttora in corso sono finalizzate anche ad individuare i referenti politici che hanno portato all’emissione dei provvedimenti amministrativi che hanno ratificato quell’accordo.
La ricostruzione dell’intera vicenda contrattuale ha fatto emergere, infatti, l’anti-economicità dell’operazione di cartolarizzazione che ha comportato un grave danno patrimoniale per la regione siciliana, stimato in circa 115 milioni di euro.
Il secondo filone dell’indagine ha riguardato la ristrutturazione del debito regionale, effettuato attraverso la sottoscrizione di tre contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati tra la Regione Siciliana e la banca NOMURA PLC che ha agito - contestualmente - sia nel ruolo di consulente (advisor) che in quello di controparte contrattuale.
Le indagini - avvalorate dalle risultanze di una complessa consulenza tecnica - hanno dimostrato come il contenuto negoziale dei tre contratti è stato gravemente squilibrato ai danni della Regione che ha patito un danno quantificato in circa 60 milioni di euro.

Grazie alle evidenze investigative raccolte, diversi funzionari della banca d’affari sono stati denunciati per l’ipotesi di truffa ai danni dell’Ente Regionale, delitto aggravato dalla partecipazione al fatto di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato.
La responsabilità degli indagati risiede nell’aver maliziosamente taciuto circostanze rilevanti circa il contenuto dei contratti tali da indurre in errore i funzionari della Regione circa la convenienza economica dell’operazione.
I riscontri investigativi, sviluppati anche attraverso l’attivazione di rogatorie internazionali, hanno accertato che una parte dei profitti illeciti è stata destinata da Nomura PLC a due società off-shore, con sede in Irlanda e nelle Isole Vergini Britanniche, riconducibili a due procacciatori d’affari palermitani.
In forza di tale contratto, i due professionisti hanno percepito, anche attraverso corresponsioni estero su estero, circa 20 milioni di euro.
Dall’analisi dei flussi finanziari le Fiamme Gialle hanno rilevato che una quota dei profitti è stata accreditata presso banche situate in Svizzera per essere poi recapitati ai diretti interessati.
Le indagini tuttora in corso sono finalizzate anche ad individuare le eventuali illecite dazioni di denaro in favore dei referenti politici che hanno consentito la conclusione di tre contratti.
I professionisti sono stati denunciati per concorso in truffa, oltre che per evasione fiscale internazionale, essendosi avvalsi di società interposte per sottrarre all’imposizione dello Stato italiano gli ingenti compensi incamerati dalla banca d’affari.

Sulla base del complesso quadro indiziario, al fine di impedire l’aggravarsi delle conseguenze dannose dei reati accertati, tenuto conto che in data 27 giugno 2014 la Regione Siciliana avrebbe dovuto effettuare il pagamento di una rata semestrale dell’importo di Euro 6.900.000 in favore della Banca d’affari Giapponese - pagamento relativo all’esecuzione di uno dei contratti oggetto d’indagine - in data 26 giugno u.s., la Procura della Repubblica emetteva un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza eseguito nella stessa data dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo.

Con il provvedimento emesso dal Gip, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, nelle località di Palermo, Milano, Roma, Genova, Nuoro, Sassari, Grosseto ed Agrigento, hanno proceduto ad eseguire il sequestro di 54 beni immobili e mobili registrati, quote societarie detenute in 13 società, disponibilità finanziarie e crediti finanziari, per un valore complessivo di € 104.534.414 nei confronti dei responsabili obbligati in solido in relazione al conseguimento dell’illecito profitto.
 

 

   

Confiscato dalla G.d.F. yacht di 16 m. acquistato con risorse pubbliche e utilizzato ad uso privato

Cronaca

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Nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione fiscale, le Fiamme Gialle palermitane hanno controllato una ditta individuale operante nel settore della nautica da diporto, che aveva dichiarato redditi esigui pur risultando proprietaria di una imbarcazione di grosse dimensioni, acquistata grazie ad un finanziamento comunitario di 180.000 euro.

L’impresa avrebbe dovuto gestire sia attività di bare boat (locazione settimanale senza equipaggio) che di crew yacht (noleggio con equipaggio e con affitto di cabine con itinerari turistici prestabiliti). In realtà, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno rilevato che la ditta, pur avendo assunto due dipendenti, era da tempo sostanzialmente inattiva tenuto conto che gli scarsi noleggi rilevati erano stati eseguiti a favore di persone, legate tra l’altro alla titolare della ditta da vincoli di amicizia, che di fatto non avevano usufruito di alcun servizio.

Le indagini svolte hanno permesso di accertare che l’imbarcazione è stata utilizzata a titolo privato per partecipare a regate e campionati regionali di vela, come tra l’altro rilevato su numerosi siti web specializzati. Inoltre, i due dipendenti assunti sono risultati essere stretti familiari del titolare dell’impresa e il loro impiego è stato disposto solo per poter accedere al finanziamento nell’ambito del Piano Operativo Regionale Sicilia per il periodo 2000/2006.

La titolare della ditta è stata quindi denunciata alla Procura della Repubblica di Palermo per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, reato per il quale il Tribunale del capoluogo l’ha condannata a 2 anni e 6 mesi di reclusione, oltre a 600 euro di multa. Inoltre, sono stati disposti il sequestro e la confisca dello yacht denominato “CRISTALLINA”, del tipo Dufour 44 e di circa 16 metri, operazione che i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno compiuto nel porto turistico della città il 23 luglio.

Questa operazione è sintomatica del carattere trasversale dell’attività di servizio svolta dalla Guardia di Finanza, essendo iniziata nel settore della lotta all’evasione fiscale per approdare ad un significativo risultato in materia di contrasto agli sprechi di risorse pubbliche.

 

 

   

Bagheria: a fuoco in via Senofonte semirimorchio con a bordo pista go kart smontata

Cronaca

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L'incendio in via Senofonte, una traversa della centralissima via Mattarella, è scoppiato intorno alle tre di questa notte ed il materiale altamente infiammabile, legno soprattutto, ma anche plastica e gomma, è andata velocemente a fuoco; l'intervento dei Vigili del Fuoco, pur tempestivo, non è servito a salvare assolutamente nulla dell'impianto della pista, mentre il semirimorchio dove il materiale era depositato è andato solo parzialmente danneggiato nella parte posteriore destra.

In queste ore dopo aver rimosso dal pianale, le piattaforme di legno usate per la pista si sta provvedendo anche ad eliminare i detriti che si sono formati in conseguenza delle fiamme tra cui anche i go kart bruciati .

La pista precedentemente montata in una area di via Senofonte era stata dal titolare M.C. smontata e sistemata appunto sul semirimorchio, in attesa di essere rimontata.

Proprio ieri il consiglio comunale si è occupato del problema delle giostre, con la controversa vicenda del sequestro di alcuni impianti a piano Stenditore ad Aspra.

Secondo alcune voci raccolte sul luogo dell'incidente sarebbero stati fermati dai Carabinieri intervenuti sul posto  due giovanissimi.

 

   

Sequestro di beni nei confronti di tre arrestati nell'Operazione 'Perseo'

Cronaca

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, hanno dato esecuzione a 3 decreti di sequestro beni per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.

I provvedimenti, finalizzati alla confisca, sono stati eseguiti nei confronti di:

- LO VERDE Giuseppe, nato a Palermo il 13.12.1957 (per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Palermo – Tommaso Natale);

- PERFETTO Giuseppe, nato a Palermo il 02.03.1957 (per aver gestito le estorsioni per conto della famiglia mafiosa di Palermo – Corso Calatafimi);

- FRESCHI Antonino, nato a Palermo l’11.12.1958 (per aver svolto il ruolo di intermediario, per conto della famiglia mafiosa di Palermo – Villagrazia, nell’acquisto di sostanze stupefacenti, del tipo cocaina, e per aver messo a disposizione i locali per la raffinazione).

tratti in arresto nell’ambito dell’operazione “Perseo”, del dicembre 2008, che aveva fatto sfumare il tentativo di ricostituzione della Commissione Provinciale di Cosa nostra palermitana.

La complessa e minuziosa attività investigativa, svolta attraverso una serie di accertamenti patrimoniali sui beni sospettati di essere nella disponibilità dei tre soggetti, ha consentito di individuare un patrimonio di oltre 4 milioni di euro, illecitamente accumulato con i proventi derivanti da anni di estorsioni, traffico di armi e traffico internazionale di stupefacenti

La Sezione Misure di Prevenzione presso il Tribunale di Palermo, concordando pienamente con le risultanze investigative, dalle quali è anche emersa una netta sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni mobili ed immobili nell’effettiva disponibilità degli stessi, ha emesso i predetti provvedimenti che hanno riguardato numerose società, quote societarie, fabbricati, appartamenti, ville, appezzamenti di terreno, autoveicoli e rapporti bancari.

DETTAGLIO  BENI  SEQUESTRATI

 

    LO VERDE Giuseppe, nato a Palermo il 13 dicembre 1957:

- intero capitale sociale relativo complesso beni aziendali della società “SICILCOLOR s.r.l.” con sede in Palermo, avente attività di rivendita vernici;

- nr. 1 appezzamento di terreno sito in Palermo;

- nr. 5 rapporti bancari;

 

    PERFETTO Giuseppe, nato Palermo il 02 marzo 1957:

- nr. 2 abitazioni site in Palermo e Pollina (PA);

- nr. 1 magazzino sito in Palermo;

- nr. 2 villini siti in Termini Imerese (PA);

- nr. 1 appezzamento di terreno sito in Termini Imerese (PA);

- nr. 2 autovetture;

- nr. 10 rapporti bancari;

 

    FRESCHI Antonino, nato Palermo 11 dicembre 1958:

- nr. 3 imprese individuali e relativo complesso beni aziendali, aventi sede in palermo, operanti nel settore della vendita all’ingrosso di giocattoli e di bigiotteria;

- nr. 1 quota, pari al 60%, della socioeta’ “SUD INGROSSO & CO s.r.l.” con sede in Palermo, operante nel settore della vendita di giocattoli;

- nr. 1 villino sito in Casteldaccia (PA);

- nr. 1 appezzamento di terreno sito in Casteldaccia (PA);

- nr. 14 rapporti bancari.

 

   

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