Si potrebbe titolare così la cronaca di una giornata piovosa e ventosa, che forse segna un elemento di rottura e di discontinuità nella storia dl COINRES, il consorzio rifiuti, e dei suoi dirigenti.

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La tempesta scatenatasi qualche tempo fa sul progetto di riqualificazione di Corso Umberto sembra essersi placata: quei commercianti pronti ad alzare barricate per protestare contro i lavori che a loro dire li avrebbero ridotti alla fame, mercoledì sera...

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Rischia di crollare lo stemma in muratura del Comune di Bagheria, sistemato sul cornicione della facciata principale di Palazzo Ugdulena: la caduta di calcinacci di questa mattina aveva fatto temere il peggio.
Sono stati chiamati i vigili del fuoco che hanno verificato la stabilità del manufatto, escludendo però che possa crollare del tutto.
Nel frattempo l’ingresso principale del comune di Corso Umberto è stato transennato ed il portone sbarrato, mentre sono stati attivati gli ingressi alternativi di Via Goethe e della villetta.

In mattinata la scala dei vigili provvederà ai primi lavori di messa in sicurezza dello stemma.

Ci auguriamo solo che questo stemma, che raffigura un leone abbarbicato al tralcio di vite e con una gamba mozzata, e che rischia di andare in frantumi non sia un cattivo presagio per la nostra amministrazione.

Solo per curiosità vogliamo ricordare il perché nello stemma dei Branciforti, poi divenuto nostro, il leone viene raffigurato con la zampa mozzata.

Nella leggenda della famiglia Branciforti, si narra che un loro antenato, Obizzo, detto poi dalle braccia forti , nella battaglia di Pavia fosse un alfiere di Carlo Magno, e preferì farsi staccare un braccio dal nemico piuttosto che cedere la bandiera del reggimento.

Sarebbe stato poi, per questo atto di valore, ricompensato da Carlo Magno con un feudo.

La Repubblica di qualche giorno fa nelle pagine di Palermo dava notizia della sentenza di assoluzione pronunciata dal G.U.P. (giudice udienza preliminare) Marco Mazzeo, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa

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