Martedì, 04 Agosto 2015
   
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Bagheria: a fuoco la saracinesca di una macelleria, e sullo sfondo l'ombra del racket

Cronaca

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Ormai gli investigatori non sembrano avere più alcun dubbio: c'è un gruppo emergente a Bagheria che vuole imporre la propria legge con le buone o con le cattive. Gli episodi di danneggiamento seguono una cadenza temporale troppo ravvicinata per potere far pensare a fenomeni casuali o slegati tra loro o a dinamiche che non siano quelle del pizzo. 

A Bagheria l'ultimo avviso è arrivato alla macelleria di Giacomino Campagna in via Senatore Scaduto con la solita tecnica: viene cosparso di liquido infimmabile l'ingresso dell'attività commerciale e quindi si dà fuoco, senza curarsi se le fiamme appiccate nella notte possano produrre danni che possono andare al di là del preventivato.

Lo riporta il Giornale di Sicilia di oggi in un articolo a firma  di Ignazio Marchese.

Qualche giorno fa a dovere subire la drammatica sveglia notturna sono state a Bagheria il panificio-pizzeria Sorci di via Giotto, e la pizzeria La Fornace di via Città di Palermo.

Nel caso del panificio i danni sono stati consistenti perchè le fiamme sono penetrate all'interno danneggiando i locali e le attrezzature.

I titolari delle attività hanno dichiarato ai carabinieri che seguono le indagini di non avere ricevuto alcuna richiesta di alcun genere da parte di chicchessia.

Ma è tutto il 'mandamento' ad essere in fibrillazione, perchè episodi della stessa natura negli ultimi mesi sono accaduti a Ficarazzi, al bar Pepito, a Casteldaccia ed Altavilla Milicia, dove è stata rubata una Audi dal deposito della Calicar, successivamente ritrovata bruciata in vicinanza di Valguarnera in provincia di Caltanissetta.

Gli inquirenti non lasciano trapelare nulla, indagano a 360°, ma forse l'assenza dei vecchi capi ha messo in qualche modo in moto un processo di protagonismo tra quanti aspirano a prenderne il posto, anche se gli 'argomenti' per far capire l'antifona sono abbastanza chiari e sono sempre gli stessi: il fuoco come elemento intimidatorio.

   

La Polizia smantella una centrale di produzione e spaccio di droga, dieci arresti a Palermo - Video

Cronaca

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L’indagine ha consentito di colpire una banda composta da diversi soggetti, alcuni dei quali sarebbero legati alla mafia. Sequestrati grossi quantitativi di cocaina, marijuana e hashish. 

La polizia di Stato, nelle prime ore della mattinata odierna, ha eseguito 10 misure restrittive nei confronti di altrettante persone accusate di avere coltivato, prodotto e detenuto ai fini dello spaccio cocaina, marijuana e hashish.

Il provvedimento è stato eseguito dai poliziotti della sezione “Antidroga” della Squadra mobile, in ottemperanza ad un ordine di carcerazione emessa dal Gip su richiesta della Dda di Palermo.

L’attività, denominata in codice Operazione “Andreas”, ha avuto una durata di circa un anno ed ha avuto origine dallo sviluppo di spunti investigativi ottenuti, tra l’altro, dalla sorveglianza di alcuni giovani dediti allo smercio in città di derivati della cannabis.

A seguito di tale osservazione sono emerse ulteriori responsabilità ed il coinvolgimento di numerosi soggetti, in altri traffici illeciti, nonché nella produzione diretta e nella vendita di sostanze stupefacenti. Coinvolti nella vicenda illecita, sia individui al di sopra di ogni sospetto, che pregiudicati, tra i quali, spiccano le figure di alcuni recidivi con precedenti specifici.

L’indagine ha, in effetti, consentito la disarticolazione dell’intero organigramma criminale individuato, composto da diversi soggetti (alcuni dei quali in connessione con cosa nostra), nonché il sequestro di ingentissimi quantitativi di droga

Guarda il video dell'iirruzione della Polizia: https://www.youtube.com/watch?v=Iz4kb3f5V_A

Gli arrestati: Giuseppe Lombardo, Mario Iannello, Salvatore Provenzano, Danilo Monti, Antonio Tola, Antonino Augello, Giovanni Bronte, Salvatore Coppola, Benedetto Graviano, Giuseppe Corso.

da gds.it

   

Due fermi per l'accoltellamento di Porticello: il ferito è ancora in prognosi riservata

Cronaca

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Si cominciano a chiarire le ragione dell'accoltellamento che è accaduto ieri sera a Porticello: alle origini della vicenda ci sarebbe una relazione troncata da un giovane, G.D. 17.nne, con la propria ragazza anche lei minorenne, peraltro già incinta.

Secondo una prima ricostruzione, dopo l'inevitabile iniziale sovrapporsi delle voci e delle notizie, il padre della ragazza S.F. di 43 anni, avrebbe chiesto ragione al giovane del perchè avesse troncato questo rapporto con la figlia; a spalleggiare il giovane sarebbe intervenuto il padre, G.R. di 42 anni,  e ad un certo punto qualcuno, pare accertato che sia stato il figlio, avrebbe tratto fuori un coltello e ferito con diversi fendenti alla spalla il padre della ragazza, uno dei colpi avrebbe colpito un polmone. 

A soccorrere il padre della ragazza un agente di polizia municipale che ha cercato di tamponare la copiosa perdita di sangue che fuoriusciva dalle ferite.

I due padre e figlio, resisi in un primo momento irreperibili, sono stati rintracciati dai Carabinieri in nottata e sono in atto  sottoposti a fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di tentato omicidio, che dovrà essere convalidato dal GIP, ma mentre il padre si trova alle carceri 'Cavallacci' di Termini Imerese,  il figlio minorenne è stato associato al carcere di Malaspina.

L'uomo ferito è stato operato e rimane in prognosi riservata. A Porticello l'accaduto ha suscitato grande impressione.

Le indagini vengono condotte di concerto tra i militi della Stazione di S.Flavia e il Nucleo investigativo della Compagnia di Bagheria.

   

Porticello: accoltellamento in seguito ad una rissa tra due componenti della stessa famiglia

Cronaca

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altIl fatto è accaduto nel pomeriggio di oggi, domenica 7 giugno, nella zona delle giostre in piano Stenditore, mentre in paese si stava svolgendo la processione del Corpus Domini. 

C'è stata una animata discussione tra due componenti di uno stesso nucleo familiare che è degenerata, al punto che uno dei due ha colpito con una coltellata alla spalla l'antagonista.

La rissa inizialmente nata tra due cognati avrebbe successivamente coinvolto altri componenti della famiglia.

Tra i primi a intervenire in soccorso del ferito sono stati gli agenti di Polizia municipale di servizio nella zona, che hanno immediatamente soccorso il ferito che perdeva molto sangue; ma, contrariamente a quanto avevamo scritto, e cioè che la ferita non rivestisse particolare gravità, pare invece che la punta del coltello abbia raggiunto il polmone.

Sono stati subito chiamati gli operatori del 118, quindi la volante della Polizia ed i Carabinieri di Santa Flavia agli ordini del maresciallo Fragano, comandante della stazione dei CC, che hanno subito avviato le indagini e le ricerche per individuare l'aggressore, resosi irreperibile, ed accertare i motivi che lo hanno spinto a questo gesto.

In questo momento vengono interrogati i familiari dei protagonisti della rissa e i numerosi testimoni che a quell'ora si trovavano in quella zona.

   

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