Venerdì, 24 Ottobre 2014
   
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I CC di Bagheria arrestano padre e figlio mentre rubano ferro dentro l'ex oleificio Eros FOTO

Cronaca

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E’ accaduto nei giorni scorsi a Bagheria (PA), nella frazione di Aspra, in Via Scordato , quando la pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Bagheria traevano in arresto per tentato furto aggravato in concorso due persone, padre e figlio, entrambi bagheresi, già noti alle Forze dell’ordine: STORNIOLO Pietro, 24enne e STORNIOLO Vincenzo, 59enne.

I due venivano bloccati da militari dell’Arma all’interno dell’immobile ex “Oleificio Eros”, di proprietà di S.A., bagherese classe 1970, mentre erano intenti ad asportare due porte e vari infissi in metallo, del valore complessivo di euro 5.000,00 circa, che venivano recuperati dai militari e restituiti all’avente diritto.

I due arrestati, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria, dopo essere stati dichiarati in arresto hanno passato la notte presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, venendo tradotti nella mattinata successiva presso il Tribunale di Termini Imerese (PA), ove il Giudice Monocratico ha convalidato l’arresto, rinviando l’udienza a data da destinarsi, pertanto rimessi in libertà.

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   Storniolo  Pietro                                               Storniolo Vincenzo

 

   

Lutto cittadino a Santa Flavia nel giorno dei funerali delle due vittime dell'incidente di stanotte

Cronaca

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Lo ha deciso il sindaco Salvatore Sanfilippo assieme alla giunta comunale: lunedì prossimo, giorno in cui si svolgeranno i funerali di Roberto Di Marco e Michele Lo Coco, vittime del gravissimo incidente stradale verificatosi nella notte tra venerdì e sabato sulla litoranea Aspra-Sant'Elia, sarà lutto cittadino. Una intera comunità, stordita dalla incredibile notizia che già durante la notte si era diffusa come un baleno, piange due suoi figli, ed è anche un dolore che si rinnova per troppe famiglie  che a Porticello in questi ultimi due anni hanno perduto per un destino crudele giovani familiari.

Li conoscevano tutti a Sant'Elia e Porticello, Roberto e Michele, anche perchè portavano due cognomi storici di famiglie che da sempre hanno legato il loro nome al mare, i Di Marco e i Lo Coco: tonnaroti un tempo, costruttori e carpentieri navali più di recente, oggi gestori di rimessaggi e ricoveri per barche a Sant'Elia, Santa Nicolicchia (e un tempo anche  a Solanto).

Erano molto amici Roberto e Michele, nessuno dei due sposato, quindi sempre assieme ogni volta che le circostanze  glielo consentivano; Roberto imbarcato sulle navi, correva a Sant'Elia nei tempi liberi dall'imbarco e Michele che aiutava un pò il padre in mare, anche lui in attesa di una chiamata per un ingaggio che sarebbe dovuta arrivare in questi giorni.

altPrima della chiamata è arrivato però  un destino crudele che li  condurrà, ancora insieme, verso l'ultimo viaggio.

Al cimitero i loro corpi ricomposti nelle bare, dopo la visita del medico legale, sono stati restituiti alla pietà e al dolore di familiari e amici che da stanotte sbigottiti e increduli stanno loro vicino.

Oggia a Sant'Elia è come se la vita si fosse fermata: si parla a voce bassa, ferme le gru dei cantieri dei Di Marco e dei Lo Coco a Santa Nicolicchia, annullati dal comitato  i festeggiamenti per la Madonna Addolorata per solidarietà con le famiglie, lutto e triste partecipazione  si coglie nei capannelli di persone che commentano la tragedia

 

 

   

Tragico schianto nella notte: muoiono due giovani di Sant'Elia

Cronaca

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L'incidente mortale è accaduto lungo la litoranea Aspra-Sant'Elia, a Collo d'oca in territorio di Santa Flavia, lungo il tratto in discesa  tra la stradina che porta verso il lido del Carabiniere e l'Hotel Kafara.

Era l'una di notte quando i residenti della zona sono stati svegliati dal botto violentissimo di vetture che erano entrate in collisione: lo spettacolo che si è subito presentato agli  occhi dei primi ad accorrere è stato terribile ed è stato subito percepito che si era consumata una tragedia, e che non ci fosse nulla da fare per gli occupanti della Volvo, ridotta ad un ammasso di lamiere accartocciate.

La ricostruzione  più probabile.

Una Volvo che proveniva da Aspra, avrebbe urtato, forse nel tentativo di superarla, nella parte posteriore sinistra una Golf che procedeva nella stessa direzione, proseguendo poi nella corsa dopo essere rimbalzata contro il marciapiedi, urtava quindi un' altra auto ed un palo dell'illuminazione, ed  infine andava a schiantarsi contro il muro di cemento che costeggia la carreggiata.

La Golf ha invece a sua volta, in conseguenza dell'urto, travolto una BMW parcheggiata ai margini della carreggiata facendola sbalzare al centro per la violenza dell'impatto, ma i due occupanti , due tecnici radiologi di Casteldaccia, hanno riportato solo leggere ferite e soprattutto un terribile choc, e sono ricoverati all'ospedale "Cimino" di Termini Imerese per accertamenti precauzionali.

Secondo alcune testimonianze a caldo la Volvo sarebbe arrivata sul luogo dell'impatto ad alta velocità

altIn rapidissima sequenza già dopo 10'-15' si trovavano sul posto una ambulanza del 118, una volante della Polizia e i mezzi dei Vigili del fuoco, perchè i due occupanti della Volvo erano rimasti incastrati tra le lamiere del mezzo.

I pompieri hanno dovuto lavorare a lungo per liberare i corpi  delle due vittime: Roberto Di Marco di 43 anni che pare fosse alla guida, e Michele Lo Coco, 32 anni, entrambi di Sant'Elia.

I cadaveri sono stati trasportati all'obitorio del cimitero di S.Flavia

I due provenivano appunto da Aspra dove erano stati assieme ad altri amici. 

Solo in mattinata i Carabinieri hanno concluso i rilievi.

 

 

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Nella foto Michele Lo Coco

   

Replica dei dipendenti Coinres: solo qualche parola di troppo in seguito ad atteggiamenti istigatori

Cronaca

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In riferimento a quanto pubblicato sul sito di Bagheria news in data 11.09.2014, alle ore 22:06, avente per argomento l'attuale situazione dei rifiuti – Co.In.R.E.S., con la presente desideriamo dare fondate precisazioni, certamente corrispondenti a quanto realmente accaduto, affinchè, ad onor del vero, in maniera concisa ma incisiva, si racconti la verità e non ciò che non è. I punti di seguito elencati argomentano quanto è in intendimento:

• l'edificio di palazzo Butera, sede del Sindaco di Bagheria, attuale Dott. Patrizio Cinque, non è stato “circondato riuscendo successivamente ad entrare all'interno del perimetro dell'edificio e nell'atrio” - si riporta quanto scritto - da parte dei dipendenti Co.In.R.E.S. - espressioni che si addicono più ad eventi storici di epoca romana piuttosto che attuale - ; gli anzidetti dipendenti si sono presentati nei locali sopra citati su espresso invito del primo cittadino per discutere delle problematiche inerenti le spettanze maturate del mese di agosto c.a.; è sott'inteso che la presenza di tanta gente, a prescindere dal motivo e dalla finalità, ovunque genera caos e confusione se non è controllata e gestita a dovere. E, comunque, questo non esclude che non vi possano essere individui facinorosi e sobillatori di violenza e quant'altro che amano risolvere le questioni in modo più “pratico” che verbale; questo accade ovunque, non solo a Bagheria. Le FF. OO., sopraggiunte tempestivamente a seguito di segnalazione, possono riferire quanto ufficialmente occorso ;

• le minacce subite dal Sindaco e dall'Assessore Ing. Fabio Atanasio da parte di “uno sparuto gruppetto di dipendenti Co.In.R.E.S.” sono da inquadrare nel giusto contesto: indubbiamente qualche parola di troppo sarà stata detta, ma è anche vero che l'atteggiamento istigatore, e per nulla propositivo, pare sia stato assunto da chi occupa ruoli di autorità affinchè questo accadesse; in aggiunta, fa d'uopo sottolineare che il linguaggio adoperato da chi indossa, pro tempore, la veste di amministratore pubblico, sicuramente si manifesta decisamente deficitario di terminologia quantomeno consona al ruolo rivestito facendo ricorso, di contra, a parole poco efficaci, poco chiare nonché poco veritiere nel momento in cui qualche domanda è stata posta a buon diritto in merito alla retribuzione del mese u.s.; anche in questo caso le FF. OO. sicuramente potranno dare maggior contezza di quanto specificato in questo alinea;

• la nota a firma dei commissari, di cui si fa cenno nel dispaccio sopra menzionato, e che “affermano di non essere in grado di dare, nelle prossime settimane, sufficienti garanzie circa l'espletamento del servizio da parte dei dipendenti”, riguarda un contenzioso tra l'Amministrazione Comunale e gli organi gestori del Consorzio: ovvero il pagamento parziale delle fatture, in virtù di un contratto di servizio tutt'ora in essere, che ovviamente non è sufficiente a garantire le spese sostenute e documentate, forse non in maniera specifica, dal Co.In.R.E.S. e riguardanti gli ultimi mesi appena trascorsi. Tutto determina una strumentalizzazione immorale della situazione, che, per i suoi effetti, indiscutibilmente ricade sul Personale che opera nell'Unità Locale di Bagheria – Area 1.

Quanto sopra precisato al solo fine di tutelare e garantire quei lavoratori che, sebbene tutto il fango mediatico che stanno ricevendo, vogliono continuare a tenere la testa alta perché persone depositarie di dignità e rispetto, prima ancora che semplici matricole aziendali a cui riconoscere la titolarità di uno stipendio sudato e guadagnato con onestà e voglia di lavorare.
Il disastro Co.In.R.E.S. è da ricercare altrove, a cominciare da chi lo ha governato, l'ha gestito e, forse è il caso di dire, manipolato. Chi lavora all'interno di questo ente ha ben poca responsabilità diretta, se non quella sua specifica di dipendente, quest'ultima, ove sussista, da individuare, definire e contrastare con gli strumenti che la legge consente.

Bagheria 12.09.2014

 I dipendenti  Coinres

in copertina Foto di archivio protesta di lavoratori Coinres all'Assessorato regionale all'Energia
 

   

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