Non è la prima volta, secondo quanto ci è stato riferito da alcuni genitori, che un branco di giovinastri che staziona durante la sera nello spazio esterno del Centro commerciale Levante a Bagheria, provochi risse e si renda responsabile di aggressioni nei confronti di altri gruppi di adoloscenti che vanno colà solo per stare assieme e ascoltare un pò di musica.

Ma sabato scorso  intorno alle 23 dale parole e dalle provocazioni il branco è passato ai fatti aggredendo un gruppetto di adolescenti e ferendone tre che hanno dovuto fare ricorso alle cure del locale Pronto soccorso: uno di questi desta particolare preoccupazione per avere riportato una ferita ad un occhio la cui gravità verrà valutata attraverso indagini più approfondite.

Secondo testimonianze da noi raccolte sarebbe stata chiamata la Polizia che è arrivata però quando l'aggressione si era già consumata e  i feriti erano già stati avviati al Punto Territoriale d'emergenza.

E' una situazione di vero e proprio allarme sociale quello che segnalano questi genitori che va seguita con estrema attenzione e rigore dalle forze dell'ordine: dagli schiamazzi notturni che tendono sveglio sino alle ore piccole un intero quartiere si è passati, come dicevamo, alla ormai puntuale e stabile  presenza nello spazio dell'area conmerciale 'Levante'  di un gruppo di una trentina di giovani che 'pretendono' di imporre ad altri, soprattutto se più giovani e indifesi,  la loro legge e il loro dominio sul territorio: sono stati anche riferiti episodi di bullismo, di minacce estortive che hanno portato al furto di cellulari e portafogli.

Insomma, una situazione da non prendere sottogamba che potrebbe prima o poi avere conseguenze più gravi.

 

Si chiama Caterina Fricano, 51 anni, bagherese, domiciliata in via Nino Bixio, la donna morta in un incidente stradale verificatosi sulla fondovalle Palermo - Sciacca. S.S. 624, intorno alla mezzanotte di domenica, circa all'altezza del bivio per Giacalone.

La vettura della donna che stava viaggiando con i tre figli, di cui due gemelli diciassettenni e con la madre, Maria Trupia Mineo, secondo le prime ricostruzioni  si sarebbe scontrata con altre due vetture, una Nissan Note e Lancia Musa.

Stando alle notizie successive però la Lancia Musa che seguiva la Nissan sarebbe riuscita a fermarsi ed evitare l'impatto.

Quando gli operatori del 118 sono arrivati sul posto per la donna non c'era più nulla da fare: per estrarre sia la donna che i feriti dalle auto coinvolte nello scontro è stato necessario l'intervento dei Vigili del fuoco.

Due dei feriti, il conducente della Nissan e la passeggera dell'auto della vittima, versano in gravi condizioni, e sono stati ricoverati in Ospedale con prognosi riservata.

I cinque occupanti la Lancia Musa sono rimasti illesi.

A condurre i rilievi di rito per ricostruire la dinamica dell'incidente ed accertare le repsonsabilità sono i Carabinieri.

Nella stessa strada sono accaduti nell'ultimo periodo diversi incidenti mortali, in uno dei quali è morto un giovane di Porticello che proveniva da Sciacca  e si trovava alla guida di un furgone frigorifero.

Una villetta quasi del tutto realizzata, altre due in corso di costruzioni, e tutto senza alcuna autorizzazione edificatoria: in un'area di 4.000 mq. in contrada 'Santoro', zona peraltro sottoposta a vincolo idrogeologico, gli uomini del comando della Forestale di Bagheria, durante le ricognizioni nel territorio per combattere le discariche abusive di sfabbricidi e quant'altro si sono trovati di fronte all'ennesimo abuso edilizio.

I controlli eseguiti con la collaborazione dell'Ufficio tecnico del comune di Altavilla Milicia  hanno fatto emergere l'assoluta assenza di atti autorizzativi.

Sequestrato il cantiere e denunciate due coppie alla procura di Termini Imerese: B.P. di 54 anni, F.P. di 58 anni, A.I. di 59 anni ed M.G.B. di 45 anni.

Dopo gli arresti di alcuni forestali del Distaccamento di Bagheria che secondo l'accusa intascavano tangenti per chiudere un occhio sugli abusi grandi e piccoli, adesso il corpo della Forestale ha intensificato i controlli, lasciando intendere che su questo terreno 'tolleranza zero'.

I Carabinieri della Compagnia San Lorenzo hanno dato esecuzione, questa notte, a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per rapina in abitazione in concorso, nei confronti di BRUNO Andrea (36 anni); VASSALLO Antonino (38 anni); GUERCIO Giulia (53 anni) e SCIURBA Giovanni, monrealese di 26 anni, tutti censurati per reati contro il patrimonio.

I provvedimenti, emessi dal GIP presso il Tribunale di Palermo, Dott.ssa Marina PETRUZZELLA, sono scaturiti dalle indagini condotte dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott. Francesco GRASSI, insieme ai militari della Stazione Carabinieri di Palermo Partanna Mondello.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica di una rapina in abitazione avvenuta la sera del 06 marzo 2012 nel quartiere “Sferracavallo” di Palermo, durante la quale tre soggetti col volto travisato, dopo essersi introdotti con l’inganno nell’appartamento, terrorizzavano ed immobilizzavano con nastro adesivo la proprietaria di casa ed una sua “amica”, lì presenti, e si impossessavano di € 1.600 in contanti e € 100.000 in monili preziosi, nonché di una borsa “Louis Vuitton” ed un trolley, in cui i malviventi riponevano poi la refurtiva.

I militari della Stazione Carabinieri di Palermo Partanna Mondello, intervenuti sul posto, nel corso del sopralluogo, si accorgevano della presenza, proprio di fronte alla porta di ingresso dell’abitazione teatro della rapina, di una telecamera di sorveglianza di un esercizio commerciale.

Attraverso lo studio delle immagini estrapolate, i Carabinieri riuscivano ad identificare tre malviventi, ripresi all’atto dell’ingresso e della fuga dall’abitazione.

In particolare, in quest’ultima circostanza si notava uno di essi allontanarsi con il trolley carico di gioielli.

In seguito agli accertamenti compiuti dai militari, si riuscivano ad identificare con certezza i tre criminali in BRUNO, VASSALLO e SCIURBA. Tale risultato veniva, poi, cristallizzato nell’aprile di quest’anno, quando, a seguito di alcune perquisizioni domiciliari, i tre soggetti venivano trovati in possesso, a distanza di più di un anno dalla rapina, del trolley utilizzato per portare via i gioielli trafugati, ancora con l’etichetta nominativa della vittima attaccata, della borsa “Louis Vuitton” e di diversi monili preziosi, riconosciuti dalla signora come provento del reato subito.

Inoltre, i militari rinvenivano e sequestravano diversi capi di abbigliamento utilizzati il giorno della rapina dai 3 individui, come documentato dalle immagini delle telecamere.

Gli investigatori, però, non erano convinti dell’estraneità ai fatti della GUERCIO, trovatasi “per caso” assieme alla proprietaria di casa al momento della rapina.

Infatti, come in seguito appurato, la donna, più che una amica, era una debitrice della signora, a cui doveva quasi € 20.000. Costitutiva così più di un sospetto il fatto che la donna, subito dopo quel fatidico 6 marzo 2012, avesse inspiegabilmente estinto una serie di debiti contratti con diversi esercenti della borgata ed addirittura acquistato un’automobile nuova. Di conseguenza, indagando sui rapporti tra la donna ed i tre rapinatori, i Carabinieri sono riusciti a provare l’intricato inganno attuato dai quattro soggetti per eseguire il “colpo”: la GUERCIO, recatasi presso l’abitazione con la scusa di dover discutere dei debiti da saldare, aveva convinto la signora ad aprire la porta, ipotizzando che fosse suo marito che era venuto a prenderla.

Quindi, dopo l’irruzione dei rapinatori, si era finta essa stessa vittima innocente, mentre in realtà era la mente criminale della banda.

Probabilmente questa rapina non è stata l’unica compiuta dal gruppo criminale, ma in attesa di ulteriori riscontri e coll’intento di evitarne altre, data anche la crudeltà e la spregiudicatezza mostrate dai malviventi, i Carabinieri, alle prime luci dell’alba, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, hanno tratto in arresto i 4 soggetti e, al termine delle formalità di rito, li hanno associati presso le Case Circondariali “Pagliarelli” ed “Ucciardone” di Palermo, in attesa del processo.

Palermo, 20 settembre 2013

 

 

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