Mercoledì, 08 Luglio 2015
   
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Una perizia medica conferma: Aiello non può tornare in cella

Cronaca

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La perizia conferma che Michele Aiello sta male e le sue condizioni sono incompatibili con un regime carcerario ordinario. A pronunciarsi così sono i tre medici incaricati dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo di valutare lo stato di salute dell'ex manager della sanità privata condannato a quindici anni e mezzo di carcere per mafia.

Nel marzo 2012 gli sono stati concessi - e la cosa scatenò inevitabili polemiche - gli arresti domiciliari per un anno perché affetto da favismo. Il vitto del carcere di Sulmona, dove fino ad allora Aiello era stato detenuto, prevedeva la quasi continua presenza di fave e piselli nel menù, mettendo a rischio la vita del detenuto.

Nel momento in cui Aiello è stato ristretto ai domiciliari nelle sua villa di Bagheria, la competenza è passata al Tribunale di sorveglianza di Palermo che ha disposto una perizia per stabilire se permangono o meno le cause di incompatibilità con la detenzione, e disporre quindi il ritorno di Aiello nelle carceri.

I periti scrivono ora che Aiello non può essere sottoposto a un regime carcerario ordinario.

Bisognerebbe individuare un penitenziario con annesso un centro clinico dove poter curare il detenuto. Adesso toccherà all'avvocato Sergio Monaco sostenere le ragioni di Aiello davanti ai giudici. 

tratto da livesicilia.it 

   

Bagheria: rapina a mano armata alla Farmacia Timoneri

Cronaca

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Erano le 17.40 di venerdì quando la volante della Polizia è stata chiamata per una grave fatto di cronaca accaduto a Bagheria in corso Butera ai danni della Farmacia Timoneri. Due uomini dell'età apparente di 30-35 anni, con il volto travisato e seminascosto da passamontagna hanno fatto irruzione all'interno della farmacia.

Quello dei due che impugnava la pistola è rimasto accanto all'ingresso per tenere sotto controllo i clienti e gli addetti della farmacia, mentre il secondo si è rapidamente portato dietro il banco e sempre profferendo frasi minacciose per impaurire i titolari si è impossessato della somma di circa 500 euro che ha trovato in cassa.

L'azione è durata una manciata di secondi, perchè dopo aver preso i soldi dalla cassa i due si sono rapidamente allonatanati a piedi lungo via Farina, traversa di corso Butera.

La Polizia ha proceduto a raccogliere tutta una serie di testimonianze dei presenti che hanno consentito di ricostruire in qualche modo la figura dei due rapinatori: altezza di circa 1.70 e 1.75, entrambi con pantaloni grigi e giubbotti: bianco e a scacchi uno dei due.

La Polizia confida sul fatto che qualcuno abbia magari visto i due che si allontanavano e che possa dare qualche spunto utile alla individuazione dei malviventi.

   

Tragico incidente sulla S.S. 113, muore bagherese di 56 anni

Cronaca

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Drammatico incidente stradale ieri sera intorno alle 19 sulla Strada statale 113, in vicinanza dello svincolo per Bagheria. Nicolò Gagliano di 56 anni , a bordo di uno scooter  aveva appena lasciato l'innesto della s.s.113 per Bagheria e si era diretto verso Palermo.

Aveva percorso un centinaio di metri, quando subito dopo la Comaes e prima dell'autofficina Sparacio ha avuto uno scontro frontale con un Toyota RAV 4 condotto da A.M., 34 anni, che proveniva in senso inverso.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli agenti della polizia municipale, sembrerebbe ch il Rav 4 abbia invaso la corsia opposta forse per l'alta velocità o perchè abbia perso il controllo del veicolo, scontrandosi frontalmente con lo scooter Suzuki Burgman del Gagliano.

Sono subito  accorsi l'ambulanza e gli operatori del 118, e Gagliano, che peraltro indossava il casco, in un primo momento pur presentando traumi e ferite gravi sembrava che potesse sopravvivere.

Ricoverato al Buccheri La Ferla è invece spirato durante la notte.

Proprio nello stesso punto quattro anni fa in un incidente quasi analogo era morta una donna.

Nicolò Gagliano sposato e padre di due figli, svolgeva l'attività di conducente di pulmini a noleggio.

foto di archivio

 

   

Bagheria: la Guardia di Finanza scopre in un cantiere edile dodici lavoratori in nero

Cronaca

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Nell’ambito dei controlli svolti sul territorio per la ricerca e la repressione delle violazioni in materia di lavoro nero e dei connessi fenomeni di evasione fiscale, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria, in provincia di Palermo, hanno scoperto, all’interno di un cantiere edile ubicato nel centro cittadino, ben 12 lavoratori su 13 in totale, assunti completamente in nero; si tratta di soggetti di nazionalità italiana, molti dei quali di provenienza locale.

All’atto dell’intervento, i militari hanno bloccato le diverse entrate che consentono l’accesso all’area del cantiere sul quale, ormai da diversi mesi, è in stato di costruzione un imponente fabbricato ad uso residenziale.

Alcuni lavoratori, intenti sulle impalcature a montare i supporti degli infissi ed i basamenti delle ringhiere, alla vista dei Finanzieri hanno cercato di dileguarsi, ma sono stati raggiunti e subito identificati.

Il responsabile del cantiere, un bagherese sessantenne, alla richiesta di esibire tutta la documentazione ed i rispettivi contratti di lavoro dei dipendenti, ha dovuto ammettere che soltanto 1 lavoratore era stato assunto regolarmente, mentre per gli altri 12 non è stato in grado di certificare la legittimità della posizione lavorativa.

Il consulente del lavoro, sopraggiunto successivamente, non ha potuto far altro che confermare questo stato dei fatti.

Pesanti le conseguenze della condotta illecita scoperta dalla Guardia di Finanza.

La normativa in vigore (Legge 4.11.2010 nr. 183), infatti, prevede una sanzione pecuniaria fissa pari a 1500 euro (definita “maxisanzione”), per ciascun lavoratore irregolare.

A questo importo, sono da aggiungere circa 38 euro pro capite e per ogni giornata lavorativa “in nero” accertata in fase di controllo, nonché un’ulteriore quota di 250 euro per ciascun “mancato” contratto di lavoro e, quindi, per ogni lavoratore irregolare.

Ma la cifra sarebbe facilmente raddoppiata se la violazione non fosse stata sanata entro 15 giorni successivi alla formale constatazione. In tal caso, infatti, le disposizioni in vigore prevedono un raddoppio netto delle sanzioni pecuniarie descritte.

Per evitare questo aggravamento, il responsabile del cantiere, come previsto dalla normativa, ha proceduto all’immediato versamento della sanzione all’Erario, per oltre 23.000 euro ed ha adempiuto, contestualmente, alla tempestiva regolarizzazione dei rapporti di lavoro dei 12 dipendenti, che quindi sono stati tutti legalmente assunti.

In questo modo, egli ha scongiurato sia l’esborso di somme maggiori, ma ha anche evitato l’applicazione di un’ulteriore pena accessoria consistente nel materiale blocco delle attività lavorative, prevista dalla legge nel caso in cui venga accertato che più del 20% della forza lavorativa sia di fatto sprovvisto di regolare contratto di assunzione.

Se, quindi, non vi fosse stata una tempestiva regolarizzazione dei dipendenti ed un contestuale versamento della sanzione pecuniaria inflitta, le Fiamme Gialle avrebbero dovuto segnalare il soggetto al locale Ispettorato del lavoro, per l’emissione di specifico provvedimento di sospensione delle attività presso il cantiere.

L’intervento della Guardia di Finanza, oltre a porre fine ad un’attività illegale, ha permesso a 12 operai, grazie agli strumenti stabiliti dalla normativa, di ottenere un regolare posto di lavoro, con tutte le garanzie e le tutele previste dalla legge.

Fonte  Ufficio Stampa della Guardia di Finanza
 

   

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