E’ accaduto nel pomeriggio di  giovedì scorso, quando militari della Stazione Carabinieri di Ficarazzi, hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di omissione di soccorso, FANALE Francesco nato a Palermo 25enne, artigiano del luogo, poiché, dopo aver effettuato una repentina manovra di inversione ad “U” a bordo dell’autovettura Citroen C3, nella via Marco Polo di Ficarazzi, collideva con un ciclomotore Aprilia Scarabeo, causandone la rovinosa caduta a terra del conducente e omettendo di prestare soccorso ed assistenza alla persona ferita. 

La vittima, D. C., 27enne del luogo, successivamente trasportato a mezzo ambulanza del 118, presso l’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo è stata giudicata guaribile dai sanitari in giorni 7 s.c..

Le indagini subito iniziate dai militari dell’Arma intervenuti sul posto per i rilievi, permettevano di identificare nel FANALE, quale autore del fatto, tratto arrestato con l’accusa di omissione di soccorso a seguito di sinistro stradale.

Dagli accertamenti in Caserma, FANALE Francesco, è risultato essere sprovvisto della patente di guida, inoltre deferito all’A.G. poiché mai conseguita.

I mezzi sono stati sottoposti a sequestro penale.

Su disposizione della competente autorità Giudiziaria, l’interessato è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, conclusosi nella giornata di ieri con la convalida dell’arresto, il Giudice del Tribunale di Termini Imerese in composizione monocratica confermava la misura cautelare degli arresti domiciliari.  

E’ accaduto a Palermo, quando la pattuglia dei Carabinieri della Stazione Resuttana Colli, nel corso di un servizio teso alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio in viale Regione Siciliana, procedeva al controllo di un motociclo Honda SH di colore grigio intestato e condotto da S. a., nato a Palermo classe1947, il quale alla richiesta dei previsti documenti, risultava essere sprovvisto di patente di guida, perché revocata, e privo di copertura assicurativa obbligatoria verso terzi.

I militari Operanti, constatate le violazioni, provvedevano a redigere i previsti verbali al C.d.S., richiedendo sul posto un carro attrezzi per la custodia del motociclo poiché sottoposto a sequestro penale.

Durante tali operazioni, giungeva il figlio del trasgressore, identificato successivamente in S. s. , 21enne palermitano, disoccupato incensurato, il quale, alla vista del carro attrezzi, si avvicinava al motoveicolo in questione e con scatto fulmineo, staccava il tubicino della benzina, “serpentina”, e con un accendino che aveva prelevato dalla tasca dei pantaloni, appiccava il fuoco al motociclo.

Il tutto avveniva sulla pubblica via, dove nelle immediate adiacenze del motociclo, erano parcheggiate altre vetture, tra cui l’autovettura dell’Arma, alcuni uffici pubblici e abitazioni private.

Solo grazie al provvidenziale intervento di un Carabiniere, che provvedeva a spostare il motociclo avvolto dalle fiamme, afferrandolo per il manubrio, e faticosamente ad allontanarlo dalle auto parcheggiate, si riuscivano ad evitare ulteriori danni.

Le fiamme, sono state domate, grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco e di una pattuglia dei Carabinieri giunta in ausilio.

Il giovane 21enne, S.s,. accompagnato in Caserma ha subito ammesso le sue responsabilità e tratto in arresto, con l’accusa di incendio aggravato e danneggiamento di cose sottoposte a sequestro. Nella giornata di ieri è stato giudicato con rito direttissimo, conclusosi con la convalida dell’arresto. Nel corso dell’udienza, l’interessato si è avvalso del patteggiamento, pertanto condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa, rimesso in libertà.

Il padre, S.a, è stato denunciato in stato di libertà per guida senza patente.

La notizia che circolava già da ieri, e che sembrava incredibile ha invece trovato conferma nella giornata di oggi, addirittura in un comunicato del comune di Bagheria: il GIP del Tribunale di Termini Imerese ha disposto la revoca della custodia cautelare presso la propria abitazione per l'ingegnere Giovanni Mercadante.

Gli è stata solo notificata la pena interdittiva dai pubblici uffici secondo quanto previsto dall'art. 317 del codice penale.

Come si ricorderà il responsabile del II settore del comune di Bagheria era stato fermato a Casteldaccia con un 'regalo' di 3.000 euro, così pare che lui lo abbia definito, gentilmente donatole dalla responsabile della Coop sociale 'La Serenità', che prudentemente aveva fotocopiato le banconote, e secondo la quale il regalo sarebbe servito a trovare una corsia preferenziale per una liquidazione di 160.000 euro per servizi che la Cooperativa aveva prestato al comune di Bagheria.

Anche per chi si professa strrenuo garante dei diritti degli imputati la misura sembra sin troppo clemente: certo non può reiterare il reato, non c'è pericolo di fuga, non è socialmente pericoloso, non può inquinare le prove documentali che sono già state acquisite; resta che agli occhi dell'opinione pubblica che chi prende la stecca non corre nessun rischio.

A meno che i Carabinieri non abbiano preso un colossale abbaglio, o che la collaborazione di Mercadante sia stata totale e senza remore e reticenze. Vedremo.

Sta diventando uno dei reati  'predatori' più diffusi: si individua l'auto che serve, in genere quasi nuova, e nottetempo si procede a spogliarla dei copertoni. E'accaduto, e continua ad accadere in pieno giorno nel posteggio della stazione ferroviaria, è accaduto di notte stavolta  in pieno centro, a ridosso di via Dante.

In qualche caso i malandrini sono stati sorpresi dai proprietari o dalle forze di Polizia, in altri casi, come in questo, l'hanno fatta franca. Forse per cercare di sfogarsi e per condividere lo sdegno e la rabbia per un danno non indifferente, è stato lo stesso proprietario che ha messo la foto su facebook.

Commenti? rischieremmo di ripeterci, per questo li lasciamo ai lettori, nella speranza di trarne una qualche lezione.

Altri articoli...