Domenica, 19 Aprile 2015
   
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Furto all'autoparco: è fuoco amico?

Cronaca

altCi sono tutti gli elementi per sospettare che il furto all'autoparco non avesse solo come obiettivo rubare più o meno 500-600 litri di gasolio e non 900 come era stato detto in un primo momento: lo si è visto facendo un inventario più rigoroso dopo il raid della notte scorsa quando oltre al carburante   è stata trafugata una autovasca-satellite assieme alle chiavi di tutti gli automezzi presenti in quel momento nel deposito.

La prima conseguenza visibile per i cittadini è la mancata raccolta che ha già fatto debordare i sacchetti dai cassonetti, visto che si è dovuto lavorare con solo mezzo disponibile per la raccolta nell'intera città.

Ed è questo l'elemento che fa pensare che il furto comunque fatto da gente pratica, e vedremo perchè, non fosse l'unico obiettivo dei malviventi.

I ladri hanno forzato una catena posta al cancello d'ingresso ed hanno successivamente tagliato con il flex  i catenacci di due portoni metallici di ingresso dei magazzini, all'interno dei quali vengono custoditi i mezzi, che non sono del Coinres, ricordiamolo, ma sono dati in uso da un'azienda di Pisa,  la Gorent, che dà una sola chiave agli utenti, in questo caso il Consorzio.

Una operazione ben studiata, da professionisti ci dice uno che incontriamo all'autoparco, dove siamo stati questa mattina, da gente che conosce bene luoghi e abitudini tra cui quella degli autisti di lasciare  inserite le chiavi nel cruscotto 

Oggi infatti, si è dovuto provvedere a sostituire tutti i cilindretti dei quadri elettrici, per potere fare ripartire i mezzi.

Se avessero dovuto usare dei tubi di gomma per succhiare il gasolio sarebbero occorse ore e ore per aspirare tutto quel gasolio , ci fa notare un addetto all'autoparco; se invece l'operazione viene fatta, per esempio, con un motorino, si impiegano una ventina di minuti.

Quindi è chiaro che l'obiettivo primario fosse il carburante, anche perchè l'autovasca, è  l'ipotesi che fa un altro addetto, sarà magari servita per trafugare le taniche: almeno venti-venticinque da 20-25 litri è stato ricalcolato, dopo che sono stati rifatti in mattinata  i calcoli sulla effettiva dotazione di carburante nei mezzi.

E possibile quindi che già nelle prossime ore verrà ritrovata l'autovasca-satellite, mezzo che di fatto  non ha un mercato, magari abbandonata iin qualche trazzera 

Chi ha rubato conosceva anche orari e abitudini e sapeva che in un'area dove non esiste sorveglianza c'è un arco di tempo orario in cui si può comodamente fare quello che si vuole al riparo da occhi indiscreti.

Per non farla lunga, come si suole dire, la mano viene da dentro, quantomeno il basista o qualcosa in più di un semplice basista.

Ma è il messaggio delle chiavi che in questa storia non convince: a chi è inviato? al commissario del Coinres, al sindaco, agli stessi operatori del Coinres?

A margine una notazione: da quanto tempo le autorità sanitarie non verificano le condizioni di salubrità del mercato ortofrutticolo, che, come è noto, è attiguo all'autoparco ?

Lo facciano, e poi ci dicano  se pensano che in Etiopia o in Uganda o in Somalia o in un posto che si trova nel buco più arretrato e povero del mondo si possa tollerare una situazione del tipo di quella che abbiamo visto noi questa mattina.

   

Gravissimo furto all'autoparco comunale: rubato un automezzo nuovo e 900 litri di carburante

Cronaca

Si è verificato ieri notte un gravissimo furto presso l’autoparco comunale.

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Ignoti si sono introdotti nella sede via San Giovanni Bosco, in contrada Incorvino, probabilmente tra le 19 e le 23 di sabato 17 novembre, ed hanno rubato un’auto-vasca nuovissima, il cosiddetto gasolone, hanno poi sottratto tutta la benzina dai mezzi che erano stati da poco riforniti, circa 900 litri di benzina, si sono impadroniti anche di un mezzo satellitare e portato via con loro tutte le chiavi dei mezzi per la raccolta dei rifiuti.

A comunicarlo il sindaco di Bagheria, Vincenzo Lo Meo, immediatamente allertato questa notte.

I tempi ed i modi del colpo fanno pensare a qualcuno che ben conosceva l’auto-parcodichiara il sindaco Lo Meo individui che si sono mossi con certezza ben conoscendo l’organizzazione del servizio ed i locali dove erano custoditi gli autocompattatori”.

Sul luogo è intervenuto anche il responsabile comunale dell’ufficio igiene, Corrado Conti; si sta facendo in queste ore una stima del danno ( che si pensa possa scendere a circa 50.000 euro n.d.r.) che comporterà anche enormi disagi alla raccolta dei rifiuti che già oggi non è stata eseguita, così come non può essere garantita neanche nella giornata di domani, lunedì 19 novembre, dal momento che si devono recuperare tutte le chiavi dei mezzi ed eventuali doppioni.

“Sono profondamente indignato per questo grave episodio dichiara Lo Meo è un furto che non danneggia soltanto ulteriormente le casse del Comune ma anche il regolare svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti per il quale grandi sforzi si erano fatti per garantirne il corretto svolgimento. Gli inquirenti stanno indagando ma è chiaro che l’intento della rapina non è solo il furto fine a se stesso ma anche il voler danneggiare il Comune e creare disordini."

"Mi amareggia, mi sconforta e mi preoccupa quanto accaduto perché è evidente che l’azione mira a destabilizzare, soprattutto in questo momento in cui ci accingiamo ad affrontare il dissesto delle casse comunali. In un periodo in cui la comunità dovrebbe restare compatta ed unita nell’affrontare questo momento di crisi si verifica questo ignobile atto che si ripercuote su tutta la cittadinanza che è quella che alla fine paga.”.

 

Fonte  Ufficio Stampa del Comune di Bagheria

 

   

Ancora l'anonimo napoletano ha consentito il sequestro dell'hashish e l'arresto di Tutino?

Cronaca

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Negli ultimi diciotto mesi sono ormai una decina  i carichi di droga di vario tipo, hashish e cocaina soprattuttto, che, a colpo sicuro, prima la polizia ed ora i carabinieri, hanno sequestrato sull'asse Napoli-Palermo, e quasi tutti, guarda caso in vicinanza dello svincolo autostradale di Bagheria o nel tratto di autostrada tra Bagheria a Palermo.

Non possono considerarsi casuali questi sequestri che ormai superano la tonnellata di peso e svariate decine di milioni di euro di valore al dettaglio.

Nei precedenti sequestri la polizia ha sempre parlato di una telefonata anonima di un uomo dall'inconfondibile accento napoletano che, con dettagli molto circostanziati, segnala la presenza di droghe in furgoni, camion o van per il trasporto di cavalli, come in questo caso

Stavolta a cadere nella rete un bagherese, Giacinto Tutino, commerciante di 56 anni, già noto alle forze dell'ordine per precedenti di reati contro il patrimonio e chiaccherato come vicino ad ambienti mafiosi: un suo familiare, Onofrio Tutino era caduto assieme a Bartolomeo Scaduto sotto  i colpi del piombo mafioso già nel maggio del 1989, mentre prendevano il gelato davanti al Bar Aurora: in quell'occasione fu coinvolto e ferito un bagherese, Carmelo Valenti, colpevole soltanto di trovarsi a quell'ora, era il primo pomeriggio, davanti al bar.

La settimana successiva, in quel clima di violenza, (erano stati una decina i morti ammazzati a Bagheria tra marzo e maggio), si votò per il rinnovo del consiglio comunale, malgrado alcune voci si fossero levate per chiedere il rinvio delle elezioni.

Non è servito al Tutino neanche lo stratagemma di nascondare la droga nell'intercapedine del mezzo e di cercare di confondere le tracce trasportando a vista una grande quantità di letame, per confondere eventualmente il fiuto dei cani.

La soffiata anonima era stata troppo precisa e circostanziata e questo ha spinto i carabinieri ad approfondire le ricerche, smontando l'automezzzo e rinvenendo la droga.

Si conferma un legame tra trafficanti napoletani, (il "Cartello di Scampìa", lo definiscono gli inquirenti, dalle modalità di confezionamento della droga), e trafficanti palermitani: un legamo sempre esistito e sempre solido che ha retto almeno negli ultimi quaranta anni.

nella foto di copertina  immagine di repertorio

   

Il bagherese Gino Tutino arrestato dai Carabinieri con 250 kg di hashish (foto)

Cronaca

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Stanotte sono scattate le manette per TUTINO Giacinto commerciante classe 1956, residente a Bagheria già tratto in arresto per reati contro il patrimonio.

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Il TUTINO è stato bloccato allo svincolo autostradale di Bagheria, mentre era alla guida di un mezzo pesante allestito per il trasporto di cavalli.

L’intervento, scaturito da segnalazione anonima, trovava riscontro nella perquisizione veicolare: in un’intercapedine del vano posteriore del mezzo, carico di escrementi ma non di cavalli, venivano infatti rinvenuti 2500 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di 250 Kg., porzionabili in circa 80.000 dosi (atteso l’elevato principio attivo riscontrato da un primo accertamento tossicologico) per un valore al dettaglio di circa 2.000.000 di  €uro

L’odore degli escrementi avrebbe dovuto consentire di far passare inosservato il mezzo, ma una serie di pannelli posizionati in modo anomalo, dopo una certosina attività di smontaggio, consentiva di giungere allo stupefacente che, per le modalità di confezionamento, sembrerebbe provenire dai “Cartelli di Scampìa”.

Il TUTINO era già noto agli investigatori per le costanti cointeressenze con gli ambienti mafiosi Bagheresi e Palermitani.Sono in corso indagini finalizzate all’individuazione dei canali di smercio della “roba” e di eventuali azioni di controllo esercitate, nello specifico, da Cosa Nostra.

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Palermo, 16 novembre 2012 Ufficio stampa Carabinieri

   

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