L'accusa era pesante: una azienda la Siciltecnica costruzioni  di Luigi Ventura, 37 anni, aveva emesso nei confronti delle imprese edili individuali di Stefano e Giovanni Montalbano, rispettivamenente 61 e 37 anni e per  la ditta di impiantistica di Gaetano Guttadauro, 48 anni, fatture per operazioni mai effettuate,per un totale di oltre 250.000 euro, e che evrebbero consentito nei bilanci 2004 e 2005 delle aziende coinvolte di far figurare oneri fittizi, sostanzialemente per frodare il fisco.

 

Ne da notizia in un articolo sul 'Giornale di Sicilia' di oggi Riccardo Arena, che riferisce che il giudice monocratico Gabriella Natale ha assolto gli imputati con una formula inattaccabile: perchè il fatto non sussiste.

Gli avvocati che difendevano gli imprenditori, Calogero Vella per Guttadauro e Salvatore Petronio per gli altri tre imputati, i Montalbano e Ventura, hanno dimostrato infatti, al di ogni ragionevole dubbio che le fatture si riferivano a lavori effettivamente eseguiti.

E' emerso in dibattimento che la Guardia di Finanza si era limitata in effetti a fare un accertamento esclusivamente sulle carte, non compiendo alcuna verifica sui cantieri dove i lavori erano stati realmente realizzati.

La ditta Ventura, considerata per l'accusa società 'cartiera', aveva in realtà nel 2004, 48 dipendenti, passati a 58 l'anno successivo come dimostrato dal libro paga e dal libro matricola, e che le fatture emesse per quanto riguarda il Guttadauro si riferivano alla reale messa in opera di impianti idraulici in due edifici composti di numerosi appartamenti.

All'ingegnere Giovanni Mineo, al tempo dei fatti capo dell'Ufficio Tecnico del Comune di Santa Flavia, il giudice monocratico del Tribunale di di Termini Imerese, Dario Gallo, ha inflitto tre anni e dieci mesi di reclusione e l'interdizione per due anni dai pubblici uffici.

Per l'ex sindaco di Santa Flavia Antonio Napoli la condanna più pesante, poco meno di quanto richiesto dal pubblico ministero, per una serie di reati che andavano dalla corruzione alla concussione, dalla violenza privata all'abuso d'ufficio e al falso ideologico.

Hanno trovato riscontro nella sentenza le accuse per cui Napoli era stato lo scorso anno, nell'immediata vigilia del voto amministrativo per l'elezione a sindaco di Santa Flavia, rinviato a giudizio.

La sentenza prevista per il 26 di marzo di quest'anno, dopo una serie di rinvii, è stata pronunciata solo oggi.

Sia Antonio Napoli che Giovanni Mineo avevano richiesto il rito abbreviato, che prevede lo sconto della pena di un terzo, mentre l'allora segretario comunale Paolina La Barbera aveva preferito scegliere il rito ordinario; ed il processo avrà inizio il 23 ottobre 2013.

Napoli dovrà inoltre risarcire le parti civili, tra cui il comune di Santa Flavia, difeso dall.avv. Galatolo, Patrizia Li Vigni, il funzionario comunale che si era opposto alla riproposizione di un bando pubblico per la selezione di capo dell'Ufficio Tecnico, oltre che l'ex assessore Gaspare Affatigato, l'ing. Pasquale Cirrincione, il precedente dirigente dell'Ufficio Tecnico, e l'ex consigliere comunale Francesco Restivo, per una somma complessiva di circa 200.000 euro, quale provvisionale immediatamente esecutiva.

Il giudice si è riservato di inviare le carte alla Corte dei Conti per l'eventuale giudizio di responsabilità contabile nei confronti dell'ex sindaco di Santa Flavia.

Naturalmente si tratta di un giudizio di primo grado che potrà essere appellato dai condannati. Antonio Napoli era difeso dagli avv. Nino Caleca e Marcello Montalbano

La vicenda che alcune lettere anonime  e voci di corridoio avevano 'raccontato' quasi in diretta parlavano di un vincitore predestinato per questo incarico di dirigente dell'Ufficio Tecnico, tant'è che un bando che non avrebbe consentito all'ing. Giovanni Mineo, ingegnere elettrico, di potere partecipare alla selezione sarebbe stato ritirato e riproposto con modifiche dei titoli utili per la selezione proprio per  rendere possibile la partecipazione del Mineo.

A ricorrere avverso il bando, nella sua primitiva formulazione, era stato un tecnico Franceso Cicero che era stato collaboratore dello studio di Mineo: Cicero è stato comunque assolto.

Secondo l'accusa Napoli avrebbe anche costretto alle dimissioni il precedente capo dell'Ufficio Tecnico, Pasquale Cirrincione, per rendere libero il posto.

Maxi operazione degli uomini della Guardia Costiera di Porticello, guidati dal Tenente di Vascello (CP) Nicola Silvestri, ai fini della repressione degli illeciti perpetrati alla condotta delle unità da diporto.

Nell’appena trascorso week end sono stati effettuati numerosi controlli in mare ed a terra, presso i punti di ormeggio, in particolar modo sulle unità del tipo acquascooter, al fine di reprimere i comportamenti illeciti messi in atto da soggetti alla condotta di tali unità, che in disprezzo delle benché minime norme di sicurezza solcavano i mari di giurisdizione della Guardia Costiera di Porticello non rispettando le regole di sicurezza ed in particola modo i limiti di navigazione dalla costa.

I controlli, effettuati nell’ambito di tutto il Circondario Marittimo di Porticello, hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria, di un soggetto, per inosservanza delle norme sulla sicurezza marittima, lo stesso nell’effettuare evoluzioni sottocosta, aveva messo a repentaglio la sicurezza di alcuni bagnanti.

Oltre alla denuncia ed una salatissima ammenda allo stesso è stato sequestro l’acquascooter.

Sempre nella giornata odierna sono state elevate sanzioni per complessivi 3.126 euro.

Anche se nel breve periodo, sono di notevole spessore i risultati fin ora ottenuti dal Circomare, con alla guida il Comandante Silvestri, in particolare oltre al sequestro di reti vietate, nel periodo di “allarme” del tonno rosso, il solo Circomare, ha posto sotto sequestro circa 10 tonnellate di tonno rosso, in parte contenente un alto tasso di tossine nocive, al fine di salvaguardare la tutela della salute pubblica.

La Guardia Costiera assicura che i controlli proseguiranno per tutta l’estate e ricorda come tali tipi di comportamento oltre ad essere amministrativamente e penalmente rilevanti non consentono ai bagnanti la serena fruizione delle spiagge mettendo molto spesso a repentaglio la loro sicurezza, che rimane una delle “mission” principali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
 

Una indagine fatta con pedinamenti, appostamenti e riscontri, quella che ha portato i forestali del nucleo di polizia giudiziaria di Bagheria, a denunciare tre bagheresi ed un belmontese per smaltimento illegale di rifiuti: si tratta di Angelo Spanò, 51 anni, Giuseppe e Maurizio Pretesti, rispettivamente di 65 e 33 anni, entrambi residenti a Bagheria, anche se nato il primo a Misilmeri, e Antonino Bisconti nato a Desio ma residente a Belmonte M.

A conclusione dell'operazione è stato anche sequestrato a Santa Flavia un cantiere edile, dove una precedente costruzione era stata demolitae si sarebbe dovuto probabilemnte procedere ad una nuova edificazione.

L'indagine coordinata dalle procure di Termini Imerese e Palerrmo,e coordinata dagli uomini guidati dal comandante Gioacchino Leta, era partita dalla esigenza di arginare il fenomeno delle discariche abusive presenti nel terriotrio di Bagheria.

Erano iniziati pertanto una serie di appostamentie controlli e pedinamenti in vicinanza di acntieri edili, dove certe facce venivano viste molto di frequente,e questo perchè lo smaltimento degli sfabbrcidi anzichè avvenire in discariche controllate avveniva in discariche abusive, con notevoli riduzione dei costi che consentiva di praticare un prezzo più conveniente per i costruttori.

Glia genti della forestale hanno registrato con foto efilameti i camion carichi di sfabbricidi che uscendo dai cantieri si recavano in questa discariche private dove abbandonavano gli sfabbricidi che subito dopo un altro mezzo provvedevaa ricoprire con terra vegetale.

Il sequestro della discarica abusiva di oltre 2000 mq. è avvenuto a Santa Flavia in contrada Consuono: l'indagine ha permesso di quantificare in oltre 1500 mc la quantità di sfabbricidi smaltiti illegalmente.

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