A Proposito del sottopasso ferroviario di Bagheria- di Rosario Martorana

cronaca
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"Sento il dovere, nella mia qualità di ex funzionario tecnico del Comune di Bagheria con responsabilità anche delle manutenzioni stradali, di intervenire dopo l’ennesimo allagamento del sottopasso ferroviario di via Città di Palermo/via Bagnera.


Leggo nel vostro articolo dell’11 novembre u.s. che “ la quantità di acqua caduta in pochi minuti è stata altissima e a contribuire all’allagamento del sottopasso sono stati i detriti e la sporcizia ai margini della sede stradale trasportati dalla forza dell’acqua “.
Orbene i detriti e la sporcizia non hanno contribuito all’allagamento, essi, invece, sono la causa prima del problema.
Bisogna sapere che un solo foglio di carta, soprattutto lucida e resistente come quella dei depliants pubblicitari (tutti noi constatiamo ogni giorno come le nostre strade sono stracolme di depliants dei supermercati e di pubblicità varia lasciati per terra) è sufficiente per fare da tappo sulle caditoie fognarie impedendo la ricezione e il deflusso delle acque piovane.
Tanti anni fa, nella mia qualità di tecnico responsabile, ho provato a risolvere il problema dell’allagamento del sottopasso costruendo (in aggiunta alle caditoie stradali già di notevole portata ricettiva) delle bocche laterali sui marciapiedi e, in aggiunta ancora, delle bocche di ricezione sui marciapiedi sollevate 10/15 centimetri sopra il piano di calpestìo e ciò per evitare che carta, foglie, detriti etc. potessero ancora fare da tappo di chiusura a queste nuove bocche di ricezione aggiuntive;
Lo scopo era quello di non fare aumentare mai il livello d’acqua oltre i 15/20 centimetri rispetto alla sede stradale anche nella considerazione che, nei momenti di pioggia battente o di nubifragi, è impossibile eliminare le fortissime pressioni che si formano all’interno di una fognatura e che sono causa esse stesse di ostruzioni e, quindi, del notevole rallentamento del deflusso delle acque piovane. Nello stesso tempo le nuove bocche aggiuntive servivano da sfiato permettendo la diminuzione delle pressioni all’interno della fognatura.
Pertanto la condizione prima, per l’efficacia di questa soluzione, era che la via Città di Palermo (tutta !) si tenesse pulita e sgombra da carta, foglie, detriti, suppellettili, immondizie etc.
Così è stato! Il problema sembrò risolto!
Quando la via Città di Palermo veniva tenuta pulita, il livello dell’acqua piovana si fermava al massimo a quei 15/20 centimetri dalla sede stradale previsti dalla nostra realizzazione di nuove bocche di deflusso aggiuntive; quando, invece, veniva trascurata la pulizia il livello dell’acqua si alzava sino ai limiti preoccupanti di qualche giorno fa.
Ricordo che nei casi di massima criticità con allagamento del sottopasso oltre i limiti, successivamente si raccoglieva più di un camion intero di carta, foglie, detriti, immondizia, suppellettili e quant’altro.
Lo scopo di questo mio intervento è quello di evitare spese inutili, specie se rilevanti, così come ho letto nello stesso articolo, e di dare qualche consiglio ( ove si è disposti ad accettare consigli).
Voglio solo consigliare, per la via Città di Palermo, che è imprescindibile, con l’avvicinarsi delle stagioni delle piogge, una pulizia quotidiana, da cima a fondo, della suddetta via sino alla SS. 113.
L’attenzione che bisogna dare a questa via deve essere alla stregua del corso Umberto; solo così si otterrà il risultato sperato e si eviteranno ulteriori criticità ed eventuali ulteriori spese inutili.
Mi permetto, altresì, di segnalare pochi altri punti critici strategici, sapendo bene che non sono solo questi:
- Corso B. Scaduto, che diventa un fiume in piena a causa della mancata pulizia della strada e delle caditoie fognarie ;
- Via Fiume d’Italia, ricettore di tutte le acque di scorrimento di Corso B. Scaduto e della litoranea Aspra/Mongerbino (forse non a sproposito è stato dato il nome di “fiume”); immaginate cosa poteva essere il punto più basso della via che si incontra con la piazza C. Colombo; i proprietari del chiosco, ubicato proprio lì, sono testimoni per i tanti danni subiti, ma, soprattutto, per le continue paure e preoccupazioni ogni qualvolta veniva giù un temporale. Per evitare questi pericoli, sono stati creati lungo la via degli sbarramenti, solo per le acque piovane, collegati direttamente alla battigia e sino alla piazza C. Colombo (davanti al chiosco). Occorre, pertanto, un continuo controllo dei pozzetti assicurandosi dell’effettiva pulizia ed efficienza degli stessi.
- Quadrivio via Mattarella/via N. Bixio, quasi sempre allagato; assicurarsi dell’effettiva pulizia ed efficienza dei pozzetti e delle strade. Lo stesso problema per il crocevia corso Butera - via Consolare.
Penso che sia sufficiente garantire un efficiente controllo di questi “luoghi critici” e provvedere a risolvere le inevitabili e legittime richieste di interventi fognari da parte dei cittadini.
E’ necessario, poi, predisporre un progetto di adeguamento e potenziamento del piano fognario dell’intera città (esistente e non completamente realizzato).
Devo ricordare, al riguardo, che tutto questo passa attraverso il “Piano Triennale delle OO.PP.” (unico vero studio programmatico delle opere necessarie per la città) ed il “Bilancio Comunale” (strumento indispensabile per l’attuazione dei programmi) che non risultano essere stati redatti ed approvati dall’Amministrazione. Diversamente sono solo parole".

Geometra Rosario Martorana

12 novembre 2017

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Foto: in copertina il sottopasso a Maggio 2015. Il basso: il sottopasso a novembre 2015, a ottobre 2016 e a novembre 2017.