Tragedia di Casteldaccia, l'unico superstite della villetta racconta: «in pochi istanti è stato l'inferno»

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 E' terrificante il racconto fatto agli inquirenti dell'uomo supertite della tragedia di Casteldaccia, dove ieri sera a causa dell'esondazione del fiume Milicia sono morte 9 persone all'interno di una villa al piano terra in contrada Cavallaro.

 L’uomo salvatosi solo perché è riuscito a salire su un albero, è stato accompagnato nella notte in ospedale per un controllo, ma non avendo riportato ferite, questa mattina ha preteso di tornare nel luogo della tragedia dove sono morti nove parenti, tra cui due bimbi di uno e tre anni, oltre a un ragazzo di 15 anni. Sono state scene drammatiche e di enorme disperazione. Tutta la comunità è sconvolta e attonita da questa tragedia senza precendenti.

«E' successo tutto in pochi secondi, all'improvviso l’acqua e il fango hanno sfondato i vetri e  le imposte. Non abbiamo aveuto il tempo di capire e reagire. In pochi istanti l’acqua ha raggiuntoquasi il soffitto. Io sono riuscito a sfuggire e salire sull'albero. Solo per questo mi sono salvato, è stato un inferno». E’ quanto ha riferito l'uomo agli inquirenti: la Procura di Termini Imerese ha infatti aperto un’inchiesta sulla tragedia ed al momento il fascicolo è contro ignoti e senza ipotesi di reato.

Secondo una prima ricostruzione, la villa sarebbe stata sommersa dal fango e dall'acqua a causa della esondazione del Fiume Milicia.  La villetta, che si trova a poca distanza dall'argine del fiume, e che si sviluppa al piano terra, è stata sommerso dall'acqua e dal fago in pochi istanti senza lasciare scampo ai suoi occupanti.