Chiesto il rinvio a giudizio per il jihadista di Aspra Giuseppe Frittitta, ha collaborato con i magistrati

Chiesto il rinvio a giudizio per il jihadista di Aspra Giuseppe Frittitta, ha collaborato con i magistrati

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La Procura di Palermo ha chiuso l'indagine e chiederà il rinvio a giudizio di Giuseppe Frittitta, 25 anni, originario di Aspra frazione di Bagheria da anni residente in Lombardia e del marocchino di 18 anni Ossama Gafhir, accusati a vario titolo di istigazione a commettere reati di terrorismo e autoaddestramento per commettere atti terroristici.

A entrambi è stato notificato l'avviso di conclusione dell'inchiesta. Frittitta, convertito all'Islam, e Ghafir, fondamentalista islamico, progettavano di andare a combattere con l'esercito dell'Isis in Siria e Turchia. I due si sono conosciuti su internet. Il giovane marocchino avrebbe spinto Frittitta alla "radicalizzazione".Giuseppe Frittitta è il primo “radicalizzato” italiano a collaborare con la giustizia, colaborazione che è risultata essere decisiva nell'avanzamento delleindagini su cellule terroristiche in italia  e all'estero. 

Nei verbali ricostruisce la sua storia che inizia con la conversione all'Islam e sfocia nell'istigazione al terrorismo. Lui stesso raconta nei verbali ai magistrati come  avvenuta la sua radicalizzazione La radicalizzazione di Frittitta comincia su Facebook. Nella piazza virtuale gira di tutto. Vi si affacciano i buoni, ma anche i cattivi: “Ammetto di avere visto video inneggianti a Daesh perché mi piacevano le loro idee e li ammiravo come combattenti. Io pensavo che combattessero per difendere i bambini che erano vittime di bombardamenti in Siria e mi suscitavano rabbia e avevo deciso di partire per la Siria”. 

“La conoscenza di Ghafir nasceva su Facebook o su Whatsapp per il tramite di omissis - mette a verbale il palermitano -. È stato quest'ultimo a indottrinarci. Mi sono avvicinato all'Islam dapprima per la parte religiosa poi per quella politica. Ho cominciato a leggere il Corano e mi sono ritrovato in alcuni concetti ideologici dell'Islam. Il primo gruppo a cui ho aderito si chiama 'Siamo fieri di essere musulmani'... nel momento in cui ho conosciuto omissis è stato questi che mi ha avvicinato all'Isis dandomi un'interpretazione di alcune regole dell'Islam. Ghafir mi diceva che i veri mujahidin erano quelli di Daesh perché loro erano l'unica setta salvata che avrebbe avuto accesso al paradiso. Mi diceva che dovevamo recarci a combattere”.

Dopo poco tempo Frittitta diventa una pedina di una rete di contatti che cresce di numero quando si trasferisce nel Nord Italia, a Monza. Racconta di persone che vivono a Novara e Milano, ma anche in Svizzera, negli Stati Uniti e in Germania. Parla di “un sapiente molto conosciuto negli Usa che è stato arrestato perché vicino all'Isis e omissis lo seguiva particolarmente... era un seguace di Anwar Al Aulaki che era un esponente di Al Quaeda”.

Frittitta ha anche avuto per alcuni mesi rapporti, tramite il web, con una jihadista americana che vive negli Usa che gli forniva indicazioni riservate sulle zone teatro delle battaglie dell'Isis. Gli inquirenti stanno cercando di identificarla. L'inchiesta, coordinata dal pm Geri Ferrara, ha preso il via dal palermitano, convertito all'Islam e tenuto sotto controllo dalla Digos per i suoi rapporti con alcuni personaggi sospetti che frequentavano la moschea di Villabate.

Monitorando le sue attività sui social i pm hanno scoperto i suoi legami col giovane marocchino, appena 18enne, che lo aveva spinto a radicalizzarsi. I due postavano video e foto inneggianti alla jihad e alla eliminazione degli infedeli, si allenavamo duramente per arruolarsi e andare a combattere con l'Isis in Siria.

Ansa