La villa del boss Carlo Guttadauro ad Aspra va demolita, il Cga rigetta la sospensiva del TAR

La villa del boss Carlo Guttadauro ad Aspra va demolita, il Cga rigetta la sospensiva del TAR

cronaca
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Bagheria - La casa del boss Carlo Guttadauro è costruita entro i 150 metri dal mare di Aspra, lì dove vige un divieto assoluto di costruzione, e sarà abbattuta, lo ha deciso il Cga respingendo la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar.

Davanti al Tar i proprietari avevano chiesto l’annullamento di tutti gli atti della pratica. Nel 2018 il Comune di Bagheria, quando sindaco era Patrizio Cinque, ha deciso l’annullamento in autotutela della concessione edilizia in sanatoria emessa nel 2012, avendo riscontrato delle irregolarità, dando seguito all'atto con un ordine di demolizione e una sanzione di 20 mila euro. L'immobile è di proprietà degli eredi di Carlo Guttadauro - foto -,  già condannato per mafia. 

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Non è finita qui. L’ente ha acquisito l’immobile e ha avviato le pratiche per la demolizione. I proprietari hanno fatto ricorso al Tar. Secondo i giudici di primo grado, però, le richieste di annullamento non erano fondate e l'immobile poteva essere demolito. I titolari si sono dunque rivolti al Cga, chiedendo, nell'attesa del giudizio di merito, la sospensive del via libera alla demolizione. Una richiesta ora non accolta dal collegio di secondo grado composto da Claudio Contessa, Hadrian Simonetti, Nicola Graviano, Elisa Maria Antonia Nuara e Antonino Caleca.

In particolare per i magistrati non solo l’immobile “ricade in zona sottoposta al vincolo di in edificabilità assoluta” ma non risulterebbe neanche provato il fatto che la casa coinciderebbe con un piccolo capannone agricolo esistente già nel 1989. Dalle immagini del satellte si papura invece che l'edificio fino al 2003 non esisteva e i lavori sono cominciati nel 2004.Nel 2004 d’altronde la proprietaria ha dichiarato che i lavori erano finiti nel gennaio di quell’anno, “in data - commentano i giudici - di gran lunga posteriore a quella in cui era stato fissato il vincolo di in edificabilità entro i 150 metri dalla costa”. La legge che decide un tale divieto infatti è del 1976.

Il rigetto della sospensiva da parte del Cga anticipa il giudizio di merito, atteso per il prossimo 20 febbraio. Di sicuro sin d'ora il Comune può dare seguito alla demolizione della villa del boss, fratello di Giuseppe Guttadauro, capomafia di Brancaccio, e di Filippo, postino di Bernardo Provenzano e cognato di Matteo Messina Denaro.

Foto archivio