Il Professore Bagherese Antonio Martorana poteva essere salvato, medici negligenti a Treviso

Il Professore Bagherese Antonio Martorana poteva essere salvato, medici negligenti a Treviso

cronaca
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Il 19 agosto dell’anno scorso avevamo riportato la notizia dell’improvvisa scomparsa del bagherese prof. Antonio Martorana, avevamo tracciato di lui un profilo di orgoglio bagherese sia culturale che umano. Ebbene oggi apprendiamo che, se non si fossero verificati profili di negligenza dei medici ospedalieri, la sua morte poteva essere evitata!


Questo è il responso dei medici legali nominati dalla Procura di Treviso.
La notizia è riportata ampiamente dal Gazzettino di Treviso il 9 febbraio scorso e, non senza rammarico, ve la riproponiamo integralmente:

Professore morto: «Medici negligenti, poteva essere salvato» NORDEST > TREVISO Domenica 9 Febbraio 2020 di Giuliano Pavan

«Se i profili di negligenza non si fossero verificati, Antonio Martorana non sarebbe deceduto, in termini di elevatissima probabilità». Lascia spazio a pochi dubbi la relazione firmata dal medico legale Antonello Cirnelli, dalla radiologa Maria Elisabetta Mancini e dal cardiochiurgo Giorgia Bonalumi, incaricati dalla Procura di Treviso di effettuare l'autopsia sul corpo dell'ex professore 78enne, palermitano di Bagheria ma residente a Cessalto, morto il 14 agosto scorso all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Sul decesso, il pm Francesca Torri aveva aperto un fascicolo dopo una denuncia presentata dalla famiglia di Martorana, ex insegnante di chimica all'Agrario di Conegliano dove tra i vari alunni ha avuto anche l'attuale governatore del veneto, Luca Zaia

LA RELAZIONE
Gli esiti dell'autopsia hanno confermato che il 78enne è deceduto per una dissezione aortica ascendente. Nel 40% dei casi è letale e il decesso è praticamente immediato. Chi sopravvive all'evento iniziale (come in questo caso, ndr) può ricevere un valido trattamento chirurgico e in questi pazienti, scrive il collegio di professionisti, «la velocità di diagnosi e terapia (chirurgica) rappresentano un parametro fondamentale per la loro salvezza». Nella relazione si sottolinea come, in un paziente non più giovane che si presenta in pronto soccorso con un dolore toracico, il sospetto diagnostico della dissezione aortica va sempre affrontato con zelo e tempestività. Cosa che, secondo la perizia, non è stata fatta. Una dottoressa, escluse le ipotesi di infarto miocardico e di embolia polmonare, si era posta il dubbio della dissezione aortica, ma è stata sviata da alcuni colleghi, accusati nella perizia di «colpa omissiva per grave negligenza».

IL FATTO
La mattina del 13 agosto il 78enne ha telefonato al medico di base segnalando problemi di vomito, tachicardia e malessere generale. Finisce al pronto soccorso di Oderzo, dove viene raggiunto dalla figlia Elena e dal marito Igor Zornitta verso le 16, quando il medico decide di trasferirlo a Treviso: aveva un ingrossamento dell'aorta con versamento e insufficienza renale. Ai familiari non è stata segnalata alcuna urgenza e pertanto figlia e marito sono tornati a casa. L'indomani mattina un medico lo ha visitato. Ma alle 4.30 del 14 agosto è arrivata la telefonata ai parenti: «Venite subito». Antonio Martorana era già morto. 
Si può accettare che la vita di un uomo possa essere spezzata per pura negligenza?
Certamente NO. Peccato!