Il Museo Guttuso come la trama di un film - di Ezio Pagano

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La querelle sul Museo Guttuso che vede come attori da una parte il dott. Fabio Carapezza Guttuso e dall’altra l’assessore Romina Aiello e il sindaco Patrizio Cinque, può avere una soluzione!


Se fosse la trama di un film sarebbe certamente un film “impegnato”. Infatti, gli attori chiamati a partecipare a questa commedia sono personaggi complessi e di primo piano, ma questo è un vezzo del nostro occulto “autore-regista-protagonista” che ha affidato una parte persino a Lucio Amelio, gallerista e fine intellettuale partenopeo passato a miglior vita da oltre vent’anni. E quindi si finisce per non dibattere più sui problemi attuali del museo Guttuso ma piuttosto su quelli della sua farsa.
Ma torniamo alla realtà e, parliamo del museo Guttuso per dire senza nasconderci dietro un dito che il museo non si è mai distinto per la sua direzione, questo è noto, almeno tra gli addetti ai lavori. Come pure, parlare tout court del consulente Adalberto Catanzaro come del male assoluto è sbagliato. Il problema casomai sta nell’assenza di esperienza sia del consulente che di chi lo ha voluto a questo compito. E preciso che quando parlo di esperienza mi riferisco alla conoscenza acquisita nel tempo direttamente dai fatti, e non ad altro, dato che mettere in dubbio l’intelligenza di Catanzaro, come pure quella dell’assessore, sarebbe un pretestuoso errore.
Ma andiamo per ordine: Il direttore del museo Guttuso è stato esautorato dall’incarico per vie naturali, ovvero andando in quiescenza e, visto che agli amici del sindaco piace guardare avanti, lasciamoci dietro la gestione precedente, compreso l’ultimo progetto espositivo e, parliamo del futuro del Museo che da sbandierati proclami giornalistici pare stia a cuore a tutti. E dato che al giovane consulente non mancano intelligenza ed energia, per buona pace dell'assessore Romina Aiello, è possibile che questo abbia un ruolo? A mio parere si! Quale? Non è conveniente dirlo in questa sede. Ma prima sarà necessario coprire il posto di direttore del museo. Da chi, e come, visto che al momento il comune non può indire concorsi? Anche qui occorre un tavolo di discussione. E potremmo andare avanti parlando anche del Comitato direttivo e delle diverse Amministrazioni che non condividendo gli accordi esistenti ne vogliono fare sempre dei nuovi. Ma anche qui servono le carte e un tavolo di trattativa. Solo con un tavolo di veri esperti, si potrebbe avviare una discussione e trovare una nuova forma di gestione. Infatti, è da tempo che sostengo la possibilità di staccare la collezione Guttuso dal resto delle opere dedicandogli un intero piano della villa, lasciando così l’altro piano alla galleria d’arte moderna e contemporanea, mentre il piano terra rimarrebbe per le esposizioni temporanee.
Chi potrebbe trarne beneficio da questo “tavolo”? Tutti!
La cittadinanza di Bagheria
I fruitori d’arte
L’Amministrazione Comunale
L’Archivio Guttuso
Con l’auspicio che dagli insulti sulla carta stampata si possa passare direttamente alla spartizione di lodi, senza dover transitare prima dalle carte bollate, auguro buona fortuna al museo.

Ezio Pagano