La casa dei sette ponti- di Giuseppe Gargano

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“Mi sembrava davvero che quella casa ci stesse aspettando. Perchè anche le case aspettano i loro inquilini, sopravvivono anni lontano da noi e poi aprono le loro braccia di porte e di persiane a una giovane coppia, a due scemi che tremano di felicità.”

Mauro Corona, ne “La casa dei sette ponti”, ci porta nella provincia di Prato, trasformata da industriosa cittadina italiana a provincia cinese. Tutto in quella zona, aveva assunto un che di segreto e misterioso, come la luna che ha un lato oscuro che non mostra a nessuno.
Percorrendo la strada che porta nella città della seta, non si possono non notare, alberi ritorti e pieni di tristezza, posti su pendii scabri osservando i loro fratelli più fortunati che godono della meraviglia di un posto unico come l’Abetone. E allora piangono, come in eterna penitenza, piangono e bagnano la strada, e chi passa, ignaro, pensa che stia piovendo. Un viaggio attraverso gente che ancora riesce a parlare con lo sguardo ed ha la sana abitudine di ascoltare e non solo di sentire.
“ Impiantati come larici sui costoni”, tra disagi e fatiche, gli ultimi abitanti rimasti, tengono alta la tradizione di un paese, mentre altri, sentendo un profondo senso di evasione fuggivano via o si richiudevano in se stessi a guardare le stelle nel meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti la voce della natura.
Sullo sfondo del racconto costantemente presente quella casa, che accompagna e incuriosisce a ragione, il lettore fin dall’inizio. Ormai da tempo abbandonata con il tetto pieno di teli colorati, dall’aspetto disabitato ma con i comignoli sempre fumanti, come se fantasmi discreti si fossero stabiliti all'interno.
Un imprenditore, al quale Corona volutamente non da ne un nome ne un cognome, in modo che possa essere ogni lettore, percorre spesso quella strada ed incuriosito dei comignoli fumanti, decide di entrare. All’interno due vecchi, che alla richiesta dell’imprenditore di visitare la casa, replicano : prima deve attraversare a piedi i sette ponti, per poi sparire dopo aver chiuso e bloccato il portone.
Ciascuno di noi ha sette ponti da attraversare, ma quelli dell’imprenditore sono pieni di visioni ed ogni ponte è un ritaglio di un racconto, la storia affascinante di quella casa che aveva accolto il mestiere più antico del mondo e che altro non è che il diario del suo passato, cosa scoprirà il nostro ricercatore? Un ponte è un punto di sutura tra due separazioni. Buona lettura
”La cosa importante è non smettere mai di domandare. La curiosità ha il suo motivo di esistere. Non si può fare altro che restare stupiti quando si contemplano i misteri dell’eternità, della vita, della struttura meravigliosa della realtà. È sufficiente se si cerca di comprendere soltanto un poco di questo mistero tutti i giorni. Non perdere mai una sacra curiosità.”

 Giuseppe Gargano