Museum ed Ezio Pagano: binomio inscindibile nella realtà artistica contemporanea

cultura
Typography

di Anna Maria Ruta. Il museo è il tempio delle Muse, il luogo delle Arti, del Bello, un luogo sacro, deputato in passato solo alla conservazione e alla protezione delle opere d'arte, oggi sede di fruizione culturale in un'accezione molto più ampia, perfino nel tempo: conserva anche l'arte contemporanea, facendone oggetto di culto e di studio approfondito.

Il Museum di Bagheria, centro di poesia, come la definiva Marinetti negli anni ‘30, e d'arte tout court, come può dirsi oggi, è uno di questi luoghi sacri, che fa anche riflettere sulla stessa città che lo ospita, una città che non smette di sorprendere per le viva- ci intelligenze e straordinarie personalità creative, note in Italia e nel mondo, che ha generato nel tempo.

Ezio Pagano è una di queste per l'opera di risveglio e di rinnovamento culturale portata avanti attraverso l'instancabile azione di scoperta e di messa in luce di tanti artisti, che ha proposto 16 all'attenzione critica e pubblica negli anni, nelle varie situazioni espositive delle sue gallerie e per la carica culturale emozionale e quindi concreta istillata nella sua città, fin dalla sua prima giovinezza, da quando ancora in calzoncini corti ha cominciato a frequentare Ignazio Buttitta, Renato Guttuso, Ferdinando Scianna, Peppuccio Tornatore. Con loro parlava, si confrontava, imparava, mentre il suo DNA lo spingeva all'azione, al fare.

Così, tra il 1965 e il '66, inaugura, ricavandola da un'antica casa bagherese, la Galleria dell'Alcova, titolo suggeritogli da Ignazio Buttitta, mentre il logo viene ideato dall'allora giovane pittore Raffaello Piraino. Non è soddisfatto e inventa una seconda galleria, Centro Uno delle Arti, nell'angolo di un negozio di cornici, che vende anche quadri e riproduzioni. Ma non c'è due senza tre, si dice, e sempre negli anni '60 ne apre una terza di galleria, più importante, Il Nibbio, nel quartiere nuovo della Città, inaugurata da Renato Guttuso, dal Sindaco e da don Armando Trigona della Floresta. Bisogna aspettare poi i primi anni '80, perché un'altra galleria, Il Poliedro, divenuta presto Galleria Ezio Pagano, consolidi Ezio nel territorio palermitano e oltre come uno dei punti di riferimento per la conoscenza dell'arte contemporanea.

Questa storia oggi è più leggibile, per la capillare opera di ricerca e pulitura di carte accumulate negli anni e recentemente venute alla luce, che consentono di ricostruire con maggiore precisione e con documenti d'epoca l'articolata storia del suo lavoro galleristico. Pagano non si ferma lì e fa costruire un edi- ficio in cui crea la sua nuova casa e in cui, con una articolata gestazione che dall'ideazione del 1990 arriva alla realizzazione solo nel 1997, organizza una struttura museale propria, Museum. Osservatorio per l'Arte contemporanea in Sicilia, che diventa subito un polo d'attrazione, noto in tutta l'Italia e all'estero e in cui Pagano convoglia tutto il materiale raccolto, artistico e documentario, da far fruire ad un pubblico attento, da fare utilizzare alle giovani generazioni in vena di studio e da lasciare ai posteri a testimonianza dell'importante patrimonio artistico accumulatosi nell'isola anche e soprattutto nel recente passato: senza l'assillo di delineare per forza lo stereotipo di un'identità artistica isolana, ma nella volontà di documentare soprattutto la quantità stragrande di nomi e di esperienze che l'isola ha generato e continua a generare, capaci di confrontarsi, senza sfigurare, con le più note realtà nazionali e internazionali. Che poi da questo possa venir fuori un profilo identitario dell'arte isolana è un'ulteriore conquista non da poco.

La Sicilia è terra di attraversamenti e di passaggi al centro del Mediterraneo, - dice Pagano - vittima di varie colonizzazioni, da cui tuttavia è derivato anche qualcosa di positivo, nel flusso e riflusso di merci e di intelligenze, di bene economico e di spirito creativo: le varie sovrapposizioni culturali che vi si sono stratificate, hanno favorito il nascere di idee e di opere d'arte, infiammate dalla luce e dai colori dell'isola, hanno consentito l'avanzata di letterati e di artisti, tutti di notevole spessore, ma nell'assenza di gruppi intellettuali capaci di svolgere la funzione di forza centripeta, di polo di rinnovamento, molti giovani artisti, per affermarsi, sono stati costretti ad emigrare e a cercare altrove, in centri economicamente solidi, puntelli e strumenti idonei alla propria notorietà.

Il lavoro di Pagano allora è volto a scandagliare e archiviare tutte le personalità di artisti che la sua terra ha generato nel contemporaneo, anche le più nascoste, anche quelle che non operano più qui, ma nel mondo, gli artisti emigrati, e la sua attenzione è volta perfino a quelli che, stranieri, si fermano a creare nell'isola. Museum è allora il nodo di una rete, in cui confluiscono esempi e testimonianze delle più importanti correnti artistiche dal dopoguerra ad oggi, unico tempio dell'arte contemporanea a Palermo e in Sicilia fino a poco tempo fa, nell'assenza di simili realtà museali. Oggi ce ne sono tante, anche private, divenute Fondazioni, ma non sempre con mostre permanenti: c'è Gibellina, cui Ludovico Corrao ha cominciato a pensare dopo il tragico terremoto della Valle del Belice, che lo ha fatto incontrare con Pagano, che un Museo di tal genere ideava già men- talmente dai primissimi anni '60, e quel particolarissimo, ma parziale museo che è la Fiumara d'Arte di Antonio Presti a Tusa. A Palermo c'é il Museo Riso, ancora tuttavia non funzionante come tale e si attende il Museo Comunale di Arte Contemporanea; a Catania ci sono la Fondazione Puglisi- Cosentino e la Fondazione Brodbeck, ma non sono, almeno non ancora, Musei permanenti, mentre lo è invece quello straordinario museo d'arte dal dopoguerra ad oggi che è Epicentro, a Gala di Barcellona Pozzo di Gotto, nato ne1994, che testimonia un interessante percorso d'arte con- temporanea attraverso mattonelle di ceramica, create appositamente dai più significativi artisti.

Ezio Pagano ha organizzato oltre un centinaio di mostre in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, Brasile, Argentina, Venezuela, in Cina perfino con opere di Pablo Picasso (serie erotica), Salvador Dalì, Graham Sutherland, Renato Guttuso, Carla Accardi, Valerio Adami, Lorenzo Viani, Emilio Vedova, Titina Maselli, Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Fosco Maraini, Giuseppe Tornatore, Ferdinando Scianna, Leo Matiz, José Morea, Hsiao Chin, con cui ha intessuto rapporti di profonda amicizia. Non dimentica gli incontri con Giorgio De Chirico al Caffè Greco di Roma, con Primo Conti nella sua casa-studio di Fiesole, con Sebastian Matta e Balthus a Bagheria, con Franchina e Turcato, con Consagra e con Palma Bucarelli, che paragona il suo Museo per la «cura e la raffinatezza» al Barnes di Filadelfia.

Un rapporto unico ha avuto con Renato Guttuso, di cui celebra il settantesimo compleanno con la pubblicazione di un libro dedicato al periodo giovanile e per cui organizza per la Provincia regio- nale di Palermo, a palazzo Comitini, la storica mostra, Guttuso e la Sicilia, e con Sal Scarpitta, con il quale vantava un'amicizia straordinaria e forse una lontana parentela, ma si gloria di aver conosciuto Bruno Bischofberger che lo viene a trovare a Bagheria e Leo Castelli che va ad incontrare a New York, tra i più grandi galleristi del mondo, rapporti tutti che gli hanno consentito di mettere insieme le opere di Museum, un percorso che attraversa tutte le maggiori correnti dell'arte contemporanea aprendosi con quel Virgole (1981) di Carla Accardi, che crea subito, all'ingresso, un forte impatto emotivo nel visitatore attento, spingendolo ad inoltrarsi con curiosità e rispetto nei meandri di iter che da Antonio Sanfilippo e Pietro Consagra passano per Nino Franchina e Franco Cannilla, per Piero Guccione, Renato Guttuso e Sebastiano Carta, per Pupino Samonà e l'amato Sal Scarpitta con la straordinaria Egg walker, per Emilio Isgrò e Turi Simeti, ma non mancano maestri come Mimì Lazzaro, Pippo Rizzo, Elio Marchegiani, gli anacronisti Piruca e Abate, Pino Pinelli, Paolo Scirpa, Filippo Scroppo e i grandi fotografi siciliani Giuseppe Tornatore, Ferdinando Scianna e il bagherese a metà Fosco Maraini, con quel toccante ritratto di Bernard Berenson a villa Palagonia del '53 e le venti fotografie di Frida Kahlo scattate da Leo Matiz.

Ma ci sono poi quasi tutti i nomi di quelli che hanno fatto l'arte in Sicilia negli ultimi decenni e le recenti acquisizioni del Museo per donazioni come quella importante dello scultore Augusto Perez. Pagano è un uomo sereno, dalla parola fluida e puntuale - è stato anche poeta - ed ama raccontare con ampiezza di particolari le vicende complesse e articolate di una vita varia, mossa, che lo hanno portato ad essere quello che è, un gallerista noto nel mondo, un uomo che fa cultura, oltre che con l'attività espositiva e museale, anche come editore con la collana dei Tascabili dell'Arte, ideata nel 1984 come supporto alle mostre da lui allestite, de I quaderni dell'Arte e di una serie di videocataloghi.

Ma fonda anche nel 1985 l'Associazione Artecontemporanea, nell'89 con il sempre compianto Filiberto Menna il movimento Pittura-Scrittura-Scultura e nel '93 con altri bagheresi l'Istituto per la promozione del patrimonio culturale di Bagheria, dal 2001 al 2004 organizza con Eva di Stefano tre cicli di importanti conferenze, che hanno consentito di ascoltare a Bagheria la parola di Gillo Dorfles, cui ha fatto conferire la cittadinanza onoraria dal Comune per l'impulso dato alla cultura della città, di Enrico Crispolti, di Vittorio Fagone, Re- nato Barilli, Emilio Isgrò, Piero Guccione e di altri. Per il futuro Pagano vuole potenziare il lavoro che sta svolgendo, un lavoro in progress, cui collaborano anche gli studenti, (ha stipulato una convenzione sia con la Scuola di specializzazione in Arte Contemporanea con l'Università di Siena sia con la Cattedra di Arte Contemporanea della Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo), un lavoro di ricerca, di ar- chiviazione e di studio attorno all' A.S.A.S. (Archivio Storico Artisti Siciliani), che attualmente registra già 3806 nomi di artisti siciliani dal 1880 al 1980 con relativa scheda informativa e bibliografica.

Un lavoro prezioso, di grande utilità, cui nonpotrà non attingere chiunque faccia ricerca o voglia sem- plicemente conoscere la realtà artistica contemporanea della Sicilia. Meritati, dunque, tutti i premi e i riconoscimenti assegnatigli in Italia (è vice-presidente del CRASES, CentroRegionale Attività Socio-culturali all'Estero e in Sicilia) e so- prattutto all'estero, in particolare in Australia e in Argentina, dove è molto stimato e conosciuto (cittadinanza onoraria della città di Valencia del Venezuela, partecipazione su invito, unico straniero, al Forum di tutti i direttori dei musei argentini per la progettazione di una Biennale d'Arte, riconoscimento della Camera dei deputati argentina). Un siciliano illustre Pagano, come tanti ce ne sono nel mondo, che vanno "scovati" e messi in adeguata luce.

MUSEUM
Osservatorio per l'Arte Contemporanea in Sicilia

Via Luigi Cherubini, 12 - 90011 Bagheria (PA)
www.museum-bagheria.it