Caro dott. Amadore: guardiamoci dai pregiudizi

Politica
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Caro dott. Amadore, è facilmente verificabile che il suo articolo peccasse sicuramente di cattive informazioni e di rilevanti pregiudizi sulla città di Bagheria e sulla attuale amministrazione che la governa .
Sinistra Democratica ritiene che per rispetto alla deontologia professionale e soprattutto a quanto dovuto ad una città di 60 mila abitanti, Lei debba prendere attenta nota di quanto segue, per poter approntare una doverosa ed efficace rettifica.

1. La dottoressa Marina Marino responsabile dell’ufficio tecnico comunale non ha vinto nessuna selezione pubblica, è a Bagheria su incarico di questa amministrazione di centro sinistra guidata dal Sindaco Biagio Sciortino. Ella fu segnalata al precedente sindaco Fricano dall’allora partito dei D.S.
2. L’atto in questione, presentato in aula dall’assessore all’urbanistica e voluto fortemente da quest’amministrazione e dal suo Sindaco conteneva un preciso indirizzo teso a recuperare il bene “ex poste”, alla pubblica utilità.
3. In consiglio comunale e di fronte alle telecamere gli unici interventi che hanno posto l’accento sulle lettere riservate del Prefetto e sui rapporti di parentela con mafiosi degli attuali proprietari, sulle gravi assenze dei consiglieri di maggioranza e di opposizione e sulle ancora più gravi conseguenze che il diniego dell’atto avrebbe potuto avere, sono stati quelli di Sinistra democratica.
4. E’ stata Sinistra Democratica, il giorno dopo il voto, ad avere chiesto di concerto con il Sindaco e con tutte le forze di maggioranza la redazione di un documento a firma di tutti i consiglieri di maggioranza e di tutti gli assessori, di solidarietà ai cinque consiglieri di maggioranza rimasti in aula (i due di S.D. e tre su sei del P.D.) ma anche per ripresentare l’atto in consiglio, pena l’uscita dalla maggioranza e la richiesta di dimissioni del Sindaco.


• Questi i fatti caro dott. Amadore. Certo rimane l’esito del voto in aula, ma sbaglia chi crede di poter rileggere questa come una città del silenzio e dell’omertà dove tutta la politica si omologa e sottostà all’interesse dei privati o peggio ancora a quelli della mafia. Qui la sinistra, forza di governo, rappresentata da Sinistra Democratica, che ha raccolto la migliore tradizione del PCI di Li Causi e di La Torre, di quel partito cioè che seppe condurre battaglie forti e coraggiose negli anni della guerra di mafia, in cui si negava persino con i morti per strada l’esistenza della mafia, così come anche ampi settori della società civile e del mondo cattolico, hanno sempre combattuto questa battaglia a viso aperto, e con orgoglio e lealtà continueranno a farlo, confidando di allargare sempre di più il fronte.


• La città, intesa come classe politica, ha ancora bisogno di far crescere i suoi gruppi dirigenti, di stimolare ancora le coscienze di unirsi e confrontarsi di più con le forze sociali , sindacali, con la stragrande maggioranza dei cittadini onesti e delle forze sane, ma nessuno può permettersi , su questi temi, inopportune e sbagliate fughe in avanti , a discapito di tutti e di tutto ciò che di buono con grande sforzo e grande serietà questa amministrazione sta compiendo. Una cosa è certa Bagheria, non ha nessun bisogno, di ulteriori scioglimenti commissariali.


• Sinistra Democratica nel metterle a disposizione la registrazione integrale della seduta consiliare sarebbe ben lieta di averla presto a Bagheria per un’azione di chiarimento e collaborazione che serva alla città per continuare sulla strada intrapresa di liberazione dalla mafia, missione a cui stampa e giornalisti devono poter dare man forte nella assoluta libertà di opinione , ma sempre nella certezza del rispetto della verità e dei fatti.

Il coordinamento
di Sinistra Democratica di Bagheria

Consideriamo assolutamente condivisibili i toni e i contenuti della lettera inviata al "sole 24 ore" dai consiglieri di Sinistra Democratica. Rimane però da spiegare perchè sugli undici consiglieri che formano la maggioranza di Biagio Sciortino, ne fossero presenti solo cinque. Sono state probabilmente queste assenze, che unite al voto dell'aula, hanno provocato nella Dott. ssa Marino una sensazione di isolamento.

La Redazione