Intervista a Marina Marino

Politica
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Quello che ho fatto e quello che faccio ogni giorno, lo faccio soprattutto per Bagheria , per questa città che frequento ormai da anni , e che sento nel cuore.
Lo dice con grande semplicità Marina Marino , dirigente dell’Ufficio Tecnico di Bagheria, da sempre poltrona calda.
Siamo nel suo ufficio, dopo quel voto infelice del consiglio comunale di mercoledì scorso, che ha fatto riemergere i fantasmi del passato e lascia presagire il peggio, e dopo l’intervista di sabato 9 Febbraio sul “Sole 24 Ore”: “ Io dico no, ma i politici cedono”, era il titolo. Più chiaro di così!

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Una intervista che è stato una sorta di ciclone politico delle cui conseguenze pochi hanno ancora piena consapevolezza.
Quando la precedente amministrazione mi ha chiamato, e quella attuale confermato nell’incarico che ricopro, continua, non sono venuta con lo spirito dell’arcangelo vendicatore, o come una sorta di cane da guardia di una astratta legalità, ma come chi vuol mettere la propria professionalità e le proprie competenze al servizio di una comunità, e non di singoli o di gruppi.


Si era sinora sentita sostenuta dalle amministrazioni, aveva percepito in tanta gente, politici e non, il desiderio di lasciarsi alle spalle un modo fallimentare di gestire una ricchezza irriproducibile , quale quella del territorio, ed in cui nel passato, avevano trovato largo spazio e tolleranza gli interessi di cosa nostra.
Considera, la Marino, il voto negativo che il consiglio ha espresso, ricordiamolo, su una sua proposta di destinare ad uso pubblico l’area delle ex-poste , un opportunità persa per Bagheria e i bagheresi.
E lo dice con un senso di sincero rammarico. Opportunità non solo di recuperare una area alla collettività, ma di riscattarsi dai condizionamenti di cosa nostra, di guardare con coraggio e fiducia al futuro.


Ferma , serena , consapevole Marina Marino.
Sa di avere imboccato una strada dalla quale non si torna indietro; sa di avere contribuito a smascherare piccole e grandi ipocrisie.


Il consiglio, sostiene la Marino, aveva tutti gli elementi per decidere: sapeva che c’era una lettera riservata del prefetto che metteva in guardia rispetto alle parentele dei richiedenti il centro commerciale con Pietro lo Iacono, fiduciario di Bernardo Provenzano a Bagheria.
Quel voto è stato una sorta di cartina di tornasole; non potevano sbagliare i presenti, né gli assenti ugualmente responsabili.
Hic Rhodus, hic salta!
Ma anziché saltare o voltare alto, il consiglio è inciampato ed è caduto rovinosamente.


Certo con responsabilità diverse: c’è stato , è anche questo va detto chi ha votato a favore della proposta dell’Ufficio; ed è da qui che forse si può ripartire.
Si potrà rimediare? Non lo so, risponde la Marino: Io me lo auguro; per Bagheria soprattutto, conclude…
C’è poi un aspetto della vicenda che in questo momento sfugge al mondo della politica e all’osservatore comune, e del quale cominceremo ad avere piena percezione tra qualche tempo.


Un battito d’ali di una farfalla in Amazzonia, potrebbe talora, come si dice, mettere in moto il distacco di un gigantesco iceberg dalla calotta polare: stavolta potrebbe avvenire.
Si commuove Marina Marino quando ci mostra e ci parla delle centinaia di e-mail, di sms, di telefonate, di lettere, di testimonianze di solidarietà, di stima, di affetto, di incoraggiamento che le stanno arrivando da ogni parte d’Italia, dopo avere letto l’articolo di sabato sul Sole.
Scrivono dalle Università e dagli uffici dei ministeri, dalle scuole e dai luoghi di lavoro.
Sono docenti universitari, sono funzionari, sono professionisti, semplici impiegati, amici e gente sconosciuta, giovani studenti e neolaureati.
Per dire cosa? Resisti, tieni duro, siamo con te, brava Marina. Ma non solo: si propongono per organizzare forum, e convegni in rete e no, vogliono firmare appelli, vogliono far sentire concreta e vicina la loro solidarietà: da Venezia, da Genova, da Bergamo, da Milano, da tutta Italia, siciliani e non.
E poi le lettere: con quelle parole toccanti, semplici e sincere che solo le persone belle riescono a trovare, e a dire.


Sono queste le cose, che alla fine convinceranno Marina Marino, a non lasciare questa difficile trincea.