Maria Elena Boschi, il nostro sindaco e Grasso- di Pino Fricano

Politica
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Quando è venuto fuori il governo Gentiloni, la presenza della Boschi mi è sembrata una forzatura, con la vicenda Etruria era diventato un bersaglio, senso dell’opportunità imponeva una minore esposizione.

Detto questo mi paiono assolutamente strumentali le polemiche degli ultimi giorni, che mi hanno fatto ricordare una vicenda di quando ero sindaco.
Ad un certo punto del mio mandato esplose la vicenda Aiello, che si portò dietro il sequestro di Santa Teresa, allora le imprese dell’ingegnere davano da vivere a 500 famiglie bagheresi e per l’interesse concorrente di una lobby dell’oncologia palermitana, apparve chiaro che il fallimento delle imprese di Aiello, che a molti avrebbe fatto molto comodo.
Da sindaco ritenni doveroso difendere quell’azienda, mi recai dal Prefetto, presentando le mie preoccupazioni chiesi, con forza, che si arrivasse al più presto alla nomina di manager qualificati, che assicurassero il corretto funzionamento ed il rilancio dell’azienda.
In quell’azienda non c’erano interessi né dei miei genitori, né delle mie sorelle, ma anche se ci fossero stati quel passo l’avrei fatti ugualmente, prima di ogni pretestuoso conflitto d’interessi personale viene l’interesse della comunità che ti ha dato il mandato di rappresentarla.
Per questi motivi quando è venuto fuori l’interessamento del nostro sindaco per la casa abusiva della sorella, non mi ha scandalizzato il comprensibile interesse per una vicenda che riguardava la sorella, ma il fatto che lo stesso interesse non era stato dedicato ad altri casi simili, che riguardavano altri cittadini.
Dopo la vicenda Romana, dopo le promozioni con raddoppio degli stipendi di quelli che sottoscrivevano polizze risparmio a favore della sindaco, alla contraddizioni dei Cinque stelle siamo abituati, predicano bene e razzolano male, ma quello che appare stucchevole è l’atteggiamento del partito di Grasso .
Non mi sono mai piaciuti i magistrati che fanno politica, quello del magistrato è un ruolo molto delicato, la sua autonomia è giustamente garantita dalla costituzione, ho manifestato preoccupazione quando la politica voleva limitarla, ma anche quando si utilizzava quel delicatissimo ruolo per fare carriera politica.
Nel movimento dei liberi e uguali, mi pare si esaltino due valori che hanno costituito la base del pensiero politico-economico del 900, quello liberale e quello egualitario, mi pare che ambedue abbiano fallito perché hanno rimosso il terzo valore della rivoluzione del 1789: la fraternità!
Ritengo che il liberalismo, in economia e nei diritti civili, sia cosa buona, così come l’uguaglianza delle opportunità, delle condizioni di partenza per chi accetta di entrare nella competizione, ma senza la fratellanza, l’attenzione all’altro, l’accoglienza, la condivisione, vedo nubi nerissime addensarsi all’orizzonte.
Le difficoltà che vive la sinistra ed il popolarismo europeo ha radici in una crisi prolungata che ha visto ridurre il reddito e le speranze, in particolare del ceto medio e del sud Europa. Questo arretramento nella vecchia Europa e nelle società più ricche è coinciso con le conseguenze del surriscaldamento e della desertificazioni in molte aree della terra, fenomeni che stanno provocando migrazioni bibliche.
L’insieme di tutto questo alimenta il malessere, le paure, le insicurezze che sono alla base del successo di Trump, di Putin, dei fascisti palesi o più o meno nascosti nei populismi di Salvini e Di Maio.
Per questo ritengo deleterie le scelte di chi divide lo schieramento democratico e progressista, indebolendone la credibilità per qualche poltrona in più, in un contesto in cui appare sempre più chiaro che l’onda lunga delle scelte di Renzi comincia a dare i primi risultati positivi.
Gli attacchi al leader del PD appaiono sempre più strumentali e, come dimostra la vicenda CONSIP e l’ingerenza russa, sostenuti da poteri forti che vogliono resistere al cambiamento e difendere vecchi equilibri, abbiamo, quindi, il dovere di remare controcorrente, costruire attorno al PD uno schieramento vincente e rilanciare in Italia ed in Europa un riformismo ben saldo sui tre pilastri indivisibili: libertà, eguaglianza e fratellanza.
E’ tempo di avvento, tempo di discernimento e consapevolezza per aprire il cuore alla speranza, con questo propositi auguro un buon Natale e buone feste agli amici ed alla comunità tutta.


22/12/2017

Pino Fricano (già sindaco di Bagheria 2001-2006)