Riflessioni sul futuro di Bagheria - di Pietro Canzoneri

Politica
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Approfitto di questo ultimo periodo di agosto per condividere qualche breve riflessione con i concittadini bagheresi.

La mia riflessione nasce dalla lettura dei dati Istat, diffusi nel mese di giugno, relativi ai sistemi locali di lavoro nel 2017, cioè aree territoriali in cui le persone si spostano in cerca di occupazione. Purtroppo, in questa triste classifica, la nostra zona (Bagheria) risulta essere maglia nera con un tasso di disoccupazione pari al 38 %, il più alto in Italia.
Mi verrebbe da dire nulla di nuovo se penso subito alla mia generazione.
Infatti, i trentenni di oggi sono dovuti fuggire in tantissimi dopo l’università (qualcuno anche prima) in cerca di un lavoro dignitoso.
Trovo il dato terrificante e mi dispiace che sul punto poco si è ragionato, forse ormai troppo abituati a vivere “mendicando” un lavoro dignitoso o, peggio, accettando condizioni lavorative pessime.
Detto ciò, ritengo che ogni risultato deludente raggiunto da una Comunità debba costituire l’inizio del riscatto di tutto il territorio, nonostante le tante difficoltà.
Dovremmo iniziare a chiederci cosa possiamo fare, quali errori sono stati commessi (più per non ripeterli che per mera critica) e lavorare per delle soluzioni di ampio respiro per tutto il territorio.
Le prossime competizioni elettorali amministrative del 2019 dovranno, necessariamente, essere una vera opportunità per tutta la comunità bagherese.
La dialettica politica chiara ed il confronto sano dovranno avere grande spazio, con contenuti precisi e trasparenti affinché si possa costruire un progetto ampio (circa vent’anni) che non sia di una parte politica ma dell’intera Città.
Chi, tra partiti, movimenti e coalizioni riuscirà ad interpretare meglio questo progetto di rilancio, prima di tutto culturale, avrà l’onere di amministrare Bagheria e di gettare le basi per il rilancio della Città.
Per fare ciò, però, vi sarà bisogno dell’apporto, soprattutto, dei giovani, di tutti quei ragazzi non ancora trentenni, ancora lontani dalle dinamiche politiche del territorio. Ecco il rinnovamento.
La mia generazione (primi anni ’80), sfortunata per alcuni versi, è stata letteralmente fagocitata dalle precedenti che, poco lungimiranti, non hanno lascito spazio, ahinoi.
Chi scrive, però, sa quanti trentenni sono riusciti all’estero a crearsi un futuro in campo economico, accademico, imprenditoriale, professionale e artigianale.
Gli spazi negati qua sono stati ottenuti fuori, fortunatamente.
Non spero che i miei coetanei possano tornare in terra natia ma che i ventenni (che hanno deciso di rimanere in questa terra) contribuiscano fattivamente allo sviluppo culturale e politico di Bagheria, facendosi interpreti dei bisogni del territorio e portatori di interessi sani e legittimi: magari, così facendo si otterrebbe anche il contributo di chi vive lontano.
I prossimi anni non dovranno essere solo di normale amministrazione ma si dovrà ri-progettare la Città dei nostri figli, pensando a servizi e strutture, al rilancio economico del territorio, ad alcune grandi opere (penso subito al porto turistico di Aspra, che dico subito rimane per me fattibile e su cui si deve seriamente discutere per realizzarlo).
Si dovrà affrontare il tema degli abusi edilizi, innanzitutto, con un censimento di tutte le opere, poi condividendo un programma in cui si stabiliscano quali siano gli immobili da abbattere e quali quelli da salvaguardare. Problema enorme che senza un confronto sereno e rispettoso di tutti non risolveremo mai.
Si dovrà discutere di immobili confiscati, promuovendo, come amministrazione, tavoli tecnici con altre Istituzioni, non trascurando che, a volte, il mantenimento di questi beni sono soltanto causa di ulteriori sperperi di denaro pubblico.
Pensare a villa Cattolica e al suo museo, rilanciarlo senza proclami, avendo come obiettivo la realizzazione di un polo culturale da poter definire “Europeo” che sia realmente attrattivo.
Come è facilmente intuibile di argomenti ve ne sono tanti: Aspra ed il suo salato, Monte Catalfano, aree artigianali, strutture sportive, centro di primo soccorso, servizi e trasporti, e tanto altro ma non è questo il momento o la sede (nemmeno il mio ruolo lo richiede).
Ritengo soltanto che bisognerà studiare realmente i problemi e trovare soluzioni serie e durature, senza slogan e approssimazione, anzi quest’ultima dovrà essere scongiurata.
Servono le “eccellenze” che vivono Bagheria, servono i sacrifici, servirà l’umiltà e il buonsenso (quasi dimenticato) servirà, soprattutto, la preparazione, perché non ci si può inventare politici o peggio amministratori. Il percorso è lungo, siamo dinnanzi ad una sfida che spero tanti giovani raccoglieranno per contribuire al risveglio di Bagheria.
Questi mesi dovranno servire, esclusivamente, ad elaborare progetti concreti, programmi fattibili, mettere al centro Bagheria con i suoi atavici problemi ma anche con le sue grandi potenzialità, poi ci sarà tempo per loghi, simboli, nomi di papabili amministratori, frasi ad effetto e quanto altro serve in una campagna elettorale.

Bagheria, agosto 2018

Pietro Filippo Canzoneri