Autoparco di Bagheria, set per un film di Dario Argento- di Movimento Senza Potere

Politica
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Un set naturale per un film horror che non ha neanche bisogno di effetti speciali. Intanto è già in corso il casting…scelto il protagonista. È bagherese e ha girato la sua prima scena martedì scorso.

Il film si apre col protagonista, un cittadino modello, che deve smaltire degli ingombranti. Forte della campagna di informazione fatta dall’amministrazione comunale registra il numero di telefono dell’ufficio competente e non esita a chiamare. Dopo diversi tentativi falliti, quando le ultime speranze sembrano soccombere alla disperazione, una voce cupa e severa stronca la richiesta dicendo che il servizio non è attivo. Insoddisfatto della risposta e ignaro di quale pericolo lo attendesse, si reca personalmente presso l’ufficio per rivendicare un diritto e capire perché un servizio dichiarato operativo invece non lo sia. 

L’incontro è dei più imbarazzanti e imprevisti. Il personale conferma che il servizio non è funzionante, ma incalzato dall’insistenza dell’utente comincia a farfugliare scusanti poco credibili. Il nostro impavido protagonista non intende cedere e mette alle corde i dipendenti presenti che si guardano per trovare una soluzione. A questo punto l’imprevedibile! Delle voci oscure lo raggiungono invitandolo a scappare perché le eminenze grigie che controllano tutto il sistema sono vendicative e sanguinarie. Ma nonostante la paura il senso civico è più forte. Ed ecco la soluzione! Gli verrà rilasciato un’autorizzazione allo scarico degli ingombranti presso l’autoparco comunale se il tutto verrà fatto con mezzi noleggiati dall’utente e soprattutto pagati dall’utente.

Detto fatto… A pieno carico il nostro protagonista arriva, con tanto di autorizzazione, presso l’autoparco. Varca il cancello, percorre col furgone la leggera salita mentre un tremendo fetore lo raggiunge, neanche il tempo di capire dove effettivamente si trovi che si apre innanzi a lui l’inenarrabile. Valanghe di rifiuti accatastati in ogni dove da fare invidia alla rinomata discarica di Bellolampo, percolato a km 0 che scorre lungo rivoli disseminati ovunque, topi di ogni genere e forma che passeggiano disinibiti tra i rifiuti, sciami di zanzare geneticamente modificate che preparano il prossimo attacco terroristico con sostanze chimiche, profumi h24 di diverse fragranze. Ad accoglierlo personale di turno in abiti semiarancione che, vista l’autorizzazione, non può che farlo scaricare. Gli sguardi sono schivi e guardinghi e fra topi, zanzare e profumi rimane lo spazio perché aleggi anche un pesante senso di mistero.

Da lontano si intravede un laboratorio di genetica molecolare, il vento alza un telo dell’impianto e il nostro protagonista non può fare a meno di scorgere patate, zucchine e lattughe che sono nel pieno di una metamorfosi transgenica. Capisce che la situazione può degenerare da un momento all’altro, neanche il tempo di scaricare tutto che vede sopraggiungere alle sue spalle dei rattopomodori sopra un ecobus bus bus fuori servizio. Cosa fare? Tenta di raggiungere la cabina del furgone ma…
Prossimamente nelle migliori sale cinematografiche italiane!

In attesa che esca il film tutto questo succede a Bagheria. Succede che un autoparco che sorge in un’area con altra destinazione urbanistica venga dichiarato discarica temporanea dal sindaco Cinque. Succede che il consigliere comunale Emanuele Tornatore denunci le terribili condizioni igienico-sanitarie che si sono venute a creare e in tutta risposta riceva minacce. Succede che si formi un comitato di quartiere per difendere la salute degli abitanti e a oggi nessuno ascolti questo grido. Succede che tutto questo è stato denunciato sui social, con articoli e appelli accorati e non risulti l’intervento di una qualsiasi autorità competente per la salvaguardia del territorio e la salute dei cittadini. Succede che dei lavoratori svolgano le loro mansioni in ambienti impraticabili quanto insani e che i loro sindacati sembrino non sapere e non vedere niente. Succede che accanto a questa discarica vi sia il mercato ortofrutticolo ma nessuno sembri essersene accorto. Succede che a non vedere e non sapere niente siano in tanti, forse troppi.

Noi non vogliamo essere complici né omertosi. Ci schieriamo pubblicamente con il consigliere Emanuele Tornatore e con il comitato di quartiere. E pubblicamente denunciamo quanto si sta consumando chiedendo alle autorità preposte, tutte le autorità preposte nessuna esclusa, di intervenire urgentemente per ripristinare la normalità e porre tutte le azioni necessarie a tutelare la salute dei bagheresi e del nostro territorio.

Movimento Senza Potere