Il testo integrale della mozione di sfiducia al sindaco Patrizio Cinque

Politica
Typography

Per l'interesse pubblico degli argomenti trattati pubblichiamo integralmente il testo della mozione di sfiducia al sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, presentata dai 15 consiglieri comunali di opposizione: Maddalena Vella, Massimo Cirano, Emilio Finocchiaro, Domenico Di stefano, Manuele Tornatore, Michele Rizzo, Rosario Giammanco, Biagio D’agati, Piero Aiello, Filippo Maria Tripoli, Giuseppe Cangelosi, Paolo Amoroso, Maurizio Lo Galbo, Angelo Barone, Carmelo Gargano.

 “E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI DECIDERE DA CHE PARTE STARE!

Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare.
E’ evidente che la situazione politica bagnerese è del tutto paradossale, nel giugno del 2014 la città ha affidato l’amministrazione attiva al Sindaco Patrizio Cinque.
In campagna elettorale il Sindaco ha detto che avrebbe trasformato il Comune in una casa trasparente ed accessibile a tutti.
E’ del tutto evidente che sono state tradite le aspettative legittime dei cittadini Bagheresi.
E’ del tutto evidente che il Comune non è diventato una casa di vetro bensì una Torre d’avorio all’interno della quale il Sindaco Cinque si è chiuso a riccio senza aprirsi al confronto costruttivo con la città.
In questi anni i gruppi di opposizione hanno cercato nei luoghi della democrazia (Consiglio comunale e commissioni consiliari) di dare il proprio contributo in termini di proposte, emendamenti, mozioni ed ordini del giorno su tantissimi argomenti utili alla città ed ai bagheresi.
Più volte e su svariati argomenti abbiamo posto attenzione su proposte amministrative del tutto illogiche e non in linea con i principi di efficacia, efficienza ed economicità e purtroppo la compagine amministrativa guidata dal Sindaco Cinque ha respinto qualsiasi possibilità di confronto ed interlocuzione.
Sono trascorsi quattro anni e mezzo dall’inizio di questa esperienza amministrativa ed è arrivato il momento di delineare in modo netto ed inequivocabile il bilancio politico ed amministrativo del Sindaco Cinque.
Siamo convinti che il Sindaco Cinque vada sfiduciato perché sta riconsegnando ai bagheresi una città peggiore di come gli è stata consegnata.
Abbiamo la necessità di fermare in questo preciso momento l’azione amministrativa del Sindaco Cinque convinti che questi ultimi mesi di amministrazione se lasciati nelle mani del Sindaco Cinque porteranno a peggiorare la condizione della nostra Città.
Di seguito elenchiamo punto per punto ciò che per noi non va e ciò che addirittura è peggiorato di tanto e con un aggravio dei costi per l'Ente e per i cittadini tutti.

 1. ABUSIVISMO E CONFLITTO DI INTERESSI

Un giovane viene eletto in città al grido di “Honestà” e tra i primi atti firma un accordo con la Procura per demolire 900 immobili abusivi e ripristinare la legalità, dopo anni di malaffare.
Ma a parte qualche selfie con tanto di ruspe alle spalle, ai proclami non seguono fatti. Così una tv scopre che il sindaco è proprietario di casa abusiva, probabilmente insanabile, e così anche il suo assessore all'urbanistica.
Intanto le elezioni incombono e la promessa di demolizione fa perdere voti, soprattutto se fatta da un abusivo. Così sotto campagna elettorale, il Sindaco propone un regolamento illegittimo, e quindi illecito, che promette di evitare le demolizioni degli immobili abusivi, consentendo agli autori degli abusi o discendenti in linea retta di abitarli e poi di riscattarli con maxi rata finale.
Quel regolamento illecito viene votato dalla sua maggioranza.
Tutti insieme appassionatamente, l'allegra maggioranza dichiara di pubblica utilità stalle, pollai, immobili incompleti, con tetti di eternit, pur di salvarli dalla demolizione certa e applicare il regolamento salvifico.
I leader regionali e nazionali del Partito del Sindaco, che qualche anno prima avevano modificato la legge urbanistica per introdurre sanzioni più severe per gli abusivi, facendo i duri e puri nella lotta all'abusivismo, prendono a modello l'operato dell'ottimo Sindaco come buona prassi da replicare (Ischia?).
Intanto, in tutta questa confusione, zitto tu e zitto io, il Sindaco, per dare il buon esempio, si compra un ecomostro abusivo sulla spiaggia, simbolo del sacco edilizio della città, facendo società con la presidente di una municipalizzata, nominata da lui, per poi chiederne la sanatoria.
Per non farsi mancare nulla, mentre a questo punto il Sindaco ha due sanatorie da portare avanti, una per casa sua, l'altra per l'ecomostro, sostituisce più volte il responsabile del condono edilizio, mettendo mano pesantemente sull'assetto dell'ufficio tecnico.
Ma per essere più sicuri, chi può trattare meglio le sue pratiche di sanatoria, se non la società municipalizzata con a capo la sua socia, anch'ella proprietaria dell'ecomostro abusivo?
E così i consiglieri di maggioranza, quelli che avevano loro o loro parenti in linea retta, case abusive in sanatoria, votano di passare le pratiche di sanatoria alla munipalizzata, con presidente proprietaria dell'ecomostro abusivo, nominata dal suo socio Sindaco con casa abusiva.
Ma la Procura (quella che si aspettava 900 demolizioni senza vederne una) non ci sta. E becca in un'intercettazione, il Sindaco prima che svela alla sorella, anch'essa con casa abusiva, di un'indagine dei vigili urbani a suo carico.
Ma in questa storia, ci sono anche i cattivi. Quei brutti e sporchi consiglieri di opposizione, che vengono dal passato, responsabili di tutto il male del mondo, corrotti e mafiosi, che dicono: “Fermi tutti! Revochiamo questa porcheria di Regolamento e tutte le acquisizioni illegittime di stalle, pollai, immobili incompleti, con tetti di eternit. Fermi tutti! State sbagliando. Facciamo un consiglio comunale straordinario e urgente e revochiamo tutto!”
Ma dall'alto della loro superiorità morale, potevano mai i consiglieri, assessori sindaci, presidenti, puri e duri, con case ed ecomostri abusivi, accettare un simile appello? Certo che no! Il tema non è straordinario e urgente. C'è tempo per prendere tempo... Fra pochi mesi ci saranno le elezioni nazionali, occorre continuare a ingannare la gente!
E così fu e la presidente della municipalizzata, proprietaria dell'ecomostro abusiva e socia del sindaco, diventa deputata e membro della Commissione “Territorio e Ambiente”.
Quale scrittore, romanziere, poeta avrebbe mai potuto immaginare una storia simile? Quale abile sceneggiatore avrebbe saputo mettere in scena una simile commedia?
Ma purtroppo non si tratta di un romanzo o di una commedia di fantasia? È la storia di un dramma di una città, presa in giro, insultata nella sua intelligenza, calpestata dall'arroganza, dalla prepotenza di un Sindaco, convinto di potere agire sopra la legge, in dispregio di qualsiasi regola per fini PERSONALI ED ELETTORALI.
Un Sindaco che utilizza le sue armi di ricatto per fare votare atti illeciti ai suoi consiglieri, che usa le armi della propaganda per ingannare il popolo, mentre porta avanti in silenzio e all'oscuro dei suoi più stretti collaboratore, i suoi interessi affaristici e speculativi.
Un Sindaco che sbatte in prima pagina Bagheria nel Corriere della Sera, sbugiardato niente meno da Gian Antonio Stella, l'autore del libro “La Casta”.
Ieri Patrizio Cinque contestava “La Casta”, oggi Patrizio Cinque è “La Casta”. Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.
Basterebbe questa storia per chiudere qui questa mozione di sfiducia. Ma, purtroppo, è solo l'inizio...
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

 2. DISASTRO RIFIUTI

Aveva promesso ai bagheresi raccolta differenziata, economia circolare, lotta al Coinres e alla mafia, trasparenza e legalità negli appalti. Ha preso i voti promettendo una città pulita e una tari più bassa. Aveva scritto nel programma che occorreva assegnare il servizio all'esterno con gara europea.
Oggi i fatti dicono l'opposto. Una città sporca, in cui i cumuli localizzati in verticali, sono stati diffusi in orizzontale. Discariche ovunque. Topi, scarafaggi e zanzare che fanno da padroni. Un centro di raccolta a Incorvino che è una discarica a cielo aperto, luogo insalubre per lavoratori e cittadini che ci abitano attorno. Il servizio ingombranti non funziona. La raccolta è saltata. Non si recupera più.
Dopo la sceneggiata dell'uscita dal Coinres, oggi Bagheria è ancora socia del Consorzio che continua a creare debiti, facendo lievitare i debiti del comune.
Nel frattempo il Sindaco, ha battuto tutti i record di affidamenti diretti, ordinando a firma sua milioni di euro di servizi, senza alcuna gara, facendo lievitare i costi e violando qualsiasi normativa in tema di ambiente e di appalti.

Proprio lui che criticava gli altri per gli affidamenti diretti, li ha moltiplicati e superati di gran lunga tutti i sindaci precedenti.
Inoltre, tra gli affidamenti disposti dal Comune di Bagheria anche tanti in favore di due ditte che la Prefettura ha giudicato vicine alla mafia.
Anche sull'incredibile affidamento alla Tech servizi, ordinato dal Sindaco per 5 milioni di euro oltre Iva, dopo una vergognosa gara, per cui attualmente Patrizio Cinque è sotto processo, ha indagato la Commissione Regionale Antimafia per l'assunzione di alcuni parenti di mafiosi.
Altro che trasparenza e legalità... Improvvisazione e fallimento. Uno dietro l'altro. Dalla realizzazione delle “gabbie”, isole ecologiche abusive, pugni in faccia al tessuto della città, alla gestione esterna, a quella in house, dal porta a porta a macchine che riciclavano le bottiglie di plastica, l'Icre trasformato in discarica. Un disastro dietro l'altro. E le percentuali della raccolta differenziata lo testimoniano, mai sopra il 10% fino al 2017. Attorno al 17% nel 2018.
La Tari, a meno di qualche limatura, è rimasta inalterata, mentre il servizio scadeva sempre di più. E al peggio non c'è mai fine. Oggi lo spettro, che incombe, è portare i rifiuti all'estero se entro l'anno la città non raggiungerà il 30%.
Per questo Patrizio Cinque deve andare a casa. Non solo per i gravi fatti che hanno riguardato i rifiuti negli ultimi anni, non solo perchè ha fatto l'opposto di quanto aveva promesso, ma soprattutto perché non è in grado di fare raggiungere questa benedetta quota 30% di differenziata, che ci consentirebbe nel breve di non mandare i rifiuti all'estero, con un aggravio ulteriore di costi per i cittadini.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

 3. L'OCCASIONE PERDUTA DI VILLA CATTOLICA

E quando ci ricapita di avere 4 milioni di euro da spendere per il Museo Guttuso e Villa Cattolica? Merito di Biagio Sciortino e Lo Meo che progettarono gli interventi e li portarono a finanziamenti, poi il flop di Patrizio Cinque, che in rapida sequenza:
1. chiude il museo dal novembre 2014 al 26 dicembre 2016, perchè gli incassi non raggiungono il 36% delle spese;
2. crea ad arte lo scandalo dei registri scritti a matita, che si rivelerà una bufala clamorosa;
3. processa in un consiglio comunale la gestione del Museo degli anni precedenti;
4. riapre il museo nel Santo Stefano di due anni fa con personalità di fama internazionale, ma subito dopo lo chiude perchè Villa Cattolica non è agibile, mancando del certificato antincendio;
5. lo riapre dopo avere speso quattro milioni di fondi comunitari e il risultato è contenuto nel bilancio consuntivo 2017:


La situazione rimane uguale al 2014. Quota 36% è lontana.
In mezzo a questi quattro anni, ci sta una brutta storia di appalti assegnati male e gestiti peggio, che sono stati oggetto di una Commissione d'inchiesta le cui incredibili risultanze si allegano alla presente per farne parte integrante e sostanziale. Solo un breve e vergognoso riepilogo di alcuni appalti oggetto di attenzione della Commissione:

Sette appalti per un importo prossimo a 900.000,00 aggiudicati con un media di ribasso inferiore all'1%, è un dato francamente scandaloso.
Ci rimane l'enorme rimpianto di avere buttato dalla finestra quattro milioni di fondi comunitari, che potevano rilanciare non solo il Museo Guttuso, ma l'intera città, investendo seriamente in cultura e turismo.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

4. DAL GUERRILLA GARDENING ALLA FORESTA

Ce lo ricordiamo in pantaloncini e maglietta a tagliare erba e piantare alberi. Era il tempo dell'opposizione dal pollice verde di Patrizio Cinque, fuori dal Palazzo, in mezzo alle aiuole trascurate della città. Ci ricordiamo i suoi pistolotti ecologisti a favore di telecamera mentre tagliava una siepe, parlava con un fiore, promettendo una Bagheria verde e pulita.
Ma il potere genera (eco)mostri, e oggi i tempi del guerrilla gardening sono tramontati. Lo stato di Piazza Vittime della Mafia, Piazza Stazione, Piazza Butera, Piazza Melvin Jones, è semplicemente vergognoso: erba alta ad altezza uomo e rifiuti ovunque. Gli alberi cadono, o vengono abbattuti. Le aiuole sono discariche a cielo aperto. Monte Catalfano, oasi naturalistica, sito di interesse comunitario, abbandonato all'incuria e all'inciviltà degli avventori. Le spiagge e le calette vengono pulite una volta l'anno.
Il decoro e la pulizia non esistono più. E a questo stato di cose ci stiamo abituando. Soprattutto i più piccoli, che da anni vivono in una città sporca, e stanno crescendo convinti che tutto questo schifo SIA LA NORMALITA'.
“Bagheria città normale”, titolava la Pravda bagherese, il giornalino di regime realizzato dall'Ufficio Stampa, dopo qualche mese di amministrazione Cinque.
Se vogliamo veramente ritornare a una città normale, in cui la normalità sia il decoro e la pulizia, occorre gestire il verde pubblico, non solo per fare iniziative spot a scopi elettorali, ma con quotidianeità, professionalità e serietà.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato. 

5. ACQUA E CONFUSIONE

La gestione dell'acqua sotto il governo Cinque resterà nella storia per improvvisazione e incompetenza.
Dopo la gestione commissariale il Consiglio Comunale vota il passaggio del servizio ad Amap. Di fronte ai dubbi dell'opposizione, il Sindaco tira dritto e accusa gli oppositori di volere buttare in mezzo la strada i dipendenti Amap. Inizia la gestione Amap, ma subito cominciano gli screzi con l'Amministrazione comunale, fino all'ennesimo colpo di mano del Sindaco: ordinanza sindacale, l'ennesima, ed avoca il servizio a se rompendo il contratto con Amap. Proprio lui, che qualche mese prima aveva accusato l'opposizione di volere affamare i dipendenti della municipalizzata palermitana.
Una follia, perchè il Comune non ha il censimento delle utenze, non conosce la rete e come manovrarla e infine perchè l'acqua deve comprarla all'ingrosso da Amap, alle condizioni imposte da Amap!
E infatti il primo mese è da incubo, con interi quartieri che non riescono a prendere l'acqua, solo perchè i fontanieri comunali non sanno come manovrare le valvole. In poche ore viene fatta la solita valanga di affidamenti diretti per gestire in emergenza il servizio. Comincia l'odissea del depuratore comunale, che nonostante gravemente incompleto, rispetto al progetto originario di completamento, viene collaudato dall'Amministrazione Cinque.
Per il censimento delle utenze e la fatturazione viene fatta una gara molto dubbia, vinta guarda caso dall'Inpa, vecchia conoscenza bagherese, società di riscossione che negli anni '90 aveva creato malcontento nella popolazione per le modalità di svolgimento del servizio. L'Inpa ha un contenzioso in quel momento con il comune di circa un milione di euro e il suo legale rappresentate è quel Forello, che da lì a poco diventerà candidato grillino a Sindaco di Palermo. Strane coincidenze.
Intanto Amap comincia a fatturare acqua all'ingrosso e il Comune di Bagheria non riesce a fatturare. Da un lato ha spese certe, dall'altro entrate incerte. Ancora oggi non riusciamo a capire quanto il comune di Bagheria fattura ai suoi utenti (ultima lettura nel 2016), e quanto incassa. Di certo ci sono i costi, con i decreti ingiuntivi e gli atti di precetto dell'Amap per milioni di euro.
Di certo c'è che il sottopasso di Viale Bagnera, dopo 80 mila euro di affidamento diretto per lavori urgenti, continua ad allagarsi: prima succedeva una volta l'anno, ora negli ultimi tre mesi si è allagato dieci volte.
Fino a quando il Sindaco decide di passare il servizio ad AMB, società creata per gestire il servizio idrico integrato, con tanto di piano economico finanziario, redatto da un consulente esterno. Ma dopo le lungaggini di rito che succede? Il sindaco viene obbligato da Orlando, sindaco di Palermo, ad aderire nuovamente ad Amap.
Ci chiediamo a quanto ammontano i debiti di questa gestione? Quanti e quali danni ha provocato questa gestione improvvisata e schizofrenica? Quando avremo a casa acqua controllata e sicuramente potabile con una frequenza accettabile? Sono domande a cui non potremo rispondere finquando questa Amministrazione resterà in carica.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

 6. PUBBLICA OSCURITA'

Nelle città normali esiste il servizio di pubblica illuminazione, a Bagheria abbiamo quello di pubblica oscurità. Ne sanno qualcosa i cittadini di via Carà e strade circostanti, ormai abituati, soprattutto nei week end a rimanere al buio. Come quelli di via Dante, via Mattarella, viale Bagnera, via Federico II, via Capitano Luigi Giorgi, via Morana, che questa estate avevano i lampioni spenti la sera e accesi la mattina.
La logica conseguenza dell'ennesima scelta sbagliata del Sindaco, che ha eliminato il contratto di manutenzione con ditta esterna, per internalizzzare il servizio senza uomini e mezzi. Il risultato è un impianto che da 5 anni è andato a deteriorarsi sempre più, senza manutenzioni straordinarie di rilievo, adeguamenti o ammodernamenti. La tecnologia a led rimane praticamente inutilizzata, a meno di poche eccezioni, l'illuminazione del centro storico e dei corsi principali, rimane vecchia, inadeguata e deprimente.
Ma al danno si aggiunge la beffa: il regalo di Pasqua 2017 ai bagheresi. La giunta comunale, guidata da Patrizio Cinque, preleva 138 mila euro destinati alla manutenzione straordinaria della pubblica illuminazione per distrarli nella costituzione della nuova società municipalizzata. 138 mila euro che dovevano servire per riparare i guasti sulla rete e invece sono finiti per pagare improbabili componenti del consiglio di amministrazione della società, tra cui la socia del Sindaco, e il notaio che l'ha costituita.
Sta tutto qui tutto il succo dell'azione amministrativa del Sindaco. Prima gli interessi di amici e parenti, poi gli interessi della collettività.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

 7. FINANZIAMENTI E SVILUPPO

Se di una cosa questo Sindaco si è dimenticato è di parlare di sviluppo e di lavoro, che probabilmente dovevano essere i due temi prioritari in questo periodo di crisi. Che cosa si è programmato in tema di agricoltura, turismo, cultura, ambiente, infrastrutture? Verso dove va Bagheria? Qual è il futuro della sua economia?
Questa Amministrazione si è lasciata massacrare il PRG, unico vero possibile volano per lo sviluppo locale, dal voto del CRU senza provare a replicare. Ha perso i finanziamenti per la realizzazione delle aree artigianali senza battere ciglio. Si è incartata nell'approvazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, per il palese conflitto d'interesse di un suo assessore. Ha perso il treno di redigere e approvare il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile nonostante un finanziamento di 50 mila euro, pregiudicando la partecipazione a tutti i bandi del PO FESR 2014-2020 aventi per tema l'energia, con un danno incommensurabile.
Ha approvato il Piano Urbano di Mobilità sostenibile e lo ha disatteso un minuto dopo.
Non ha fatto piano triennale per le opere pubbliche per tre anni, unico comune al mondo e nonostante ciò ha speso fondi propri, finanziando progetti di importo superiore a 100 mila euro in palese violazione di norme.
Abbiamo chiuso lo Stadio di Aspra, senza riuscire a finanziarne l'ampliamento, nonostante un progetto approvato, eredità delle amministrazioni precedenti.
Abbiamo lo Stadio di Bagheria praticamente inagibile, nonostante un progetto esecutivo nel cassetto che il Sindaco non è riuscito a finanziare.
Tutto ciò che riguarda pianificazione, programmazione e progettazione è ALIENO per questa amministrazione, profondamente contrario ai principi ispiratrici di Patrizio Cinque: presunzione, arroganza, incompetenza, improvvisazione.
E la cosa grave non è stato solo sciupare quei pochi finanziamenti provenienti dalle amministrazioni precedenti (che fine ha fatto il mercato del pesce? Abbandonato all'autoparco comunale...), ma soprattutto non programmare e progettare per il futuro. Perchè ogni amministrazione ha lasciato sempre qualcosa in dote per il futuro, progetti approvati, finanziamenti in corso, che poi sono stati realizzati dal sindaco successivo. Ma stavolta il prossimo sindaco troverà il nulla: zero finanziamenti, zero progetti, zero idee, insomma “ZERO TITULI”.
Quante opportunità abbiamo perso col governo di Patrizio Cinque? A quanti bandi non abbiamo partecipato? Quante occasioni sono andate in fumo?
Ecco le principali (soltanto alcune...).

A queste domande, la risposta è un numero: 49.950.000 milioni. Un importo enorme. Mezzo bilancio comunale. Una responsabilità pesantissima del Sindaco che pregiudica la programmazione di opere pubbliche della prossima legislatura. E ancora Agenda 2014-2020 è in pieno svolgimento e un altro giorno in più, che Patrizio Cinque resterà al governo di questa città, corrisponderà ad un giorno di inerzia, di occasioni perdute e di arretramento economico della città.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

 8. DISSESTO E PROPAGANDA

Patrizio Cinque ha vinto le elezioni cavalcando l'onda del dissesto, dichiarato qualche settimana prima dalle elezioni. 66 milioni di euro di debiti, dicevano. E sul dissesto Patrizio Cinque ha ingrassato il suo consenso, utilizzandolo per dare le colpe di tutto al passato o per giustificarsi per i servizi che non riusciva a dare. Con la scusa del dissesto, ha governato e speso senza bilanci per anni. Ma in 5 anni, MAI il Sindaco ha provato a fare un'operazione VERITA'. A quanto ammontano i debiti? Chi li ha fatti? Cosa riguardano? Silenzio e propaganda. Dissesto e propaganda.
Allora siamo andati noi a spulciare le delibere dell'OSL, una per una, e abbiamo capito perchè il sindaco continua a fare silenzio sulla vicenda.
Ad oggi i debiti accertati dall'OSL sono poco meno di 16 milioni di euro, effettivamente pagati circa la metà, con fondi provenienti da residui attivi, riscossioni, fondo cassa e contributi nazionali e regionali.
Insomma, altro che 66 milioni di euro! Sarebbe stato un buon piano di riequilibrio, un contenimento delle spese, per evitare un dissesto dichiarato troppo velocemente, senza un vero approfondimento.
Però Patrizio Cinque ha goduto del dissesto, potendo amministrare 5 milioni di euro in più di tasse comunali. Grazie all'aumento al massimo delle aliquote fatte dal Commissario La Iacona, infatti, le tasse sono cresciute da 22 milioni a 27 milioni. 5 milioni in più di tasse grazie al dissesto. 5 milioni in più di soldi freschi da spendere.
E se qualcuno pensa che quelle spese che Patrizio Cinque ha affrontato in questi anni derivino da economie dovute alla sua gestione, si sbaglia di grosso, derivando da quel surplus di tasse di cui ha beneficiato, non avendo neppure la penalizzazione in termini di consenso per averle introdotte.
Sulla gestione economico-finanziaria dell'ente abbiamo molti dubbi e siamo convinti che soltanto una nuova amministrazione potrà fare luce sui debiti che lascerà questo Sindaco. Per esempio ci chiediamo, che fine ha fatto la relazione trimestrale dei revisori dei conti sull'andamento del dissesto? Sono stati controllati tutti i parametri che il Ministero dell'Interno aveva prescritto?
Oggi con Patrizio Cinque Sindaco queste domande sono tabù e avere delle risposte vere e serie men che meno, mentre la gestione economica dell'ente va a rotoli...
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.

 9. DIVERSAMENTE ABILI

E' sufficiente un breve giro per la città di Bagheria per rendersi immediatamente conto che non è una cittadina a misura di disabile motorio.
L'accessibilità agli edifici pubblici, e conseguentemente agli uffici aperti al pubblico, è spesso un vero e proprio dramma per chi è costretto a muoversi in carrozzina a ruote.
Esiste un diritto inalienabile, quello alla mobilità ed alla accessibilità, sancito dalla legge della nostra Repubblica, la numero 18 del 3 Marzo 2009 ( pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n 61 del 14 Marzo 2009 ), che ha ratificato e resa esecutiva la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Con questa scelta il Governo ha deciso di fare “nostro patrimonio” quelle decisioni e quelle affermazioni che nel superamento delle barriere architettoniche fanno dell'Italia un Paese civile ed allineato al resto del mondo.
Sembra, invece, che Bagheria sconosca, nella figura del primo cittadino, non solo le indicazioni morali contenute nella carta ONU ma anche le indicazioni particolari che leggi e decreti della Repubblica Italiana danno, come obbligo, alla pubblica amministrazione nella realizzazione o nell'adattamento di un edificio aperto alla pubblica fruizione.
L'elenco è lungo (Palazzo Aragona Cutò, Villa Cattolica, Palazzo Ugdulena, Villa Palagonia, Palazzo Butera, uffici comunali etc...) ed oltre all'indicazione di massima riassumibile nelle parole “questa città di Bagheria non è a misura di cittadino disabile” la cosa più triste che uomini e donne sono tagliati fuori dalla condivisione e dalla fruibilità di luoghi particolari all'interno dei quali questa Amministrazione organizza eventi pubblici e momenti “privati”.
Inoltre una mozione sull’abbattimento delle barriere architettoniche è stata approvata dal consiglio comunale il 17 maggio 2018 “DISATTESA dal Sindaco Cinque”.
Il riferimento e l'accostamento è immediato.
La sala Borremans, luogo all'interno del quale l'Amministrazione organizza eventi associativi e culturali, celebra i matrimoni civili e mette a disposizione delle organizzazioni o dei privati perchè vi svolgano iniziative rivolte alla cittadinanza tutta tranne che ai disabili motori.
Il Decreto del Presidente della Repubblica del 24 Luglio 1996, n 503, “Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici” all'art. 1 comma 3 recita: “Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di intervento edilizio suscettibile di limitare l'accessibilità e la visibilità, almeno per la parte oggetto dell'intervento stesso. Si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all'uso pubblico, nonché ai servizi speciali di pubblica utilità di cui al successivo titolo VI.”.
Lo stesso Decreto allo stesso articolo 1 al comma 4 recita: “Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a recupero o riorganizzazione funzionale, devono essere apportati tutti quegli accorgimenti che possono migliorare la fruibilità sulla base delle norme contenute nel presente regolamento.”.
E quando il palazzo Butera è tornato alla fruizione pubblica e riadattato agli usi della comunità bagherese si è pensato di modernizzarlo ponendovi un ascensore, mai entrato in funzione, senza tenere conto che, prima di giungere all'ascensore vi sono dei gradini che, comunque impediscono l'accesso alle persone con difficoltà motorie.
Si potrà dire che non è stata questa Amministrazione ad acquisire al patrimonio pubblico l'immobile, che i lavori di ammodernamento non sono loro responsabilità. Ma è anche vero che questa Amministrazione lo utilizza e lo fa utilizzare per eventi pubblici che tagliano fuori fasce deboli di cittadini che a quella sala ed a quei luoghi non possono accedere.
E' vergognoso scoprire che in più occasioni quella sala è stata oggetto di interesse degli organi di informazione, televisione e carta stampata, proprio per la sua inaccessibilità.
E' dovuta intervenire la Federazione Italiana Superamento Handicap da Roma per invitarvi a cambiare la sede di un incontro aperto all'Associazionismo ed al Volontariato era lo scorso 4 dicembre 2017. In poche ore avete compreso che quel luogo non era né idoneo né opportuno, proprio per la sua inaccessibilità e, solo la settimana dopo, nella stessa sala Borremans avete tenuto altre “iniziative”.
Siccome si escludevano i disabili dalla fruizione era perfettamente inutile anche pensare alla possibilità o all'eventualità di realizzare, come impone la norma, un bagno fruibile ai disabili motori.
Il decreto 236/89 introduce per la prima volta i concetti di accessibilità , visibilità e adattabilità: criteri progettuali che discriminano in maniera precisa il tipo di intervento a seconda delle tipologie abitative. Per quanto riguarda nello specifico i servizi igienici il decreto definisce in maniera dettagliata, all'Art. 8.0.2 quali sono gli spazi di manovra atti a consentire gli spostamenti di una persona su sedia a rotelle e all'Art. 8.1.6 i minimi dimensionali che devono essere rispettati.
Ed in questa città sembra proprio che tra le tante irregolarità ci sia proprio quella dei bagni per disabili.
Violando continuamente la legge, che vi impone di permettere ai cittadini disabili la fruizione della sala Borremans con molta indifferenza, avete attaccato un cartello con la scritta “guasto” all'ascensore, come se fosse mai entrato in funzione, dimenticando che, comunque quella sala, quelle stanze superiori restano inaccessibili per la presenza di gradini.
Ricordiamo che la Magistratura nel comune di Sabaudia ha condannato lo scorso 12 marzo 2018 dal tribunale di Latina “per condotta discriminatoria nei confronti delle persone disabili a causa della presenza di barriere architettoniche sul lungomare, che impediscono alle persone con disabilità di accedere alla spiaggia”. A Bagheria i cittadini diversamente abili “altro che spiaggia” non riescono neanche accedere agli uffici comunali.
Ecco perchè il sindaco Cinque va sfiduciato! 

10. AREE DI SOSTA A PAGAMENTO (STRISCE BLU)

L’Amministrazione Comunale di Bagheria e l’AMB S.p.A hanno proceduto dal 09.08.2018 ad attivare le soste a pagamento su strisce blu in tutto il territorio Bagherese, con una Delibera alquanto discutibile per mancanza degli adempimenti obbligatori di legge.
Un’amministrazione che si propone di rappresentare pienamente i cittadini deve tenere conto delle richieste della città.
A seguito di consiglio comunale richiesto dai consiglieri di minoranza, avendo ascoltato in aula le esigenze di alcuni cittadini che rappresentavano comunque categorie economiche e sociali della nostra società il Sindaco aveva il dovere di modificare la regolamentazione delle strisce blu secondo le esigenze emerse durante il dibattito e secondo i documenti che alcune importanti categorie di rappresentanza hanno inviato direttamente all’amministrazione.
Anche liberi cittadini hanno sottoscritto una petizione urgente che impegnava il Sindaco a bloccare e rimodulare le aree di sosta a pagamento e nonostante tutto l’amministrazione ha continuato ad ignorare qualsiasi istanza in barba alla democrazia partecipata dal Sindaco Patrizio Cinque.
Anche questa iniziativa amministrativa ha prodotto risultati poco lusinghieri certificando un minore incasso economico da parte degli operatori economici della città ed un aggravio dei costi per la gestione dello stesso servizio a carico della AMB.
Ecco perchè il sindaco Cinque va sfiduciato!

11. COSTITUZIONE AMB

L’Amministrazione Comunale di Bagheria in palese difformità allo stato di contabilità straordinario cui è stato sottoposto il comune (visto il dissesto finanziario), ha dato avvio nel corso dell’anno 2017 alla costituzione di una Società per Azioni, unico socio il Comune di Bagheria.
Sulla stessa S.p.A si sono ravvisate diverse incongruenze, tra quali il parere dei revisori contabili che nel verbale n. 8 del 27.03.2017 aveva dato PARERE NON FAVOREVOLE alla costituzione della suddetta S.p.A in quanto non possedeva contabilmente la necessaria copertura finanziaria ed è in contrasto con l’art.163 c.2 del TUEL, inoltre si ritiene contabilmente non corretta la determina n. 170 del 12.04.2017 in quanto difforme ai dettami dell’art.163 c. 2 del TUEL.
Inoltre il collegio dei revisori dei conti aveva già segnalato contrarietà sulla costituzione della S.p.A nella relazione trimestrale n.2 (trimestre dal 01.12.2016 al 28.02 2017) ai sensi articolo 265 comma 3 del TUEL.
Per la costituzione della suddetta AMB è stato approvato dalla giunta una variazione di stanziamenti di “impegno di spesa” per ben 139.869,31 come capitale sociale e spese notarili, i quali fondi erano destinati alla “manutenzione straordinaria e realizzazione impianti di illuminazione pubblica”.
Già la nota AMB sta producendo debiti che purtroppo pagheranno i cittadini.
Ecco perchè il sindaco Cinque va sfiduciato!

12. ORRORE AL CIMITERO COMUNALE

Ricordiamoci tutti che Vincenzo Lo Meo fu sfiduciato soprattutto per i fatti di cronaca che interessarono il Comune di Bagheria nei primi mesi del 2014.
Un quadro di assoluta emergenza allora, con l’assenza di loculi, che provocava a cascata tutta una serie di problemi riguardando la distruzione delle salme, il loro occultamento, la corruzione e le infiltrazioni mafiose legate a queste pratiche oscene e illecite.
Allora Patrizio Cinque e tutto il M5S, da fiero oppositore, denunciò, in primis, il mancato ampliamento del cimitero comunale, che passava per una variante di PRG, che nonostante tutti i pareri favorevoli non veniva recepita nel progetto di nuovo piano regolatore e poi l’abbandono delle procedure di project financing dell’opera.
E, infatti, nel suo programma elettorale inserì come punto ‘L’AMPLIAMENTO DEL CIMITERO TRAMITE PROJECT FINANCING”. Ma appena insediato l’unica cosa messa in campo dal Sindaco è stata l’INERZIA.
Nel febbraio 2015, con decine di salme in deposito, come consiglio comunale discutevamo di ampliamento del cimitero e project financing, su proposta dell’opposizione. In quella seduta all’unanimità veniva approvata una mozione che confermava ancora una volta la necessità di procedere all’ampliamento del cimitero, in conformità col PRG allora vigente.
Sono passati più di quattro anni e il disastro è sotto gli occhi di tutti:
• la cifra record di 250 salme in deposito provvisorio, con familiari che attendono da mesi e anni di vedere il loro caro finalmente sepolto in un posto definitivo;
• centinaia di cassette da inumare;
• un cimitero dove ogni aiuola è diventato un campo di inumazione abusivo, con le bare spesso affioranti dal terreno, poiché non seppellite alla profondità di 2 metri prevista dalla legge;
• sacchi di rifiuti speciali lasciati a stazionare per giorni lungo i viali;
• un intercapedine tra il muro perimetrale del cimitero e quello dei loculi riempito da casse da morto non smaltite;
• l’erba alta a coprire lapidi e croci.
Una situazione insostenibile, più volte denunciata dai cittadini e dall’opposizione, con denunce pubbliche sui canali di informazione ed esposti alle Autorità Competenti.
Abbiamo approvato un regolamento cimiteriale, che doveva mettere ordine a tutto questo, che prevedeva la certificazione antimafia per le imprese funebri e l’incompatibilità dei dipendenti comunali imparentati con titolari di ditte operanti nel cimitero.
E l’unico responsabile ai sensi dell’art.3 di quel regolamento della POLIZIA MORTUARIA è IL SINDACO.
È il Sindaco il primo responsabile del mancato ampliamento del cimitero, che ha provocato la mancanza di salme e i fenomeni di corruzione perpetrati con continuità degli ultimi anni.
È il Sindaco responsabile della mancata applicazione del Regolamento Comunale e dello stato indecoroso e vergognoso del Cimitrero, dopo quasi cinque anni della azione amministrativa.
Vincenzo Lo Meo fù sfiduciato per molto meno.
Ecco perchè Patrizio Cinque va sfiduciato.”