I nuovi bulldozer - di Ezio Pagano

Politica
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A scanso di equivoci, premetto che non sono un politico e nemmeno interessato a diveltarlo.

Sono nato democristiano quando il Partito Comunista Italiano avversava la D.C.. Sono cresciuto democristiano e avrei voluto morire democristiano. Purtroppo, la Democrazia Cristiana non c’è più e nemmeno il Partito che l’avversava, così come gli altri Partiti tradizionali.


I Partiti di una volta erano nati dalle ideologie, i Movimenti di oggi sono nati dalle proteste: i “Gilet gialli” in Francia, gli “Indignados” in Spagna, i “No TAV”, il “Vaffa”, “CasaPound” e la “Lega” in Italia.
Io ai Movimenti preferivo i Partiti tradizionali.
Già sento chiedermi da tal uno: “tu lo sai quanti soldi si sono fregati questi Partiti?” A questi, rispondo: “Si, lo so! in cinquant’anni, meno dei Movimenti in pochi anni!” E la diatriba continua perché debbo spiegargli che il danno che stanno facendo i Movimenti all’Italia, è più grande del danno che hanno fatto i Partiti tradizionali in cinquant’anni.
Comunque sia, io rimango legato ai Partiti tradizionali, quelli con le ideologie, dove si otteneva un posto in Parlamento solo dopo aver fatto l’esperienza nei Comuni, nelle Provincie e nelle Regioni e prima di candidarsi al Comune c’era un duro lavoro da fare nelle Segreterie dei partiti. Ad esempio, un buon comunista iniziava con l’affiggere i manifesti elettorali e montare i palchetti per i comizi nelle piazze, poi veniva promosso a porta borsa del suo superiore che, successivamente, lo indicava come candidato in Consiglio comunale e se prendeva tanti voti, dopo anni di esperienza poteva fare l’assessore o aspirare a fare il sindaco. In questo modo al Governo nazionale si arrivava matusa ma ricchi di esperienza e, fin quando non erano corrotti, potevano fare il bene del Paese, di quel Paese che tutto il mondo indicava come “il bel Paese”.
Nell’era del “voglio tutto e subito” questo metodo non va più bene e l’esperienza viene considerata un optional di cui potere fare a meno e qualcuno, addirittura, pensa di doverla rottamare.
Oggi, il nuovo metodo per fare carriera politica è diventato questo: adocchiare un obiettivo per la contestazione, ad esempio la TAV, organizzare uno sciopero, esagera un poco e mettersi in vista, creare un movimento e candidarsi al Governo nazionale. Così! tutto e subito! A trent’anni sei onorevole (si fa per dire) in Parlamento e ti porti a casa ventimila euro al mese. Non hai bisogno di corromperti perché lo sei già e, finalmente, puoi distruggere il Paese e, con esso, la democrazia, il lavoro, l’economia, la cultura e tutto il resto.
Meditate amici, io l’ho fatto già, e mi sono reso conto che il mondo non è quello che mi sta di fronte ma quello che mi sta intorno.

Ezio Pagano