Riflessioni di un anziano non-candidato sulle elezioni a Bagheria (parte II)- di Franco Lo Piparo

Politica
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                                                   II

Le cose da fare prima di mettere mano a un qualsiasi progetto ambizioso.

Nei prossimi cinque anni realisticamente si possono solo porre le condizioni per il rilancio di Bagheria. Chi andrà ad amministrare troverà casse vuote oltre che debiti da pagare e senza risorse finanziarie i più bei progetti restano sogni nel cassetto. Consiglio ai candidati a sindaco di non perdere di vista questo dato strutturale e di studiare attentamente il bilancio comunale prima di promettere mari e monti.

Bisogna sapere lavorare sui tempi medio-lunghi. Il prossimo sindaco sarà un buon sindaco se saprà fare anzitutto buona ordinaria amministrazione. Nel caso nostro buona ordinaria amministrazioner significa rammendare un tessuto urbano e civile scucito e pieno di buchi. Anche nell’interesse di chi nel 2024 prenderà il testimone. Elenco alcuni di questi rammendi necessari e, direi, di buon senso. Rammendi preliminari a qualsiasi altra azione di lungo respiro.

PULIZIA! PULIZIA! PULIZIA!
Dovrebbe essere lo slogan e la stella polare del sindaco che verrà. Dall’attuale amministrazione è stata avviata la raccolta differenziata e non abbiamo più le montagne di rifiuti accumulate nelle strade. Vero. Onore al merito. E però in cambio abbiamo rifiuti disseminati per le strade, con l’unica eccezione di Corso Umberto. Basta attraversare a piedi in lungo e in largo il paese per costatarlo. Esercizio che consiglio al futuro sindaco di ripetere (preferibilmente non facendosi riconoscere) almeno una volta la settimana. Imparerà molte cose che stando chiuso nel Palazzo non capirà mai.

La giustificazione degli attuali amministratori è che i bagheresi per loro natura sono poco sensibili alla cura dell’igiene urbana. Il prossimo sindaco per favore non ricorra a questa spiegazione e non offenda i cittadini che lo eleggono. Dal momento che Corso Umberto è passabilmente pulito e, per quello che ne sappiamo, è frequentato da normalissimi bagheresi, chi sostiene questa tesi dovrebbe spiegare perché i bagheresi sporcaccioni improvvisamente diventano attenti all’igiene urbana quando giungono nel Corso Umberto. Una fatina li tocca con la bacchetta magica e fa loro cambiare natura? La realtà è ben diversa. Corso Umberto è l’unica strada bagherese che viene spazzata una volta al giorno. Come accade in tutte le case private dove la pulizia non viene fatta quattro volte all’anno.

So bene che i problemi dell’igiene urbana sono difficili da affrontare. Ma su di essi va valutato il prossimo sindaco. Un paese sporco e disorganizzato non attrae né turismo né finanziamenti esterni né altro e non può progettare il suo futuro. PULIZIA! PULIZIA! PULIZIA! è la condizione minimale del vivere civile. Non sarà una passeggiata per il prossimo sindaco ma su questo si deve impegnare e sarà valutato.

Immondizia a Bagheria Settmebre 2016

SCUOLE
Forse le uniche scuole bagheresi ben costruite sono Bagnera e Cirrincione. Risalgono agli anni trenta del secolo scorso, hanno retto per quasi cento anni e hanno spazi invidiabili. Spero di non essere accusato di apologia del fascismo. Molte di quelle progettate nel dopoguerra sono state costruite con materiale scadente e, si vocifera, con cemento depotenziato: lo scandalo della scuola Gramsci ne è l’esempio più macroscopico. Bisogna fare un censimento del loro stato strutturale e del loro risanamento fare una questione regionale e nazionale. È in gioco l’incolumità dei nostri figli e nipoti. Nel frattempo bisogna occuparsi dei loro bisogni quotidiani.

Le scuole non sono un lusso, sono il pilastro portante di una comunità. Sono il futuro di un paese. Il prossimo sindaco dovrebbe occuparsene a tempo pieno indipendentemente dall’ente pubblico (Provincia, Regione, Comune) da cui formalmente dipendono. Quello all’Istruzione è un assessorato strategico ma pochi sindaci lo capiscono. Puntando anche sul volontariato delle famiglie e di studenti anziani le scuole proverei a tenerle aperte tutto il giorno trasformandole in luoghi di incontri e discussioni.

TESSUTO URBANISTICO
Altro punto dolente. Il centro storico non è in buone condizioni a parte qualche eccezione. La Bagheria costruita a partire dagli anni sessanta-settanta del secolo scorso comincia a mostrare cedimenti dovuti anche alla vecchiaia. Le costruzioni mal fatte e abusive sono tante. Per intervenire in maniera realistica bisognerebbe preliminarmente fotografare la situazione quale effettivamente è. E poi sanare con generosità e alla chiara luce del sole tutto ciò che si può sanare e trovare il modo di incentivare, anche abbassando o annullando alcune tasse comunali, la ristrutturazione del centro storico e delle periferie.
Il prossimo sindaco pensi quanto lavoro potrebbe creare nel settore dell’edilizia un piano organico di ammodernamento e ristrutturazione dell’intero tessuto urbanistico.

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VIABILITÀ
I candidati a sindaco dovrebbero prendere due impegni facili da controllare alla fine del mandato. (1) Reperire i soldi per rifare in maniera efficiente il manto stradale di tutte le strade che al momento sono piene di trappole per pedoni e automobilisti. Va da sé che i lavori esecutivi, spesso truffaldini, vanno controllati con pignoleria. (2) Trovare il modo di disincentivare l’uso dell’auto privata. C’è una sola via da percorrere: (a) trovare finanziamenti europei per collegare con un servizio efficiente di navette Nord e Sud, periferie e centro storico, del paese; (b) incentivare l’uso della bicicletta tra i più giovani.

Altre cose necessarie e preliminari andrebbero aggiunte. Il mio è solo un invito a stare coi piedi per terra e ad occuparsi della quotidianità. Nel prossimo articolo (sarà l’ultimo) vi dirò quale potrebbe essere secondo me il motore di sviluppo della Bagheria dei prossimi decenni. Vi racconterò un sogno che per motivi anagrafici non potrà riguardarmi.

Franco Lo PIparo 

Professore Emerito Università di Palermo