I numeri allarmanti del turismo a Bagheria- di Valerio Gruessner

Politica
Typography

Nell’ultimo confronto pubblico tra i candidati sindaco, il direttore di Bagherianews Lorenzo Gargano ha posto una importante domanda che fino ad ora è stata del tutto snobbata nel dibattito pubblico: quali prospettive di sviluppo turistico immaginiamo per la nostra città. 

Partiamo dai fatti: ci si può scontrare su tutto, ma non sui numeri certificati dall’Osservatorio Turistico Siciliano.
Dal 2015 al 2018 la Sicilia ha registrato una crescita esponenziale delle presenze e degli arrivi di turisti come non accadeva da lunghissimo tempo. La crescita economica è stata omogenea geograficamente coinvolgendo anche zone senza una particolare vocazione turistica. Questi incrementi hanno contribuito a stimolare l’indotto, creare posti di lavoro ed innalzare il PIL regionale. Nella nostra provincia osserviamo degli incrementi da capogiro per Palermo e Cefalù (oltre il 40% di arrivi in più). A Santa Flavia, nel solo 2017-2018, gli arrivi sono aumentati del 30% (da 22632 a 29478)!
Le ragioni di questo boom sono il risultato di una combinazione di vari fattori, ma hanno certamente giocato un ruolo determinante l’incremento dei voli su Punta Raisi e la forza trainante della “primavera culturale palermitana”.

E Bagheria? Dal 2015 al 2018 gli arrivi sono praticamente rimasti invariati!
Se si considera poi che i numeri in questione sono del tutto marginali (5702 arrivi nel 2018), si comprende la gravità della situazione. Bagheria ha perso il treno, si è fatta sfuggire un’enorme chance di sviluppo.

Questi dati sono allarmanti e parte del fallimento sta in capo all’attuale classe politica. Sebbene la candidata dei 5S abbia affermato che “a Bagheria non si possono ottenere dati statistici ufficiali poiché ci troviamo in assenza di strutture alberghiere”, noi operatori del settore siamo ben lieti di condividerli anche con chi è stato del tutto latitante sul fronte dello sviluppo turistico (si dice ci sia un Assessore al Turismo a Bagheria - noi non sappiamo neanche chi sia – ma se avesse approfondito insieme alla candidata sindaco avrebbero scoperto che esistono eccome dati certi e inconfutabili, basta chiedere all’ufficio preposto).

Per fare turismo non è necessario avere grandi strutture ricettive. Il maggior ritorno economico è, difatti, prodotto dalla micro-ospitalità diffusa. Per stimolarla serve veramente poco.


È mai pensabile che Bagheria abbia 20 strutture regolarmente registrate e Santa Flavia 19? Il Sindaco e l’Assessore si sono mai chiesti per quale ragione? Basta riportare un caso realmente accaduto. Per una medesima richiesta di SCIA di Casa Vacanza gli uffici di Santa Flavia ci impiegano 1 mese, a Bagheria, la città che avrebbe dovuto ospitare il celeberrimo “quasi assessore” Luttwak, oltre 1 anno. È mai pensabile che Bagheria possa divenire attraente turisticamente se negli ultimi anni è balzata alle cronache nazionali ed internazionali SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per fatti incresciosi, fatti di mafia ed abusivismo edilizio (comprese quelle familiari del Sindaco)? L’area pedonale del Corso Umberto, che poteva rappresentare uno stimolo all’economia ed elemento di attrazione turistica, è stata riaperta al traffico. Le Ville e la cura della costa versano in stato pietoso. E’ questa la strategia turistica che immaginiamo?

thumbnail bagheria corso umberto colombi

Ci auguriamo che, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, si possa stimolare un minimo il dibattito per capire se gli attuali sfidanti abbiano o meno cognizione di causa. Un settore che non può essere trattato solo in termini economici ma, soprattutto, culturali e sociali.
Per far ciò, abbiamo preparato alcune domande alle quali ci auguriamo i candidati vogliamo dare risposta.

1. Sebbene Bagheria in passato non sia stata in grado di sviluppare in maniera adeguata il proprio settore turistico (a dire il vero, ricordiamo che ad un certo punto Bagheria divenne la prima località al mondo dove il Club Med aprì un villaggio fuori dai confini nazionali, da qui il nome “Baia dei Francesi”, e dove si paventò uno sviluppo su larga scala del settore turistico), quali sono le strategie che intende mettere in campo?
2. Palermo ci insegna che le aree pedonali attraggono i flussi turistici, stimolano la nascita di nuove e più moderne tipologie di imprese, migliorano la qualità della vita urbana. Lei, in qualità di candidato sindaco, si prende l’impegno nei primi 100 giorni di riportare la chiusura al traffico nel Corso Umberto (o magari di qualche altro importante asse urbano)?
3. Bagheria, insieme al circondario (Santa Flavia, Porticello, Solunto, Mongerbino, Aspra) ha un potenziale enorme ma il problema è che tutti i pretendenti amministratori guardano nella stessa (e spesso errata) direzione. Ad esempio, solo uno stolto può considerare il Rettifilo un semplice collegamento stradale fra 2 aree urbane. Il nostro Corso Baldassare Scaduto è un viale con una storia antica e con un potenziale enorme. Proviamo a pensare “out of the box” e immaginiamola così: carreggiate per le auto ridotte e divieto di sosta, corsie dedicate a podisti e bici, cura del verde e piantumazione di nuove specie, arredo e creazione di aree ricreative. Insomma, un grande parco/viale verde, un “balcone” naturale su una cava di tufo di straordinaria rilevanza, uno spazio vissuto da sportivi, bambini, famiglie, turisti insomma un’arteria viva e pulsante fra Bagheria ed Aspra. Ritiene Lei che questa possa divenire una priorità per la sua futura amministrazione?
4. I turisti scelgono la Sicilia principalmente per la costa ed il mare. Negli ultimi anni gli amministratori ci volevano abituare ai cumuli di immondizia distribuiti su tutta la costa (per non parlare dei famosi materassi lasciati per diversi mesi all’altezza dell’Ippocampo). Possiamo essere chiari per una volta ed affermare che la cura e la pulizia di Mongerbino devono ritornare in cima alle priorità?
5. Il settore turistico potrebbe svilupparsi rapidamente mettendo in cantiere alcuni semplici miglioramenti (vedi, ad esempio, velocizzando gli uffici preposti ai rilasci delle autorizzazioni, coordinando la comunicazione con i Comuni limitrofi e creando un brand turistico cittadino, contrattando con Trenitalia l’incremento delle corse dei treni lungo l’asse Palermo-Cefalù, segnaletiche stradali in inglese, tenendo sotto stretta osservazione gli andamenti turistici e attuando tutte le misure per incrementare le presenze). Considerando che alcune problematiche del nostro settore sono molto specifiche, non ritiene che sia arrivato il momento di istituire l’Assessorato al Turismo e Cultura guidato da una professionista del settore piuttosto che utilizzare deleghe e ruoli assessoriali (in particolare quello alla cultura-turismo) come merce di scambio politico?

 

Valerio Gruessner – operatore turistico