“O capitano mio capitano” - di Movimento Senza Potere

Politica
Typography

Le ultime elezioni europee hanno confermato il nostro destino ad essere considerati una colonia.

 

Abbiamo dimostrato, ancora una volta, di non avere memoria. Abbiamo calpestato la nostra fierezza, il nostro orgoglio. Preferiamo essere dominati, che imporre la nostra volontà di gente del sud libera, artefice del proprio futuro.

Invece, siamo sempre affascinati dalle mirabolanti promesse, che durano il tempo di una notte. Ma in questo caso la notte non porta consigli, ma semplicemente il buio, che non ci permette di vedere la realtà. Sarà l’alba a schiarire le menti offuscate dal pifferaio magico di turno. E allora inizieremo a piangerci addosso, a considerarci delle vittime della “mala” politica.........di questi “cornuti”. C’è un piccolo particolare che sfugge a noi “povere vittime”: “questi cornuti” li abbiamo votati. Dentro la cabina elettorale c’eravamo NOI! Siamo stati NOI ad osannarli, a farci i selfie per immortalare il nostro momento magico con il nostro “capitano” di turno.

È molto più semplice delegare all’uomo forte di turno, che assumerci NOI delle responsabilità, accettando e affrontando la realtà, che è sinonimo di verità.

Tutti a saltare sul carro del vincitore! Compresi alcuni navigati politici siciliani, con in bella mostra la spilla di Alberto da Giussano sul bavero della giacca. Un particolare da non sottovalutare. La dice lunga sul rispetto e sull'amore che hanno per la propria terra.
Fino a un paio di anni fa eravamo considerati: brutti, sporchi e parassiti. Oggi è il capitano, domani è il generale. Per loro non fa alcuna differenza.......’'importante è salire sempre sul carro vincente. Non per fare politica, e quindi idee, progetti, rispetto dell’altro. Ma solo per gestire potere. La politica la lasciano fare ai visionari, cioè a tutte quelle donne e uomini che hanno sacrificato le loro vite per lasciarci un bene immenso: LA LIBERTA'.

Alberto da Giussano non è stato lasciato da solo, abbiamo the new entries: la Madonna, il Rosario e il Crocifisso. Dio, Patria e Famiglia. Oramai siamo tempestati da gesti e da slogan per ricordarci le nostre radici cristiane. Ma chi utilizza tutto questo solo per fini vergognosamente elettorali dimentica che siamo tutti creature di Dio, così dicono le Sacre Scritture; la patria ci identifica, ma non è una gabbia, siamo patrioti del mondo; la famiglia è solo amore, senza confini, senza steccati. Mentre si vuole fare veicolare un messaggio totalmente opposto: fatto di muri, di indifferenza, di discriminazione, di intolleranza.

Tutti dovremmo andare a visitare la Basilica di San Pietro in Roma, e soffermarci dinnanzi ad una statua: la Pietà di Michelangelo. Il dolore che trasuda da quella statua, quasi umana, è la sofferenza del nostro tempo. Queste sono le nostre vere radici cristiane.

“O Capitano, Mio Capitano” è la scena finale del bellissimo film “L’attimo fuggente”.
È quello il Capitano di cui abbiamo bisogno!
Un Capitano che sappia tirare fuori dal cuore della sua gente l’umanità, l'amore per il prossimo, il senso di uguaglianza, l’inclusività, il rispetto dei diritti di tutti, e nessuno escluso, in quanto non esistono le minoranze, ma solo ed esclusivamente i diritti.
Un Capitano che sappia tenere la barra a dritta, per condurci verso un porto sicuro, dove umiltà, verità e dignità siano le fondamenta del nostro Paese.
E la scuola sia il Capitano di questo cambiamento!
Movimento Senza Potere