«Voc’avanti» Aspra ! - di Antonio Belvedere

Politica
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Si è svolto lo scorso lunedì pomeriggio il secondo incontro organizzato dall’amministrazione comunale, sul tema delle periferie. Un incontro molto partecipato, nel corso del quale sono stati tanti i cittadini di Aspra a prendere la parola per farsi ascoltare, manifestare il desiderio di andare oltre la rassegnazione che ti sovrasta quando da anni vivi in un posto che sembra dimenticato, dove nessuno dei problemi sul tappeto sembra approdare ad una soluzione.

La questione del “ponte” che, nelle parole del Sindaco, pare si avvii ad una provvisoria e parziale riapertura, ha di fatto steso un velo di oblio sugli altri innumerevoli disagi che vivono i residenti. 

La comunità asprense, aveva esordito Emanuele Tornatore, per la sua storia e le prospettive future, presenta caratteristiche peculiari, specifiche, rispetto a quella bagherese. «Non vogliamo essere considerati un caso a parte» gli ha risposto un cittadino, «siamo una un’unica comunità, viviamo gli stessi disagi, siamo stanchi di essere considerati un problema invece che una risorsa».
«Se devo recarmi a Palermo, per un controllo medico ad esempio, devo prima risolvere il problema di arrivare alla Punta Aguglia, quindi mi organizzo un panino per il pranzo, per risparmiare, perché so che tra l’andare e il tornare starò fuori tutta la giornata», racconta un’anziana signora che manifesta cosi il disagio di vivere in un borgo isolato dal mondo, senza un collegamento pubblico di alcun tipo. «Negli anni Sessanta e Settanta c’erano almeno le “carrozzelle”, quelle “auto da nolo” che per pochi spiccioli assicuravano il servizio. Io vado in bicicletta» aggiunge un altro cittadino «ma rischio la vita tutte le volte perché il rettifilo, già pieno di buche, sembra una pista di formula uno, bisogna mettere gli autovelox; della pista ciclabile realizzata qualche anno fa, poi, preferisco non parlare». Ad Aspra oggi non c’è nemmeno uno sportello bancario: «con i nostri mezzi - e chi non ha o non può guidare un mezzo deve attendere il favore di qualcuno che lo porti e lo riaccompagni a casa - dobbiamo recarci a Bagheria anche per un semplice prelievo di contante» fa eco un’altra cittadina; non c’è neanche l’ufficio per i servizi demografici più elementari come il rinnovo della carta d’identità; l’inquinamento delle acque e del suolo ha raggiunto livelli allarmanti, prova ne è, sottolineano altri, l’alta incidenza di tumori riscontrati anche tra i bambini, e i cui dati sono stati diffusi recentemente. Anziani soli, ambulanti disperati perché mancano regole chiare per il proprio lavoro, rifiuti tossici abbandonati in aree pubbliche, traffico veicolare eccessivo, esercizi commerciali in crisi, mare non balneabile: in questo deserto di civiltà, i cittadini hanno parlato col cuore. Col cuore di chi si adopera anche per alleviare, unendosi in associazioni di volontariato, i disagi delle frange più vulnerabili della popolazione.

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Il Sindaco ha accennato anche alla pluridecennale questione del Porticciolo, che sembra essere ormai entrata nel mito: se ne parla da una ottantina di anni. Riuscirà questa amministrazione a segnare almeno un avanzamento in questa direzione? Molti ad Aspra se lo augurano. Vedono in questa attrezzatura che manca uno dei motivi del declino della borgata marinara. Ma, è lecito chiedersi, si farà mai? Sarà veramente la soluzione? Quel che si può certamente fare senza indugi è mettere ordine nella situazione esistente: censire le barche che giacciono nei due scali, levante e ponente; istituire il famoso registro delle imbarcazioni, per assegnare un posto solo a chi ne ha diritto, eliminando abusi e degrado, e poi proteggere meglio i due scali migliorando le barriere frangiflutti; un lungomare da rivedere, rinverdire, pedonalizzare se possibile.
E infine il mare. Ancora cosi bello da guardare, ma ormai impraticabile da svariati decenni.
C’è una grande battaglia da ingaggiare per il nostro mare: durerà anni e anni forse decenni,
certo, ma si deve fare.
I ragazzi e le ragazze di Aspra sembrano voler reagire alla rassegnazione: è nata in queste ore “Vocavanti” una realtà giovanile cui guardare con attenzione, da sostenere. Parteciperò ai loro incontri, se vorranno. Mi piacerà ascoltarli e, se potrò, dare loro una mano. Mi ha spiegato un amico che “Voc’avanti” era l’ordine che si dava per far indietreggiare il “gozzo”, durante la cattura dei polpi, di notte, al lume della lampara. Mi chiedo se il “controsenso” sia voluto. Tornare indietro per ritrovare il mare della mia infanzia, verso quell’equilibrio perduto tra la comunità e il suo habitat, ci sta, mi attrae. “Voc’avanti “allora. “Voc’avanti” Aspra !!

Antonio Belvedere