Domenica, 01 Agosto 2010
   
Text Size

Omaggio al Viaggio e a Remo Remotti

Pagina vista : 803    

Favoriti : 27












Me ne andavo da quella Palermo stracciona, mafiosa, finto-borghese, fascistoide, da quella Palermo del “niente ci fu”, da quella Palermo delle rosticcerie, delle gelaterie, dei mercatini rionali,

dei “viri chi ciavuru”, quella Palermo della cassata, dei cannoli con la ricotta, della “briosha” con la panna o senza, delle “arancine a carne”, dei calzoni fritti, dei luppini, della calia e semenza…

Me ne andavo da quella Palermo degli stigghiolari, degli LSU, dei furbi, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Palermo degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Palermo dei funzionari dei comuni, della provincia, della regione, degli impiegati statali, para statali e affini, la Palermo delle commesse, degli assessori e delle continue elezioni. Quella Palermo dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione…

Me ne andavo da quella Palermo dei bar puzzolenti, delle fontanelle a secco, degli ex-voto, della circonvallazione eternamente a lavoro in corso, della “viva santa Rosalia”, dei monumenti degradati, della cattedrale gelida e brutta, quella Palermo sempre carponi dinnanzi ai potenti, di qualsiasi razza o natura. Me ne andavo da quella Palermo delle vie preferite dai genitori dei Garibaldini quelli della Palermo Bene, la Palermo della parte Araba, Normanna, Fenicia, Fascista e tutta mescolata come un vomito lì per terra, quella della Vucciria, del Capo, della bocca sempre piena …

Me ne andavo da quella Palermo che ci invidiano tutti, la Palermo del mare, della gente allegra e ospitale, delle menti migliori che migliori non sono, del Politeama, del Massimo, di Mondello, quella Palermo sempre con il sole – estate e inverno – quella Palermo che è meglio di Milano…

Me ne andavo da quella Palermo dove la gente pisciava e “sgracchiava” per le strade, quella Palermo fetente, quella dei circoli esclusivi, dei mezzi litri, della pasta con le sarde, quella Palermo dei ricchi bottegai: quella Palermo dei Massaro, degli Spinnato, dei Ferdico, dei Niceta, dei “sempre quei quattro nomi hanno tutto”, quella Palermo che appena apre un nuovo negozio è un evento. La Palermo della Cuba, dei Chiavettieri, dei locali che ti fanno sentire un po’ importante e dove incontri tutti i tuoi vecchi compagni, quella Palermo dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Palermo che sarà sempre meno di Catania…

Me ne andavo da quella Palermo con gl’intellettuali più scarsi ed arroganti che esistano al mondo. Quella Palermo del Monte di Pietà, del posteggiatore, della Mafia e di chi non sa mai niente. La Palermo costruita sulla corruzione, dove tutto è politica e della peggiore specie. La Palermo sonnolenta, della passeggiata tutti “allicchittati”. La Palermo delle Smart quando non hai l’anima per campare. La Palermo del Palermo in serie A, la Palermo del “chi cci talii?”, del “fatti i fatti tua”, del siamo tutti con Falcone e Borsellino.

Me ne andavo da quella Palermo dimmerda! Mamma Palermo: Addio!
E poi?…e poi ce so’ tornato!


Commenti EDITORE Scrivi tu il primo commento! Riporta questo articolo sul tuo sito Aggiungi a lista preferiti Spedisci a un amico

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Bookmark Google Del.icio.us Digg Facebook Myspace Ma.gnolia Technorati OkNotizie Segnalo

ideavideo
IDEA VIDEO editore  -  P.I.: 05704000826

Bagherianews.it - Portale informativo su Bagheria e il territorio. Registrazione Tribunale di Palermo n. 27 del 21/05/2008. Direttore Responsabile: Angelo Gargano | Capo Redattrice: Marina Galioto. Tutti i diritti riservati. La riproduzione totale o parziale di tutti i contenuti, foto e video, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita. Provider: Colt Engine srl - Web Master e Design - www.areavisiva.com

Accesso utenti