Una dettagliata ricostruzione storica di Nino Pisciotta delle venti generazioni del casato nobiliare che oltre a fondare trenta grandi centri nell' Isola, da Leonforte a Bagheria, diedero lustro all'ordine dei Templari.

Il 30 giugno 1735 il nuovo re della Sicilia Carlo di Borbone, figlio del re Filippo V di Spagna e della sua seconda moglie Elisabetta Farnese, entrò in Palermo per essere incoronato. A recare lo stendardo con le armi del re fu il primo barone del regno, don Ercole Michele Branciforti, principe di Butera, Grande di Spagna.

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Nascono da questo profondo sommovimento economico sociale e culturale alcune delle figure che domineranno la cultura non solo siciliana ma nazionale, il giurista Francesco Scaduto che non a caso scrive Stato e Chiesa in Sicilia che rimane ancora oggi un’opera fondamentale del nuovo diritto ecclesiastico; Giuseppe Bagnera (in foto, n.d.r.) insigne matematico, e Giuseppe Cirincione, oculista di fama internazionale.
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Il nome Bagheria pare che venga da Bab el gherib che in arabo significa porta del vento.

Altri dicono invece che Bagheria provenga dalla parola Bahariah che vuol dire marina.

Io preferisco pensarla come porta del vento, perché di marino ha molto poco, Bagheria, sebbene abbia il mare a un chilometro di distanza.
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