E' di un bagherese il primo film fantasy indipendente siciliano

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Il 5 febbraio è stato proiettato al Supercinema 'Vork and the beast', il primo fantasy indipendente siciliano. Il film, realizzato dopo tre anni di lavoro, è stato prodotto dalla giovane casa cinematografica Kàlama Film, fondata a Palermo nell'ottobre del 2017 dal bagherese Fabrizio La Monica (anche regista del lungometraggio), Ferdinanzo Gattuccio e Samuele Lindiner.

- Fabrizio, quando hai deciso di dedicarti al cinema?
- In realtà non c'è stato un momento preciso perché ho sempre saputo di voler lavorare all'interno del mondo cinematografico. I miei primi lavori li ho realizzati intorno ai diciassette anni e, da allora, ho fatto tanta gavetta e quindi esperienza. Nel corso degli anni ho avuto modo di confrontarmi con altri colleghi, collaborando a diversi progetti che hanno avuto un discreto successo. Fare cinema in Sicilia è il mio sogno, e farò di tutto per riuscire a realizzarlo.

- Com'è l'ambiente cinematografico palermitano?
- Purtroppo non posso parlarne bene. Ci sono tante brave persone, estremamente preparate e competenti con le quali è possibile confrontarsi e lavorare. Ma, ahimé, ci sono anche tanti personaggi che, mossi probabilmente dall'invidia e dall'arroganza, non ti consentono di lavorare serenamente. Io sono una persona che, tedenzialmente, si fida del proprio interlocutore e questo, spesse volte, mi ha creato qualche problema sul lavoro. Devo ammettere di essere profondamente amareggiato.

- Perché avete fondato una casa cinematografica a Palermo?
- Perché vogliamo far sentire la nostra voce, vogliamo sfidare tutte queste limitazioni di stampo economico, logistico, sociale per provare a cambiare la realtà cinematografica palermitana. Il nostro territorio ha molte maestranze, tantissimi professionisti che meritano di lavorare anche all'interno della città in cui sono nati e si sono formati. Noi pensiamo che tutto ciò sia possibile, ed è per questo motivo che ci siamo imbarcati in questa impresa.

- Com'è andata la proiezione di 'Vork and the beast'?
- 'Vork and the beast' è stato proiettato sia al Supercinema di Bagheria sia in alcuni cinema di Palermo. Devo dire che, in entrambi i contesti, è andata bene. Il film è piaciuto, anche se riconosco che il fantasy è un genere poco conosciuto in Italia. Mi è dispiaciuto solo che l'affluenza alle proiezioni sia stata di gran lunga maggiore a Palermo piuttosto che qui, a Bagheria, nella mia città. Ma tutto sommato non ci lamentiamo.
- Lavorare a 'Vork and the beast' è stato faticoso?
- Se consideriamo che il film è stato auto-finanziato, sì! È stata una bella fatica, soprattutto a livello economico. Però quando c'è la passione, si supera ogni ostacolo. Abbiamo lavorato al lungometraggio per circa tre anni; non è stato una passeggiata. Trovare i costumi, le location adatte, è faticoso. Il film, per altro, è tutto girato in Sicilia e, in maggior misura, a Monte Catalfano.

- Come mai un fantasy?
- Io amo il fantasy e l'horror, sono i miei generi preferiti. Per cui, una volta deciso di lanciarmi in questa impresa, non avevo dubbi sul genere di film che avrei voluto girare. È stata un po' una sfida, ma anche una dimostrazione della nostra capacità, perché se siamo riusciti a fare un fantasy con una spesa bassissima immagina cosa riusciremmo a fare con un minimo di budget alle spalle.

- State già lavorando a qualche progetto futuro?
- Abbiamo un po' di roba in cantiere, tanti cortometraggi, ma per adesso ci stiamo concentrando su un nuovo lungometraggio.

- Un nuovo fantasy?
- No, questa volta stiamo lavorando a un film drammatico che ha come tema quello dell'omosessualità. È un film ambientato in Sicilia, in cui recitano attori siciliani, che guarda ad alcune dinamiche sociali da una nuova prospettiva.