A Palazzo Butera la mostra fotografica di Vito Cuti

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La mostra fotografica “Diretta saldatura e sintesi degli opposti” di Vito Cuti, patrocinata dal Comune di Bagheria, dalla Lega del Filo d’Oro, dalla associazione Nulla dies sine linea e dalla Fondazione Ignazio Buttitta, rimarrà a Palazzo Butera e sarà possibile visitarla gratuitamente prenotando al numero 091.943817/818.

- In cosa consiste il percorso espositivo di “Diretta saldatura e sintesi degli opposti”?
- Si tratta di un percorso foto-letterario-emotivo multimediale di valenza sociale forgiato secondo il principio della natura etica degli impegni collettivi e realizzato in modalità ‘studio disinteressato del documento umano’. È la sintesi organica e strutturata di percorsi di sensibilizzazione nei confronti del nostro patrimonio storico-artistico e delle nostre tradizioni materiali e immateriali.

- Qual è il messaggio che vuole lanciare atttraverso questo percorso?
- Forse l’obiettivo principale è quello di evitare che ‘passato e presente possano impoverire nella mutua segregazione’. Noi tutti abbiamo il dovere di valorizzare, custodire, curare per le generazioni presenti e future queste opere d’arte attraverso un totum coniugium fra dimensioni temporali che impoverirebbero nella mutua segregazione, generata da una indifferenza che è il peso morto della nostra memoria storica collettiva.

- A chi è rivolto il progetto?
- Il percorso è pensato sia per le scuole sia per tutti coloro che amano la cultura, che vogliono sapere da dove vengono, e che non vogliono essere definiti un popolo di contemporanei. Quindi proponiamo di tornare agli antichi per diventare moderni, valorizzando monumenti che sono figure viventi mosse da un misterioso e affascinante soffio vitale. Il percorso pensato per le scuole consiste in un vero e proprio percorso didattico/pedagogico che si snoderà tra: una prima parte dialogica in sala Borremans, in cui gli studenti interagiranno mediante un dibattito con l’artista che ha realizzato il progetto multimediale, e una seconda parte in cui verranno guidati dallo stessa artista in base ad un tragitto fotografico/pedagogico sui generis che si snoderà tra il piano nobile ed i corpi mansardati di Palazzo Butera Branciforti, normalmente preclusi al pubblico.

- Cosa ritraggono gli scatti esposti?
- Una parte degli scatti è alle ville di Bagheria, al patrimonio della città. Un’altra è dedicata a tematiche attuali, volte a incuriosire i giovani. Questi scatti possono essere considerati ‘verismo fotografico’ poiché in essi si parla di metalinguaggio, correlativo oggettivo, foto-pittura emotiva. Le immagine dinamiche posizionate sui cavalletti tracciano dei sentieri visivi simili a pellicole cinematografiche, statiche e mute solo in apparenza. Esse vanno interpretate in modo sinottico, in quanto manifestano coralmente un desiderio di parlare che va ben oltre il semplice scopo di comunicazione pratica del linguaggio.
La fotografia dunque non come mero strumento di registrazione del reale, ma come strumento che mostra cose e contenuti che non possono essere espressi altrimenti se non dopo essere stati fotografati.

Intervista di Stefania Morreale