D.L. Dignità: Quel labile confine nel regno del gioco

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DL DIGNITÀ: QUEL LABILE CONFINE NEL REGNO DEL GIOCO
QUALI RIPERCUSSIONI NEL SETTORE CON IL DIVIETO DI PUBBLICITÀ DEI GIOCHI SANCITO DAL NUOVO DECRETO?

 È all'Agcom: l'Autorità garante delle comunicazioni a cui è stato affidato il compito, da parte del governo, di vigilare sull'effettiva attuazione del divieto di pubblicità nell’ambito del gioco d’azzardo. E la stessa Agcom ha dichiarato: "L'Autorità, di fronte a una disposizione che le conferisce una potestà sanzionatoria su un ambito molto più esteso delle sue competenze di vigilanza in materia di comunicazione commerciale e pubblicità, ha ritenuto di avviare una serie di incontri informali con tutti gli stakeholder che ne hanno fatto richiesta, al fine di acquisire informazioni sul mercato di riferimento nonché sulle criticità ritenute come derivanti dal testo di legge".

Passaggio inevitabile viste le mille contraddizioni insite nel DL che, secondo gli esperti, rischia di creare un ingente danno economico al settore, filiera compresa. E quindi a tutti quei servizi e quei lavoratori che svolgono attività connesse a questo ambito.

Una cosa in particolare va rilevata: vi sono realtà in regola, in linea con i permessi e che si sono sempre mosse nell’abito della legalità. Poi esistono quelle realtà ‘sommerse’ dove il gioco si associa al riciclo di denaro, dove le normative già vigenti non sono mai state prese in considerazione.
Prendiamo l’esempio dei portali di gioco online, comparto che in questi anni ha registrato una forte crescita e che pertanto produce impiego, lavoro, denaro. In questo caso molti dei suddetti portali si sono sempre adeguati alle norme di sicurezza, che sono regolarmente iscritti all’AAMS e che allo stesso Monopolio di Stato portano un ingente gettito di denaro.
Queste realtà facilmente rintracciabili grazie ai magazine che le recensiscono, come ad esempio CasinoTopsOnline, verranno trattate alla stregua di quegli operatori che invece agiscono e hanno sempre agito al di fuori delle normative.
Perché quindi non è stato previsto un trattamento distinto per realtà così opposte?
Come contenere l’inevitabile perdita di introiti che attraverso il DL colpirà indipendentemente l’una, quella legale, e l’atra faccia sommersa del gioco.
In effetti questi sono solo alcuni e più evidenti aspetti di un’operazione che pare davvero essere contradditoria e che sicuramente influirà, se non si trovano soluzioni, sullo sviluppo economico del Paese. Perché, inutile raccontarcela, lo si dice dal ‘900 che la pubblicità è l’anima del commercio, pertanto se viene meno lei, viene meno il mercato stesso.
C’è quindi da fare un’attenta riflessione, compito dell’Agcom sarà non solo quello di ascoltare gli stakeholder ma di trovare per e insieme ad essi soluzioni che evitino questa più che prevedibile e imminente emorragia.