L' Atletica siciliana da Himera a Margherita Gargano fino ad Anna Incerti

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Sabato prossimo, 24 febbraio 2017, nell'aula "Ranieri" (ore 10,00) del Liceo Classico "F.Scaduto" sarà presentata un'opera che probabilmente non ha eguali - per completezza di argomentazione e per ricchezza di documentazione - nel suo genere.

Si tratta di Storia dell'atletica siciliana - Dai Miti eraclei al 2006 (Ready-made Ed.) di Pino Clemente e Sergio Giuntini. L'opera congiunta, dunque, di uno storico dello Sport (Giuntini) e di un uomo di Sport (Clemente) come pochi se ne annoverano nel nostro Paese. Dei due è Clemente ad avere avuto un ruolo importantissimo nella vita nella nostra città. Come insegnante di Educazione Fisica presso il Liceo Classico nella seconda metà degli anni '60 (prima di passare a insegnare atletica leggera all'Isef di Palermo fino al 1999, dove è stato maestro e mentore di più generazioni di atleti, di futuri docenti di Scienze motorie, di allenatori) e sopratutto come allenatore di una delle glorie dello sport locale e nazionale: Margherita Gargano, alla quale sono dedicate alcune tra le pagine più belle del volume (e non è la sola bagherese ad abitarne le pagine).
Tante le note di merito da tributare a un'opera che mai sfocia nell'aneddotica o nell'elenco encomiastico: tra tutte l'elaborazione di una visione coltissima e generale - sebbene sempre attentissima ai fenomeni che descrive - dell'atletica siciliana che bypassa la dimensione meramente regionalistica. L'atletica, e la sua pratica, nelle pagine di Clemente e Giuntini diventano un modo per leggere, o forse ri-leggere, la storia generale di un intero paese.
Si comincia con Ergoteles di Himera, vincitore della 71° olimpiade (celebrato nella XII ode di Pindaro) per arrivare alla realtà degli ultimi decenni, durante i quali persone come Tommaso Ticali hanno fatto in tempo a distinguersi come atleti e come scopritori (e coltivatori) di talenti (la maratoneta Anna Incerti, e tanti altri). Dalle remote origini dell'atletica come pratica sociale dall'ampio spettro valoriale (" Fin dall'antichità sembra sussistere una sorta di atavica predisposizione, da parte delle genti siciliane, per le corse: velocità e resistenza. Una stimmate che risulterà evidente, soprattutto per quanto riguarda la resistenza, anche in altre epoche e sotto diverse culture" pag 26) fino all'ideologizzazione di epoca risorgimentale e post risorgimentale: decenni in cui molte discipline sportive trapassano dal rango di attività elitarie a pratiche largamente partecipate.
Una storia complessa, arricchita da un intreccio di vicende umane singolari e talvolta commoventi. Tutte accomunate da una costante consapevolezza: lo sport è quella attività tipicamente umana e civile in cui altri umani ci spingono a dare il meglio di noi stessi.

Maurizio Padovano

Nella foto in basso la bagherese Margherita Gargano con all'attivo la partecipazione alle Olimpiadi di Montreal 76'.