Ritornare grandi si può: storie di fallimenti da cui il Palermo può imparare

Ritornare grandi si può: storie di fallimenti da cui il Palermo può imparare

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Accuse, ribaltoni, indagini, processi infiniti e tanta, tantissima sofferenza: il fallimento di una società di calcio non è mai un affare semplice e, nel caso del Palermo, ci troviamo davanti a un vero e proprio calvario.

Archiviata la parentesi più incerta e dolorosa, la società ora deve buttarsi alle spalle il passato e puntare sul futuro. Ripartire dal fondo può apparire un’impresa ardua, ma ci sono due buone notizie: più in basso di così non si può andare e altre squadre hanno già dimostrato che il fallimento non deve per forza essere sinonimo di anonimato, ma è invece un avvenimento che può essere trasformato a proprio vantaggio

. Vediamo le squadre che in passato sono state capaci di rinascere dalle proprie ceneri e di raggiungere obiettivi importanti, non solo in Italia ma anche in contesti internazionali.

I precedenti in Italia: Parma, Napoli e Fiorentina

Il caso più emblematico è forse quello del Parma, graziato durante la bufera del crack Parmalat ma fallito inevitabilmente una decina di anni dopo, nel 2015. Attorno alla squadra si è però creato subito un gruppo di imprenditori locali che, affidandosi all’esperienza dell’ex allenatore Nevio Scala, hanno riportato la società in massima serie in soli tre anni, ottenendo per la prima volta nella storia del calcio italiano tre promozioni consecutive. Ma, dopo un fallimento, le ambizioni non devono fermarsi ai confini nazionali: prendiamo infatti ad esempio il caso del Napoli e della Fiorentina, risanate da De Laurentiis, patron della casa di produzione Filmauro, e dalla famiglia Della Valle agli inizi degli anni 2000. Entrambe le squadre sono riuscite a partecipare alle competizioni più esigenti del calcio europeo: stiamo ovviamente parlando dell’Europa e della Champions League, torneo quest’ultimo tra i più “massacranti” dal punto di vista mentale e fisico per qualsiasi squadra. Se i gigliati sono assenti dalle competizioni europee da 10 anni, sono ormai diverse stagioni che il Napoli è diventato un habitué dei tornei UEFA, tanto da giocarsela ad armi pari in un’edizione dove al 10 di agosto Manchester City, Borussia Dortmund e PSG sono considerate le favorite per la vittoria finale dalle scommesse calcio rispettivamente a quota 3,25, 4,33 e 6,50. Risalire e tornare a grandi livelli è quindi possibile, e non è solo un fenomeno italiano.

 

Il fallimento: un fenomeno di portata continentale

Sono mille e più i motivi per cui una società è costretta al fallimento: mala gestione, illeciti, o semplicemente congiunture sfavorevoli. Anche all’estero, il calcio non è quindi estraneo a storie tristi, come quella del Darwen, fallito dopo la costruzione di un nuovo stadio da 25 mila spettatori per cui non sono poi stati trovati i fondi, o addirittura della mitica società dei Glasgow Ranger, club più titolato del calcio scozzese fallito nel 2012 e ripartito dalla quarta divisione. Con la classica grinta che li contraddistingue, i Rangers sono tornati in prima categoria in soli quattro anni. Il caso più eclatante di un fallimento calcistico straniero è però forse quello del Leeds United, nobile decaduta del calcio inglese capace negli anni '90 di tenere testa ad avversarie come il Manchester United e di vincere coppe a livello europeo: proprio quest’anno, dopo 16 agonizzanti anni di limbo passati in serie cadetta, il Leeds è riuscito a guadagnare la promozione in Premier grazie allo splendido lavoro fatto dal leggendario Marcelo Bielsa, el loco vecchia conoscenza della Lazio di Lotito, e dalla proprietà gestita dall’imprenditore italiano Andrea Radrizzani.

Mettendosi alle spalle la scellerata gestione economica che ha portato sul lastrico il club e lo ha condannato ad anni di sofferenze nelle serie minori, il Leeds è un esempio da seguire per le squadre che come il Palermo vedono davanti a sé un cammino tutto in salita.

 

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