Mozione urgente del consigliere Lo Galbo per l'abbatimento delle barriere architettoniche a Palazzo Butera

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MOZIONE URGENTE
Al Sindaco di Bagheria
p.c. Al Presidente del Consiglio Comunale

OGGETTO: Abbattimento delle barriere architettoniche Palazzo Butera

 Il Sottoscritto Lo Galbo Maurizio nella qualità di consigliere comunale, nell’espletamento delle sue funzioni chiede a codesta amministrazione quanto segue:

E' sufficiente un breve giro per la città di Bagheria per rendersi immediatamente conto che non è una cittadina a misura di disabile motorio.
L'accessibilità agli edifici pubblici, e conseguentemente agli uffici aperti al pubblico, è spesso un vero e proprio dramma per chi è costretto a muoversi in carrozzina a ruote.
Esiste un diritto inalienabile, quello alla mobilità ed alla accessibilità, sancito dalla legge della nostra Repubblica, la numero 18 del 3 Marzo 2009 ( pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n 61 del 14 Marzo 2009 ), che ha ratificato e resa esecutiva la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Con questa scelta il Governo ha deciso di fare “nostro patrimonio” quelle decisioni e quelle affermazioni che nel superamento delle barriere architettoniche fanno dell'Italia un Paese civile ed allineato al resto del mondo.
Sembra, invece, che Bagheria sconosca, nei suoi amministratori, non solo le indicazioni morali contenute nella carta ONU ma anche le indicazioni particolari che leggi e decreti della Repubblica Italiana danno, come obbligo, alla pubblica amministrazione nella realizzazione o nell'adattamento di un edificio aperto alla pubblica fruizione.
L'elenco è lungo ed oltre all'indicazione di massima riassumibile nelle parole “questa città di Bagheria non è a misura di cittadino disabile” intendo cominciare ad indicarvi, una per una, le realtà cittadine che nel loro pubblico utilizzo mortificano, non solo la legge, ma anche quei cittadini e quelle organizzazioni del terzo settore che, con caparbietà, gridano per l'affermazione dei propri diritti contro la vostra indifferenza ed incapacità amministrativa.
Uomini e donne che sono tagliati fuori dalla condivisione e dalla fruibilità di luoghi particolari all'interno dei quali questa Amministrazione organizza eventi pubblici e momenti “privati”.
Il riferimento e l'accostamento è immediato.
La sala Borremans, luogo all'interno del quale l'Amministrazione organizza eventi associativi e culturali, celebra i matrimoni civili e mette a disposizione delle organizzazioni o dei privati perchè vi svolgano iniziative rivolte alla cittadinanza tutta tranne che ai disabili motori.
Il Decreto del Presidente della Repubblica del 24 Luglio 1996, n 503, “Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici” all'art. 1 comma 3 recita: “Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di intervento edilizio suscettibile di limitare l'accessibilità e la visibilità, almeno per la parte oggetto dell'intervento stesso. Si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all'uso pubblico, nonché ai servizi speciali di pubblica utilità di cui al successivo titolo VI.”.
Lo stesso Decreto allo stesso articolo 1 al comma 4 recita: “Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a recupero o riorganizzazione funzionale, devono essere apportati tutti quegli accorgimenti che possono migliorare la fruibilità sulla base delle norme contenute nel presente regolamento.”.
E quando il palazzo Butera è tornato alla fruizione pubblica e riadattato agli usi della comunità bagherese si è pensato di modernizzarlo ponendovi un ascensore, mai entrato in funzione, senza tenere conto che, prima di giungere all'ascensore vi sono dei gradini che, comunque impediscono l'accesso alle persone con difficoltà motorie.
Mi si potrà dire che non è stata questa Amministrazione ad acquisire al patrimonio pubblico l'immobile, che i lavori di ammodernamento non sono loro responsabilità. Ma è anche vero che questa Amministrazione lo utilizza e lo fa utilizzare per eventi pubblici che tagliano fuori fasce deboli di cittadini che a quella sala ed a quei luoghi non possono accedere.
E' vergognoso scoprire che in più occasioni quella sala è stata oggetto di interesse degli organi di informazione, televisione e carta stampata, proprio per la sua inaccessibilità.
E' dovuta intervenire la Federazione Italiana Superamento Handicap da Roma per invitarvi a cambiare la sede di un incontro aperto all'Associazionismo ed al Volontariato era lo scorso 4 dicembre 2017. In poche ore avete compreso che quel luogo non era né idoneo né opportuno, proprio per la sua inaccessibilità e, solo la settimana dopo, nella stessa sala Borremans avete tenuto altre “iniziative”.
Siccome si escludevano i disabili dalla fruizione era perfettamente inutile anche pensare alla possibilità o all'eventualità di realizzare, come impone la norma, un bagno fruibile ai disabili motori.
Il decreto 236/89 introduce per la prima volta i concetti di accessibilità , visibilità e adattabilità: criteri progettuali che discriminano in maniera precisa il tipo di intervento a seconda delle tipologie abitative. Per quanto riguarda nello specifico i servizi igienici il decreto definisce in maniera dettagliata, all'Art. 8.0.2 quali sono gli spazi di manovra atti a consentire gli spostamenti di una persona su sedia a rotelle e all'Art. 8.1.6 i minimi dimensionali che devono essere rispettati.
Ed in questa città sembra proprio che tra le tante irregolarità ci sia proprio quella dei bagni per disabili.
Violate continuamente la legge, che vi impone di permettere ai cittadini disabili la fruizione della sala Borremans con molta indifferenza, avete attaccato un cartello con la scritta “guasto” all'ascensore, come se fosse mai entrato in funzione, dimenticando che, comunque quella sala, quelle stanze superiori restano inaccessibili per la presenza di gradini.
Quale la soluzione?
La collocazione di un montascale con pedana, l'attivazione dell'ascensore e la realizzazione allo stesso piano, o in piano diverso, di un bagno idoneo alla fruizione da parte dei disabili in carrozzina.
Le risorse?
Gli appositi fondi della Comunità Europea per l'abbattimento delle barriere architettoniche, chiaramente in un progetto ben più ampio che la singola questione oggi attenzionata.
Finchè non farete questi lavori non vi resta che chiudere alla fruizione pubblica quella sala, spostare in luoghi accessibili iniziative pubbliche e private solo per evitare di incappare nelle ire della Magistratura così come è successo agli amministratori del comune di Sabaudia condannati lo scorso 12 marzo 2018 dal tribunale di Latina “per condotta discriminatoria nei confronti delle persone disabili a causa della presenza di barriere architettoniche sul lungomare, che impediscono alle persone con disabilità di accedere alla spiaggia.”.
Tornerò a dare voce a questi nostri cittadini e cittadine che, stanchi di farlo nei confronti di una Amministrazione sorda al loro grido, ha scelto questa via per cercare un dialogo costruttivo che porti Bagheria a livelli di civiltà accettabili.

Chiede

La collocazione di un montascale con pedana, l'attivazione dell'ascensore e la realizzazione o il ripristino allo stesso piano, o in piano diverso, di un bagno idoneo alla fruizione da parte dei disabili in carrozzina.

Maurizio Lo Galbo