Nuovi scenari patologici: sesso, video e web

Nuovi scenari patologici: sesso, video e web

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Ti piacerebbe scoprire che il tuo ragazzo ha filmato le vostre effusioni a casa sua, mentre i suoi erano assenti e poi le ha messe su internet per farle vedere ai suoi amici?
O che tuo figlio ha messo in giro immagini non proprio piacevoli circa la tua vita intima caricandole su un qualche portale web? Io penso proprio di no, è palese.

Penso che tutti abbiamo la percezione che qualcosa di strano stia accadendo ai nostri ragazzi (ma anche a certi adulti), perché le notizie degli ultimi tempi ci indicano scenari nuovi e per certi versi allarmanti.
Giovanissime, poco più che bambine, indotte a una sessualità povera e sterile, tristi scambi di messaggi, mms, figli che rimangono prigionieri di dinamiche strane, irretiti e abbattuti dalla mancanza di obiettivi e dal vuoto di immagini con cui sognare il futuro.

Secondo l’Eurispes oltre il 60% dei ragazzi si improvvisa “un altro” utilizzando il web come strumento per cambiare la propria personalità. Quasi la metà dei bambini intervistati (di età compresa tra i 7 e gli 11 anni) navigano abitualmente su internet e un terzo di questi lo fa senza il controllo dei genitori.
Sesso virtuale, relazioni virtuali, gioco d’azzardo, nuove forme d’esibizionismo.
In America alcune ragazze filmano violenze sulla loro coetanea per farsi una sorta di pubblicità; adesso noi ci chiediamo cosa stia accadendo e soprattutto cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro.

I meccanismi psicologici alla base di questi comportamenti non sono del tutto chiari, perché ci troviamo di fronte a situazioni chiaramente nuove, ove internet ha assunto significati diversi da quelli che aveva fino a qualche anno fa, ove gli individui sembrano interagire maggiormente attraverso portali che consentono di condividere opinioni, foto, filmati, esperienze, una fonte di informazioni e di possibilità praticamente infinita.

Tutto questo potrebbe essere una risorsa.
Eppure i dati clinici parlano di sovraccarico cognitivo e soprattutto di nuove dipendenze. Internet addiction nella fattispecie. Probabilmente nella nuova versione del manuale di diagnosi differenziale per i disturbi mentali verrà inserita questa nuova voce.
Penso che domani i genitori dovranno essere pronti a nuovi modi di interagire coi propri figli, di vigilare, di sentirsi ascoltatori presenti all’interno dello spazio di vita dei ragazzi.

Riflettiamo bene sui nostri stili educativi. Ci sono giovani genitori che non sanno che pesci prendere, osservo quotidianamente i comportamenti disadattavi di alcune madri coi loro piccoli, non sono responsive, assumono uno stile basato su un attaccamento evitante e ambivalente, così che i bambini partano privi d’una base affettiva sicura. E questo avrà conseguenze enormi che faranno sentire la loro influenza per tutta la vita.

Cerchiamo di essere presenti sempre, fin dall’inizio, perché i ragazzi devono avere un punto di appoggio che gli consenta di essere sicuri e di sapere però che esistono delle regole, che la vita è stupenda ma non è sempre bella e perfetta e uguale a come noi la vorremmo: e questo che la rende unica e irripetibile.

Ciao e alla prossima!

Ricordate che i post precedenti li trovate nella sezione attualità di questo portale.

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